Roma "Questa è l'ultima battaglia. Lottiamo, moriamo, Iran ti liberiamo". I cori per l'Iran in piazza Santi Apostoli a Roma nella manifestazione promossa dall'associazione Setteottobre, sostenuta da tutti i partiti tranne il Pd, il M5s e Avs, si fondono con le testimonianze di chi è scappato dal regime. E l'assenza del cosiddetto campo largo viene sottolineata non solo dalle forze politiche. Sul palco l'associazione Woman Life Freedom Europe ricorda che "in questi mesi in Italia la società progressista e di sinistra non è mai scesa a manifestare per il popolo iraniano. E oggi criticano chi sta indebolendo il regime e chi ha ucciso il nostro assassino Khamenei? Dovete stare dalla parte giusta della storia". Applausi dalla piazza piena di bandiere iraniane e israeliane, con in mezzo una grande stampa del volto di Reza Pahlavi, l'erede dell'ultimo Scià. "Non siamo noi a dover spiegare perché siamo qui - rivendica dal palco Luigi Marattin, partito Liberaldemocratico - Sono i partiti che non ci sono a dover spiegare a che punto della storia la difesa dei valori della libertà e della democrazia è diventata una questione di parte. La lotta politica non si fa sulla libertà e sui diritti civili". Arrivano anche Mariastella Gelmini per Centro Popolare, Ettore Rosato di Azione, Federico Mollicone di FdI, Benedetto Della Vedova di Più Europa. Per Ivan Scalfarotto, Italia Viva "per la prima volta si vede un raggio di sole in una dittatura che in nome di Dio ha impiccato alle gru i suoi figli. Vedere cadere la testa di un regime osceno non può che essere un momento di gioia. Questo non significa ignorare la complessità e le difficoltà. Ma non si può nemmeno dal divano di casa dire a un popolo cavatevela da soli". Stefano Parisi, presidente di Setteottobre, punge: "Non ho visto alcuna flottiglia e nessun cantante a Sanremo sventolare la bandiera dell'Iran. Israele e gli Stati Uniti non hanno lasciato solo il popolo iraniano".
Tra i tanti i giovani iraniani prevale la speranza: "Questa è l'ultima chance - dice Masha, che ha i genitori a Teheran - aspettiamo da troppo tempo. Noi non vogliamo la guerra. Ma questo regime ci ha insegnato l'odio da quando eravamo bambini. E deve finire".