"Togliere la cittadinanza? Per chi delinque c'è la legge. E poi noi italiani abbiamo una storia passata legata sia al terrorismo nero che a quello rosso, e non abbiamo cambiato le leggi. Ecco, sarebbe bene che certa politica non usasse le tragedie delle persone per avere qualche voto in più". Sono queste le parole dell'imam di Firenze, Izzeddin Elzir, a margine di un'iniziativa a Modena dopo che il 31enne marocchino Salim El Koudri, alla guida della sua Citroen C3, si è gettato sui passanti di via Emilia, travolgendone e ferendone otto.
Ma Elzir non è "solo" il referente della comunità islamica toscana, perché il suo nome torna più e più volte nelle carte dell'inchiesta della Procura di Genova sui presunti finanziamenti da parte dell'associazione di Mohammad Hannoun ad Hamas. Hannoun, considerato il vertice della cupola terroristica in Italia, ha avuto legami con Elzir: era il 26 novembre del 2023 quando Hannoun e l'imam erano a bordo della Golf ascoltando Nasheed (genere musicale orientale: i brani ascoltati in auto dagli indagati, come sottolineano gli inquirenti, hanno tutti una forte connotazione politica e inneggiano alla causa palestinese), inneggiante all'ala militare di Hamas e al loro portavoce. Nella medesima occasione Elzir menziona un Abu Obaida morto da pochi giorni e dice di aver temuto erroneamente che si potesse trattare di Osama Abu Obaida, ovvero Osama Alisawi, ex ministro dei trasporti di Hamas. Hannoun ed Elzir decidono quindi di chiamare la moglie di Alisawi e risponde il figlio. Si interessano delle sue condizioni, che stia bene, e che non fosse lui il defunto. Ma, mentre Elzir si batte per l'italianità di El Koudri, forse dovrebbe chiarire in che rapporti è con soggetti accusati di finanziamento al terrorismo. A intervenire ieri anche il legale di El Koudri Fausto Gianelli che lo ha incontrato in carcere: "Mi ha detto: Io in Italia sono nato, è il mio Paese, io sono italiano. Ma Salim ha aggiunto una cosa che mi ha fatto riflettere, ha detto: Io sono italiano e i miei genitori hanno fatto tanti sacrifici per farmi studiare e io dovevo fare qualcosa, realizzarmi perché loro hanno fatto sacrifici, perché loro sono stranieri, lo sai?". Difficilmente, però, i suoi genitori speravano che il figlio si impegnasse in questo modo. Poi Giannelli aggiunge un aspetto ancora più surreale: "Più che sentirsi perseguitato dagli italiani, mi ha detto una cosa molto strana: Ho capito - mi ha detto - che mi avevano fatto il malocchio. Perché ovunque stavo pochi mesi". Però precisa anche che la questione del malocchio "non la commentiamo. Ma sono tutti fatti che si inseriscono in una situazione di disturbo psichiatrico, che è quello che dobbiamo approfondire". E, infatti, ha annunciato l'inizio di una terapia aggiungendo che El Koudri è "in una fase in cui ha bisogno di parlare, ha bisogno di piccole cose, le sigarette che non ha".
Giannelli, legale di Abu Rawwa e Riyad Albustanji, entrambi coinvolti nell'inchiesta su Hamas, ha già tratto conclusioni che, almeno nelle sue dichiarazioni, escludono il movente religioso o politico. Resta da capire perché El Koudri abbia scelto proprio lui come legale di fiducia, vista la sua esperienza in casi di terrorismo e non di disturbi psichiatrici.