Draghi si alza e se ne va: scontro di fuoco coi sindacati

L'incontro tra il governo e i sindacati sulla manovra economica non è andato in porto: fumata nera tra le parti e ora si aspetta il Cdm

Foto d'archivio
Foto d'archivio

Nessun accordo tra Mario Draghi e i sindacati. A confermarlo è stato il segretario della Cgil Maurizio Landini: "L'incontro fra noi non è andato bene ci sono alcune risposte parziali e positive sulla riforma degli ammortizzatori sociali ci sono 3 mld per noi non sono sufficienti". Dalle parole del segretario, però, non si percepisce il reale clima in cui si è svolto il vertice, che stando a quanto si apprende è stato molto teso. L'incontro è durato oltre tre ore ed era in programma un altro confronto nella giornata di domani, smentito da Maurizio Landini martedì sera.

"Per domani non è previsto nessun incontro", ha detto Maurizio Landini, ma è in calendario un incontro nell'ambito del G20 dei sindacati. Posizione confermata anche dal leader Uil, Pierpaolo Bombardieri: "Domani non ci incontreremo di nuovo con il premier. È un errore. Domani c'è l'incontro sul Labour 20 in vista del G20 con i sindacati internazionali e il sindacato mondiale"

Il segretario della Cgil ha poi aggiunto: "Il governo pensa a una crescita che farà tornare il pil ai livelli pre pandemia dalla fine del primo semestre 2022. Questa crescita non può creare lavoro precario. Il sistema contributivo per le pensioni si regge solo se si pone fine alla precarietà del lavoro". Mario Draghi è parso molto fermo nella strada che dev'essere percorsa, una posizione che i sindacati non hanno apprezzato, come sottolineato da Landini: "Il governo ha ribadito che giovedì approverà in Cdm la manovra e che questo è il perimetro. Valuteremo cosa deciderà, quello che abbiamo detto è chiaro: se si andrà in una certa direzione bene, se vogliono confrontarsi con noi bene, sennò valuteremo unitariamente con Cisl e Uil cosa fare".

"Il presidente del Consiglio Mario Draghi ha lasciato l'incontro con i sindacati sulla manovra convocato questo pomeriggio a Palazzo Chigi per un impegno. Il confronto che prosegue ora con i ministri Renato Brunetta, Daniele Franco e Andrea Orlando riprenderà comunque domani per approfondire alcuni aspetti specifici", ha fatto sapere Palazzo Chigi, prima di essere smentito dai partiti sulla parte riguardante l'incontro. Sul nodo delle pensioni, i ben informati parlano di un vero e proprio "braccio di ferro" tra le parti, talmente distanti che al momento non è possibile profilare un punto di incontro. I presenti alla riunione affermano che Draghi è parso "irritato" dalla linea ferma dei sindacati.

"Sulle pensioni non c’è neanche una scelta: né 102 né 104 c’è solo la scelta di stanziare 600 milioni per la proroga di Opzione Donna e l’Ape sociale. Né ci sono risposte a chi ha versato per 41 anni i contributi a prescindere dalla età anagrafica non ci sono risposte sulle necessarie riforme complessive", ha detto il leader Uil, Pierpaolo Bombardieri.

Immagine strip mobile Immagine strip desktop e tablet

Commenti