Marino si cancella le multe?

Con la sua Panda rossa, il sindaco di Roma avrebbe preso almeno otto multe che risulterebbero "sospese". Interrogazione al Viminale

Marino si cancella le multe?

Un'altra bufera si abbatte su Ignazio Marino. Il sindaco si sarebbe fatto "condonare" una serie di multe prese con la ormai famigerata Panda rossa. Infatti, secondo l'atto di sindacato ispettivo presentato al Viminale dal senatore Andrea Augello (e segnalato su Twitter da Giuseppe Cruciani), il primo cittadino di Roma "ha omesso di rinnovare per tempo il permesso per accedere nella ZTL del centro storico di Roma, circolando dal 24 giugno al 20 agosto 2014 senza un contrassegno valido nei vari settori a traffico limitato". Per questa ragione, in base a quanto denuncia Augello, "al sindaco sarebbero state elevate diverse contravvenzioni tra giugno e luglio 2014" e Marino "si sarebbe ben guardato dal pagare il dovuto, visto che allo stato risultano almeno 8 contravvenzioni, tra il 26 giugno e il 25 luglio, sospese con un codice di solito utilizzato in caso di ricorso al Prefetto o al giudice di pace". Infrazioni che a un normale cittadino costerebbero 80 euro ciascuna, per un totale di 640 euro.

Ma, come rileva Augello, "sembra tuttavia improbabile che il sindaco di Roma possa aver presentato un ricorso, ponendosi così in una posizione di incompatibilità con il suo mandato, secondo quanto previsto dall'art. 63, comma 1, punto 4, del decreto legislativo n. 267 del 2000". Ma cosa prevede questo articolo citato dal senatore? "Non può ricoprire la carica di sindaco, presidente della provincia, consigliere comunale, provinciale o circoscrizionale colui che ha lite pendente, in quanto parte di un procedimento civile od amministrativo, rispettivamente, con il comune o la provincia". Insomma, sorgerebbe quindi un problema di incompatibilità e di conseguente decadenza. Infatti, nel caso in cui Marino avesse fatto ricorso al Prefetto o al Giudice di Pace, scatterebbe la procedura di decadenza della carica di sindaco.

"Non rimane quindi che l'ipotesi che le contravvenzioni siano state bloccate "d'ufficio" direttamente dall'amministrazione comunale, sanando i 2 mesi di mancato rinnovo del permesso come se si trattasse di un errore del Comune di Roma e non di una ritardata richiesta del titolo da parte del beneficiario", conclude quindi Augello, chiedendo lumi al ministro Angelino Alfano.

A cercare di smontare la polemica è intervenuto il portavoce del sindaco di Roma, Guido Schwarz, che ha detto: "L'Agenzia della Mobilità ha rilasciato al sindaco un permesso temporaneo che è registrato in una white list. Lista bianca che però non viene rilevata dalle telecamere a presidio dei varchi. Dunque non c'è stata nessuna violazione e nessun ricorso". Quando si dice che la toppa è peggio del buco. Perché dal cervellone della polizia municipale si evince che alcune multe sono contrassegnate con la sigla Ric (ricorso) e altre con un "No", ques'tultimo definito un'anomalia dai vigili urbani. Insomma, Marino non ha chiarito nulla. Perché nella lista bianca si entra solo alla richiesta del nuovo pass e nei tabulati la multa non figura.

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