Non lo ricordiamo bene, il caso Salis, perché non l'abbiamo mai ricordato bene: esplose tra il 29 e il 30 gennaio 2024, quando dalle udienze di Budapest uscirono immagini di lei ammanettata e il caso politico ebbe la meglio su quello giudiziario. Quello giudiziario un po' si perse, ma la stampa soprattutto internazionale permette di rimediare.
11 FEBBRAIO 2023 A Budapest si celebra il "Giorno dell'Onore" (Becsület Napja) per ricordare quando, nel 1945, reparti tedeschi e ungheresi tentarono di rompere l'assedio sovietico, una ricorrenza poi divenuta raduno europeo dell'estrema destra con una contrapposizione di antifascisti militanti che, ogni volta, partono per l'Ungheria come per il fronte: null'altro giustificherebbe la presenza di una Salis lì, quei giorni. Lei, infatti, prima dei fatti, arriva in città con due amici tedeschi.
9 FEBBRAIO 2023 La polizia segnala gruppi di stranieri vestiti di nero che studiano i percorsi delle commemorazioni. La Salis è nella "zona XI" coi due tedeschi, e biglietti aerei, prenotazioni e telefonate serviranno a ricostruirne i movimenti.
10 FEBBRAIO 2023 A mezzogiorno una telecamera registra una prima aggressione: sei soggetti vestiti di nero a volto coperto spruzzano spray urticante contro una vittima e la colpiscono con manganelli "Vipera" alle gambe e al busto, sinché cade; il referto parla di contusioni, trauma toracico e ustione oculare. Un'azione coordinata, secondo la polizia, ma, secondo la difesa, senza identità: le sagome non sono riconoscibili. In serata c'è una seconda aggressione alle 21:47, più grave: la vittima è un tizio vicino all'estrema destra (László Dudog) e la dinamica non cambia, avvicinamento alle spalle, spray, colpi rapidi, fuga e volti coperti; frattura mandibolare, traumi e lesioni varie, parestesia (perdita parziale di sensibilità) e uso di un manganello Vipera telescopico con asta in acciaio, modello 21, genere di oggetto che, il giorno dopo, verrà sequestrato nel taxi su cui viaggerà Ilaria Salis. Non si sa di prove forensi tipo impronte, Dna o altro.
11 FEBBRAIO 2023 La polizia, durante le commemorazioni, alle 10.20 ferma un taxi coi due tedeschi e la Salis: nel bagagliaio trovano appunto spray urticante, guanti neri e il citato manganello telescopico. La Salis viene arrestata: accusa di lesioni aggravate e partecipazione a organizzazione criminale. Il possesso di strumenti compatibili è il primo elemento materiale dell'imputazione.
Nei due mesi successivi le autorità raccolgono referti e testimonianze di altre vittime (nove) e si ricostruiscono i contatti tra gli imputati, gli spostamenti e le presenze nelle stesse aree: l'impianto è fortemente indiziario, tutto converge ma non c'è una cosiddetta prova regina.
AUTUNNO 2023 Alcune testate ungheresi parlano di una perizia sofisticata basata su analisi antropometriche dei video: proporzioni corporee della Salis (altezza, passo, rapporto arti-tronco, ampiezza delle spalle) e figure dei filmati poi rapportati ad altre immagini della Salis. La compatibilità è superiore al 90 per cento, ed è un indizio tecnico forte, ma non ulteriormente verificabile.
PRIMAVERA 2024 Processo con immagini delle catene e caso internazionale. Le testimonianze confermano le aggressioni ma non identificano gli autori. I media italiani propongono un confronto-boomerang tra le nostre carceri e quelle ungheresi, con sovraffollamento al 102 per cento (Ungheria) e 119 in Italia, fonte Antigone e Cedu.
DAL 2025 A OGGI Il nome della Salis compare anche negli atti di un'indagine tedesca sul gruppo estremista "Hammerbande". La Germania avvia un procedimento parallelo a quello ungherese e collega i fatti di Budapest a una rete più ampia, cosiddetta area "Antifa Ost". La Salis è citata negli atti (con 11 indagati) e viene emessa una nota di rintraccio internazionale.
Il controllo di sabato a Roma nasce da una segnalazione tedesca nel sistema Schengen: una mera identificazione collegata all'inchiesta sulla Hammerbande. Il nome di Salis è nel radar investigativo europeo, oltreché nel Parlamento.