L'ultimo custode dello scudo crociato

Cesa è il più corteggiato dalla maggioranza. Ma finora ha resistito

Nel giorno del compleanno del Pci, nel mirino della magistratura finisce l'ultimo custode dello Scudocrociato. Incroci pericolosi e paradossi della storia all'interno dei quali finisce Lorenzo Cesa, da ieri ex segretario nazionale dell'Udc avendo rassegnato le dimissioni a causa dell'inchiesta della Procura Distrettuale di Reggio Calabria.

Nato 68 anni fa ad Arcinazzo romano, paesino di 1200 abitanti in provincia di Roma, Cesa guida l'Unione di centro dal 2005. Candidato sia alle Politiche 2018 sia alle Europee 2019 non è riuscito a cogliere l'obiettivo del seggio parlamentare e non può contare su eventuale scudi o immunità, per quanto poco queste guarentigie contino in questa fase storica. Laureato in Scienze politiche alla Luiss, ha ricoperto il ruolo di direttore delle relazioni esterne alla Efimpianti Spa, di consigliere di amministrazione di società e banche, fra cui l'Anas.

La sua vita, però, è stata segnata dalla politica e dalla Balena Bianca, nelle sue successive declinazioni e sigle. Giovanissimo è nell'Azione Cattolica. Dopo una breve esperienza di dirigente della Democrazia Cristiana nell'area dorotea e di consigliere comunale a Roma, entra nel Ccd di Clemente Mastella e Pier Ferdinando Casini dove riveste il ruolo di capo della segreteria politica, mantenendo l'incarico con la nascita dell'Udc.

Nel 2004 viene eletto al Parlamento europeo, primo della circoscrizione meridionale con 103 mila voti. Il 27 ottobre 2005 succede a Marco Follini nella segreteria nazionale del partito. Un voto all'unanimità che fa seguito alla rinuncia degli altri candidati: Erminia Mazzoni e Mario Tassone. Cesa viene ritenuto il profilo migliore per garantire l'unità del partito e per fare da anello di congiunzione tra Pier Ferdinando Casini e Marco Follini. Quest'ultimo saluta la sua elezione all'unanimità definendolo una straordinaria figura umana e politica. Cesa replica definendosi «un segretario di transizione», ma come diceva Prezzolini in Italia nulla è più definitivo del provvisorio e così presto diventa «il» segretario dell'Udc, restando in carica fino a oggi.

Alle politiche del 2006 viene eletto deputato. Nel 2007 è testimone alle nozze tra Pier Ferdinando Casini e Azzurra Caltagirone, poi di nuovo deputato alla Camera dal 22 aprile 2008, eletto in Puglia. Nel 2013 viene rieletto alla Camera dei deputati, ma lascia Montecitorio per tornare in Europa. Lorenzo Cesa non è un personaggio che ama calcare il palcoscenico e sostare sotto i riflettori. In queste settimane è riuscito a tenere la sua formazione all'interno del centrodestra, resistendo alle tante sirene e alle tante offerte che gli sono state fatte recapitare dagli emissari della maggioranza. Negli anni ha dovuto lottare in più round per fare in modo che l'Udc rimanesse titolare dello Scudocrociato. L'ultima sentenza positiva del Tar risale all'aprile del 2019, ma ora Cesa attende un'altra pronuncia, per lui ben più importante, quella che lo scagioni dal macigno dell'accusa mafiosa.

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