Per Marchisio "facciamo tutti schifo". Si prepara a scendere in campo col Pd

La nuova esternazione buonista, questa volta sul caso di Seid

Per Marchisio "facciamo tutti schifo". Si prepara a scendere in campo col Pd

Con un enunciato che sarebbe stato troppo perfino per Guglielmo Giannini, l'inventore dell'uomo qualunque, Claudio Marchisio ha di nuovo esternato. Biondo, belloccio, abbronzato, non c'è giorno che l'ex centrocampista della Juventus non dica la sua su temi che avrà studiato nei lunghi ritiri o da quando è prepensionato: ambiente, migrazioni, diritti civili, parità di genere, razzismo. È sempre sul pezzo, televisioni, carta stampata e social lo interrogano volentieri non di tattica ma di politica, perché rappresenterebbe l'immagine di un calciatore finalmente non banale, che pensa e si fa un'idea giusta sulle cose del mondo.

Solo che stavolta l'ha detta grossa e neppure si è preoccupato di fare marcia indietro, nonostante la famiglia del povero Seid Visin abbia più volte precisato che il gesto suicida del ragazzo non è assolutamente legato a questioni di razzismo. «Facciamo tutti schifo», Marchisio dixit, «l'Italia ha fallito» afferma il nuovo maître à penser torinese. Siamo di fronte a un'espressione di raro cinismo, al cui confronto le crociate dei soliti intellettuali fanno sorridere. Cinismo, perché Marchisio sta cercando, ormai da mesi, il proprio posizionamento per i prossimi anni. Settimane fa alcuni beninformati lo davano possibile candidato sindaco per il Pd a ottobre, ma le voci sono state smentite: nonostante l'attrazione per i vip, i democratici sono realisti e sanno che un ragazzino viziato in una città come Torino potrebbe rivelarsi un boomerang. Almeno una poltrona in consiglio comunale, un assessorato nel caso di vittoria, a Marchisio però non dovrebbe sfuggire e lui infatti sta effettuando le prove tecniche per un centrosinistra moderno ma sensibile, ricco ma buonista (disse che giustificava i ladri che gli svaligiarono la villa, sarà stato assicurato), come uno Scanzi meno polemico, altrettanto egocentrico, più piacente e sempre ragionevole. Senza coglierne l'ironia e il sarcasmo, avrà preso alla lettera quella canzone di Giorgio Gaber, Il potere dei più buoni, quando dice: «Ogni tragedia nazionale, è il mio terreno naturale. Perché dovunque c'è sofferenza, sento la voce della mia coscienza».

Pur essendo graniticamente juventino e avendolo apprezzato davvero tanto sul campo, il nuovo Marchisio si sta rivelando ogni giorno sempre più insopportabile. Disposto a passare su qualsiasi cosa per affermare se stesso, dicendo che «facciamo tutti schifo» ha insultato quelle tante persone che hanno affrontato il dramma della depressione, giovani e adulti, sinistra e destra, che purtroppo non guarda in faccia nessuno: Marchisio ignora quanti danno la vita per una tragedia che ha banalizzato a proprio uso e consumo, alla stregua di un selfie su Instagram che poi è il suo mondo, non quello vero. Ora tacerà per qualche giorno e lo ritroveremo puntuale a dire la sua sulla Nazionale razzista che non ha giocatori di colore. A Torino siamo rassegnati: prima o poi (speriamo poi) ce lo ritroveremo in politica e la città non aspetta altro che le sue ricette per salvarci la faccia e diventare più buoni e giusti.

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