"Ma la Madonna non va in quarantena"

Il cardinale: "La Vergine resta vigile. In Emilia le chiese restano aperte"

«Preoccupazione» per l'emergenza Coronavirus che vive l'Italia, «profonda tristezza» per chi muore in solitudine, ma anche «speranza» perché dopo «il deserto della Quaresima, c'è la resurrezione». Parla al Giornale il cardinale Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna. E sottolinea: «Giusto che le chiese restino aperte, così come i tabaccai». E sulla chiusura del santuario di Lourdes rassicura: «La Madonna non va in quarantena, resta sempre attenta a ciascuno».

Come vive questo momento?

«Con tanta preoccupazione e con tanta vicinanza soprattutto ai più deboli, a coloro che pagano maggiormente il prezzo di questo isolamento. Un pensiero alle persone che sono più esposte, agli anziani che non possono ricevere le visite dei loro cari, ai malati. Provo grande pietà anche per le persone morte, perché purtroppo muoiono da sole. E non potendo celebrare i funerali, c'è ancor più amarezza».

Come reagisce la sua diocesi?

«Sperimentiamo in modo interessante i mezzi di comunicazione. Quasi tutte le parrocchie trasmettono la messa, le preghiere e il rosario via web; tra i parroci c'è una grande fantasia. E ogni giorno, alle 19, risuonano le campane per pregare la Vergine di San Luca per la fine dell'epidemia».

Emilia particolarmente colpita...

«Percepiamo un senso di grande vulnerabilità in una regione fortemente segnata. Ma emerge allo stesso tempo una delle caratteristiche di questo popolo, la solidarietà. È stato così per il terremoto che ha colpito molto gravemente alcune zone dell'Emilia. Ora siamo in un altro terremoto, speriamo finisca presto per ricominciare la ricostruzione. A subirne le conseguenze saranno, anche qui, i più deboli e i più fragili. Penso a chi perderà il lavoro, tante attività sono bloccate. Siamo preoccupati».

Ha un messaggio per il governo affinché non dimentichi famiglie e lavoratori?

«Il governo si sta impegnando in questa direzione. Non possiamo che essere contenti del fatto che ci sia un dialogo costruttivo tra governo e opposizione, questo è fondamentale, sia per trovare soluzioni, ma anche come segnale per tutto il paese. Tutti dobbiamo spingere nella stessa direzione. Certamente occorre proteggere i più deboli; ben vengano la cassa integrazione, il rinvio di alcuni pagamenti. Bisogna dare alla gente il tempo di rimettersi in carreggiata».

Lei ha deciso di lasciare aperte le chiese, ma non mancano le critiche. Come risponde?

«Il governo ha offerto una risposta ufficiale, il problema è evitare assembramenti. Così come sono aperti i tabaccai e come si dà la possibilità di passeggiare, c'è anche la necessità della preghiera. Certamente l'invito è a restare a casa, ma la chiesa resta aperta - con tutte le precauzioni necessarie - come luogo in cui poter trovare una forza, una speranza e una consolazione che viene dalla propria fede. Peraltro, sapere che le chiese sono aperte e che restano come luogo di intercessione, dà sicurezza ai fedeli».

Ieri, anche il santuario di Lourdes ha deciso di chiudere. La Madonna è in quarantena?

«No, assolutamente. Indubbiamente la Vergine resta sempre attenta a ciascuno. La fede rimane, al di là del luogo. Il momento è drammatico, la fede permane ma ci chiede tutta la collaborazione, di evitare assembramenti e la possibilità di contagio. La chiusura del santuario di Lourdes è un segno che ci porta a dire quanto dobbiamo stare attenti. Non dobbiamo essere don Abbondio, ma nemmeno sconsiderati. La chiusura... è un segno forte, è un luogo di guarigione, ma proprio per questo occorre stare attenti che non diventi un luogo di contagio».

L'Italia ce la farà?

«Guardiamo con speranza questo momento, qualcosa di più dell'ottimismo. Sappiamo che il Male si può sconfiggere. Questa lotta, propria della quaresima, è combattere contro il Male. Dopo il deserto c'è la Resurrezione e sappiamo che il Male non vincerà».

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