Leggi il settimanale

L'ultimo assist dei magistrati: tornano in Italia ladri e rapinatori

La Corte d'appello di Roma: escono da Gjadër quattro soggetti pericolosi

L'ultimo assist dei magistrati: tornano in Italia ladri e rapinatori
00:00 00:00

Altri quattro trattenuti con precedenti tornano in Italia. Lo ha deciso due giorni fa la Corte d'Appello di Roma, che è competente sui ricorsi per il Centro di permanenza e rimpatrio di Gjadër. Il meccanismo è sempre lo stesso. Il migrante irregolare viene portato in Albania dopo essere transitato in un altro Cpr italiano. A questo punto, viene presentata una domanda di protezione internazionale a cui segue una procedura accelerata. La Commissione territoriale, come nel caso di questi quattro, rigetta la domanda. Ma i trattenuti, tramite gli "avvocati rossi", il sistema che ruota anche attorno all'Asgi, che è legata a Md, presentano il ricorso contro il diniego. È qui che scatta il passaggio decisivo: molti giudici, per via della pendenza sulla protezione internazionale, ritengono che il migrante debba restare sotto la giurisdizione italiana in attesa del responso. È di ieri la decisione per cui a tornare in Italia, tra gli altri, sarà un marocchino nato nel 1997 che alle spalle ha precedenti penali per rapina, evasione, maltrattamenti in famiglia e verso fanciulli, danneggiamento, violenza e minaccia a pubblico ufficiale e furto con strappo. È destinato a tornare in un Cpr italiano anche un altro cittadino marocchino, nato nel 2004, che ha precedenti per resistenza a pubblico ufficiale, porto d'armi o oggetti atti a offendere, stupefacenti furto e ricettazione. Non c'è da stupirsi: sono i profili che il governo italiano, anche tramite l'accordo stipulato con Tirana, cerca di far tornare nella nazione d'origine. E sempre dal Marocco arriva un irregolare nato del 2003, che farà il viaggio di ritorno dall'Albania: ha precedenti per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti e guida in stato di alterazione psicofisica da sostanze stupefacenti. E poi un quarto, sempre cittadino marocchino, che è nato nel 1988 e che può "vantare" casi di violazione di domicilio, resistenza a Pubblico ufficiale e danneggiamento. Del resto a Gjadër c'è una prassi consolidata: i migranti che vengono trasferiti in Albania, pochi giorni dopo il loro arrivo, chiedono un colloquio con l'ufficio immigrazione. Durante il summit, manifestano subito di voler presentare domanda di protezione internazionale. È l'avvocato a spiegargli che in questo modo verranno riportati in Italia. Com'è noto, per il centro albanese, esiste una prassi consolidata: a fronte della richiesta di asilo politico e del conseguente cambio del titolo di trattenimento, il migrante viene dimesso dal Centro di permanenza e rimpatrio, dopo la mancata convalida della Corte d'Appello per la questione della giurisdizione. Questi quattro casi raccontati sono soltanto gli ultimi di centinaia.

Gli "avvocati rossi" giocano un ruolo decisivo. E il Pd è arrivato a consigliarne uno ai migranti di Gjadër, portando un "pizzino" con nome e cognome di un legale dell'Asgi, durante una visita della delegazione in Albania.

Commenti
Pubblica un commento
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette. Qui le norme di comportamento per esteso.
Accedi
ilGiornale.it Logo Ricarica