Giuseppe Conte lo aveva già blindato, e ora la base degli iscritti promuove ai vertici del Movimento cinque stelle Federico Cafiero de Raho, l'ex procuratore della Dna di cui il centrodestra ha chiesto più volte le dimissioni dalla Commissione parlamentare antimafia per il caso dossieraggio. Con le votazioni di ieri, si è concluso il risiko delle nomine dell'era post grillina del M5s, con una netta ascesa della componente contiana. I nuovi membri del Comitato di garanzia, che sostituiranno Roberto Fico, Virginia Raggi e Laura Bottici, sono proprio Cafiero de Raho, Barbara Floridia e Gianluca Castaldi, mentre nel Collegio dei probiviri entrano Valentina Palmisano, Giulia Sarti, Roberto Cataldi, Filippo Scerra (al posto di Toninelli) ed Enrico Cappelletti. Per il Comitato di garanzia Cafiero De Raho ha raccolto 13.838 preferenze. Ma sugli oltre 103mila iscritti alla piattaforma, hanno votato solo 21.369, il 20,6%.
È di poche settimane fa la relazione del centrodestra approvata in commissione antimafia che aveva messo sotto accusa Cafiero de Raho per la vicenda di Pasquale Striano, l'ex finanziere in servizio alla Direzione nazionale antimafia accusato di aver scaricato abusivamente una quantità enorme di dati e file riservati dalle banche dati della Superprocura e della finanza e di averli trasmessi ad alcuni cronisti. Nel mirino delle ricerche molti politici della maggioranza. Anche in un periodo in cui ai vertici di via Giulia c'era l'oggi parlamentare grillino. Per la maggioranza le inchieste giudiziarie su Striano "non hanno valutato la gravità intrinseca dei comportamenti del procuratore nazionale, trattando ciò che avrebbe richiesto massimo rigore come se invece si trattasse di un profilo marginale". E ancora "su de Raho - si legge nella relazione della commissione - emerge in modo evidente non un quadro di inconsapevolezza o di mera superficialità, ma al contrario l'immagine di un protagonista, per aver egli stesso adottato o controfirmato provvedimenti organizzativi, pienamente consapevole delle prassi irregolari in uso nel suo ufficio". Il diretto interessato ha sempre smentito qualsiasi coinvolgimento o consapevolezza delle attività illecite di Striano, e ha respinto ogni richiesta di dimettersi dalla commissione antimafia che si è occupata del caso. All'epoca dei fatti, è all'ex procuratore che si sarebbe rivolto allora, segnalando i comportamenti anomali di Striano, l'ex magistrato della Dna, Giovanni Russo. Il quale ha dichiarato ai pm di essersi lamentato più volte con Cafiero dell'atteggiamento del finanziere, e di avergli anche consegnato una relazione. "Era noto in tutto l'ufficio che io non gradissi la presenza di Striano e più volte ne ho parlato con il Procuratore". Ha anche ricordato di essersi così rivolto a Cafiero: "Guarda, adesso la misura è colma. Ti chiedo formalmente di allontanare Striano". Il deputato M5s bolla come "calunnie" le parole dell'ex collega e nega di aver ricevuto da lui qualsivoglia documento.
Già difeso da Conte, che ha accusato il centrodestra di "killeraggio della verità" e di voler colpire un campione dell'antimafia, l'ex procuratore balza oggi ai vertici del M5s.
LoBu