Per mano con i genitori. L'uscita da scuola divide le famiglie

Il ministro Fedeli: venite a prenderli anche alle medie. E Renzi: la legge si cambia

Per mano con i genitori. L'uscita da scuola divide le famiglie

Roma - Il Pd riesce a litigare pure sulle norme che regolano il comportamento di alunni e genitori all'uscita di scuola. E la questione finisce in consiglio dei ministri. Ieri Matteo Renzi, con un mese abbondante di ritardo, si è accorto che negli istituti di tutta Italia è esploso un problema enorme perché incide sulla vita quotidiana di tutte le famiglie. Il 20 settembre scorso una sentenza della Cassazione, in merito alla morte di un bimbo travolto da un bus fuori dalle mura scolastiche, ha stabilito che l'obbligo di vigilanza da parte dei dirigenti riguarda anche «far salire e scendere dai mezzi di trasporto davanti al portone della scuola gli alunni, compresi quelli delle scuole medie, e demandando al personale medesimo la vigilanza nel caso in cui i mezzi di trasporto ritardino». Insomma, in sostanza, se succede qualcosa ad uno studente minore di 14 anni anche fuori dalla scuola la responsabilità è del dirigente scolastico. I presidi hanno quindi deciso di tutelarsi obbligando i genitori a venire a prendere a scuola i figli. Ovvio che si sia scatenato il caos perché nella maggioranza dei casi i ragazzi di 12 o 13 anni tornano a casa da soli. Immediata la rivolta dei genitori impossibilitati a recuperare i figli perché al lavoro. Le famiglie si sono precipitate a firmare liberatorie con le quali assumersi la responsabilità di quanto accade ai figli fuori dalla scuola ma queste liberatorie non hanno alcun valore legale e quindi sono state respinte dai presidi. La questione è arrivata anche sul tavolo del ministro Fedeli che nel ribadire la necessità di rispettare le regole ha indicato come una via d'uscita quella che il Parlamento le cambi.

Ed ecco che dopo settimane di frenetico dibattito pubblico e privato arriva tramite Facebook l'annuncio di Renzi il cui primo interesse è scagionare se stesso e la sua riforma scolastica. «La buona scuola non c'entra niente -afferma il leader Pd- Il punto è che la legislazione italiana tutela il minore, e fa benissimo, ma dimentica l'autonomia che è valore educativo e pedagogico importantissimo». Dunque Renzi spiega di aver «chiesto a Simona Malpezzi, responsabile del dipartimento scuola, di cambiare la legge e di presentare già la settimana prossima un emendamento per modificare le regole: siano i genitori a scegliere e ad assumersi le responsabilità. Senza scaricarle sui professori, ma senza costringere a un ragazzo di terza media a farsi venire a prendere a scuola»

La Fedeli dopo l'intervento di Renzi si adegua, precisando di aver «posto il tema dell'accompagnamento dei minori di 14 anni a scuola durante il cdm» perchè «serve un intervento in Parlamento». Il ministro sottolinea la necessità di «venire incontro alle esigenze delle famiglie, chiarendo anche il quadro delle responsabilità giuridiche e penali rispetto alla tutela dei minori dopo la fine delle lezioni».

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