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L'ultima sfida di Carlo. "Si faccia giustizia". Il re scarica il fratello (ma rischia la corona)

La vicenda taciuta e le mosse di William. E ora a Londra già si evoca l'abdicazione

L'ultima sfida di Carlo. "Si faccia giustizia". Il re scarica il fratello (ma rischia la corona)
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Peggio dello scandaloso divorzio da Lady Diana, che ha fatto di re Carlo il primo monarca britannico con un matrimonio finito alle spalle. Peggio dei suoi tradimenti e delle intercettazioni finite in pasto al mondo, quando ancora principe, ma sposato, Carlo dichiarava di voler essere il Tampax della futura consorte Camilla. Peggio persino dell'abdicazione di Enrico VIII nel 1936, per poter sposare la divorziata Wallis Simpson. L'arrivo della polizia nella tenuta reale di Sandringham per l'arresto di Andrea, fratello del sovrano e terzogenito prediletto della defunta regina Elisabetta II, accusato di aver condiviso informazioni governative confidenziali con il finanziere pedofilo Jeffrey Epstein, è per l'intera monarchia britannica un terremoto senza precedenti, "il momento più basso in 400 anni". Lo è ancor di più per un sovrano che a fatica, da quando è salito sul trono del Regno Unito nel settembre 2022, ha tentato di togliersi di dosso l'immagine dell'inadeguato, dell'introverso totalmente inadatto al suo ruolo pubblico, del fedifrago che gettò nella disperazione la "principessa del popolo", l'ex moglie Diana. Sbiadito e mediaticamente irrilevante rispetto alla possente figura di mamma Elisabetta, Carlo ha lottato in questi anni per guadagnarsi un posto nel cuore dei sudditi, costretto a subire anche le accuse in mondovisione del figlio Harry, che urbi et orbi lo ha descritto come un padre assente, anaffettivo, "tragicamente patetico" e disposto a sacrificare il benessere dei figli per preservare la monarchia e ottenere copertura favorevole dai tabloid.

Ora le cose vanno persino peggio. Carlo sa che questa è la partita in cui si gioca tutto, l'eredità come sovrano e la stessa tenuta della monarchia. Il re parla di "pieno e convinto sostegno" alle autorità e di "collaborazione". "La giustizia faccia il suo corso", dice in un comunicato scaricando definitivamente il fratello Andrea, per poi tacere di fronte alle domande durante la sua apparizione pubblica alla London Fashion Week. L'arresto è una macchia indelebile per la Corona che ha sempre fatto della reputazione la sua forza. Una macchia che rischia di allargarsi ulteriormente sul terreno dell'altro scandalo, l'abuso e il traffico di minori.

Che Carlo fosse consapevole della minaccia rappresentata da Andrea per sé e per la monarchia, e dello tsunami Epstein, è evidente dalla decisione con cui 4 mesi fa del titolo di principe e della residenza nel Royal Lodge. D'accordo con il figlio William, Re Carlo ha cominciato un'operazione pulizia a palazzo che ha reso l'istituzione più snella e meno attaccabile. Il tumore scoperto due anni fa, quasi in contemporanea con la moglie di William, la principessa Kate, ha mostrato un sovrano più umano e meno distante. Eppure lo tsunami potrebbe travolgerlo comunque. Quando, quanto e cosa sapeva il re delle magagne e dei reati di Andrea? Quanto lo scandalo è stato coperto per evitare scossoni alla monarchia? La sua presa di distanza non è forse tardiva e finalizzata unicamente a salvare se stesso e la corona da una storiaccia che infanga il buon nome della monarchia? Saranno settimane dure per Re Carlo.

Biografi e storici già avvertono del rischio di un irrimediabile perdita di fiducia degli inglesi, delle forti pressioni perché il sovrano abdichi, lasciando il trono al più fresco e meno compromesso principe William. È l'ora buia del sovrano. Ma Carlo ha già navigato acque torbide ai tempi dell'incidente mortale di Lady D. a Parigi. Stavolta deve trovare la luce fuori dal tunnel. Per salvare se stesso e la monarchia.

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