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Macron vuole la coalizione. Lite Washington-Madrid

Parigi muove la sua portaerei. Merz da Trump, che attacca: "Stop commerci con la Spagna. E Starmer non è Churchill"

Macron vuole la coalizione. Lite Washington-Madrid
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"Una coalizione per mettere in sicurezza il traffico marittimo in Medioriente" annunciata ieri dal presidente francese Macron, per porre fine a quello che di fatto è diventato un quasi blocco navale con immediate ripercussioni sui prezzi di energia e merci. Con lo Stretto di Hormuz bloccato ed ora anche Mediterraneo orientale a rischio droni, passa da acqua e cielo l'idea di rimettere piede nel Golfo in modo più performante e assertivo, con l'idea di blindare anzitutto l'isola di Cipro colpita da droni di provenienza presumibilmente iraniana, e tentando al tempo stesso di innescare dinamiche costruttive che possano riportare l'Iran a più miti consigli.

Se da Teheran arrivano minacce al Vecchio continente, con l'invito esplicito agli europei a non immischiarsi nella guerra, un gruppo di Paesi mostra prove muscolari. Parigi ha annunciato l'invio della portaerei De Gaulle nel Mediterraneo. E assieme a Grecia e Gran Bretagna (con Londra ferita per prima, visto l'attacco alla sua base sull'isola) ha inviato mezzi per proteggere il Paese Ue che vanta anche la presidenza semestrale delle istituzioni continentali. La Francia si è proposta come capofila. In un discorso alla nazione, Macron ha pure svelato che due basi francesi sono state colpite dall'Iran; Parigi invierà dunque rinforzi nella regione.

La volontà di Parigi è di "proiettare nella zona una forza di difesa". E si associa ad altre posizioni europee che, tolta la Spagna che si è smarcata dalla collaborazione con gli Usa condannando l'attacco all'Iran, vede ora anche la Germania pronta a dare una mano a protezione del territorio Ue, ma anche dei partner arabi colpiti dalla rappresaglia degli ayatollah. Intesa piena, per Berlino, con Washington. Stati Uniti e Germania sono "sulla stessa lunghezza d'onda per quanto riguarda la rimozione del terribile regime di Teheran", come dichiarato ieri alla Casa Bianca dal cancelliere tedesco Merz in missione accanto al presidente Trump. Il tycoon ha marcato la differenza dei rapporti rispetto a Londra e Madrid mostrandosi furioso con il premier spagnolo Sánchez e minacciando la Spagna di tagliare tutti i ponti commerciali per non aver consentito a Washington l'uso delle sue basi. Quanto alla Gran Bretagna, il presidente americano l'ha definita "molto, molto poco collaborativa" in questa fase.

"Questa non è l'epoca di Churchill", ha detto Trump lamentando i "tre o quattro giorni" impiegati per far atterrare gli aerei americani. In tutta risposta, il premier britannico Starmer ha prima fatto filtrare da Downing Street il via libera a un "livello significativo di capacità difensiva" nella base di Akrotiri a Cipro. E poi lo stesso premier ha confermato l'invio a Cipro del cacciatorpediniere Hms Dragon ed elicotteri dotati di capacità anti-drone, concordando l'azione con il presidente dell'isola, Christodoulides.

Plausi da Washington per Berlino, che al termine di una giornata in cui la minaccia iraniana si è fatta sentire sugli interessi continentali minacciando bollette e benzina, ha ampliato il ventaglio di azioni difensive; considerate necessarie da Merz, seppur proporzionate, per distruggere la capacità dell'Iran.

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