Mar Jonio in alto mare. E il Pd avvisa Conte: "Ora sbarco immediato"

Il Viminale autorizza a scendere solo donne e bimbi. La Ong chiede riparo a Lampedusa

La nave Mare Jonio con 106 migranti chiede un porto sicuro all'Italia e attende l'autorizzazione allo sbarco sul limitare delle acque territoriali. «La situazione medica a bordo è critica, occorre procedere con l'evacuazione immediata», dice la ginecologa bresciana Donatella Albini e il Viminale apre ai deboli. «Come sempre fatto in passato, dalla Mare Jonio potranno scendere donne, bambini e malati. Rimane confermato il divieto di ingresso e sbarco per una nave che non rispetta le leggi e che preordinatamente si provoca lo stato di necessità a bordo per sbarcare in Italia».

È forse l'ultimo provvedimento di questo governo agli sgoccioli, firmato all'unisono dai ministri dell'Interno Salvini, dei Trasporti Toninelli e della Difesa Trenta, salvo che quest'ultima sembra ritirare la mano dopo aver lanciato una pietra: «Ieri ho firmato l'ennesimo decreto interministeriale su divieto di sbarco perché tecnicamente, dal punto di vista militare, non vi erano ostacoli a ciò. Contemporaneamente credo però che il ministro dell'Interno, pur nell'ambito dei suoi poteri in materia di ordine e sicurezza pubblica come dettati dalla disciplina del decreto Sicurezza bis, non possa mai travalicare e azzerare il sacrosanto diritto di bambini, donne in gravidanza, ammalati o persone in difficoltà di essere soccorsi».

Il Pd non perde l'occasione di andare all'attacco: «Giuseppe Conte annuncia un nuovo umanesimo.

Bene. Immagino quindi che gli esseri umani salvati dalla Mare Jonio verranno sbarcati immediatamente», dice Matteo Orfini, e Fausto Raciti annuncia la svolta del nuovo governo giallo-rosso con un ritorno al passato: «Dalla Mare Jonio ci dicono di onde alte due metri e mare molto mosso La prima novità politica sarebbe farli scendere senza fare storie». Insomma, porti aperti a chiunque, a prescindere dal diritto.

A causa del maltempo, Mediterranea Saving Human ha chiesto alla Capitaneria di potere «riparare a ridosso dell'isola» (Lampedusa) e lo sbarco per tutti facendo leva sul fatto che «il perdurare della permanenza prolungata a bordo non potrà che costituire un fattore di aggravamento generale dei sintomi manifestati e di quelli presenti per ora in una soglia pre-clinica».

E ancora: «Non si può ridurre anche le persone che erano in discrete condizioni in persone che poi hanno bisogno di essere evacuate d'urgenza. Sono profughi di guerra che hanno diritto ad essere accolti», dice la portavoce Alessandra Sciurba. Insomma non ha mancato di fare scuola il caso Open Arms, con l'intervento della procura di Agrigento che ha autorizzato lo sbarco dei migranti proprio in considerazione delle loro provate condizioni psicologiche.

Su Open Arms si attendono novità: «Porti chiusi a scafisti e Ong, in arrivo un'altra indagine contro di me per sequestro di persona per il caso Open Arms scrive Salvini -. Nessun problema, nessun dubbio, nessuna paura.

Difendere i confini e la sicurezza dell'Italia per me è stato, è e sarà sempre un orgoglio!». Il gip di Agrigento Stefano Zammuto ha convalidato il sequestro della nave e ha anche deciso il dissequestro. Ha poi asserito che i migranti sono stati costretti a una «illecita e consapevole privazione della libertà personale». L'imbarcazione è già stata restituita ai proprietari.

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