"Maschio dimmi come ti chiami?". Spunta il video di Hjorth bendato

"Maschio dimmi come ti chiami?". Spunta il video di Hjorth bendato

«Ehi maschio come ti chiami? Oh come ti chiami?». Un video pubblicato in esclusiva dal Corriere della Sera riprende Christian Gabriel Natale Hjorth bendato e con le mani dietro la schiena, mentre viene interrogato nella caserma di via in Selci, qualche ora dopo l'omicidio del vicebrigadiere dei carabinieri Mario Cerciello Rega.

L'americano è accusato della morte del militare, ucciso con undici coltellate il 26 luglio scorso a Roma. «Come ti chiami?», gli chiede uno dei carabinieri intorno a lui. «Che cambia?», risponde il californiano, ora in carcere con l'accusa di concorso in omicidio insieme a Finnegan Lee Elder. «Come che cambia?», lo incalza un militare. «Dimmi come ti chiami, dimmi il tuo nome. Da quanto tempo sei in Italia?», gli ripete. «Da una settimana», dice il diciottenne. «E che fai in Italia?», gli chiedono ancora. «Sono qui a trovare la famiglia», replica Natale Hjorth. «E dove abita?», fa un altro. «Abita a Roma. Non so esattamente dove», ribatte il californiano. Poi il video si chiude su una domanda su una felpa rosa rossa.

La foto dell'americano bendato ha fatto scalpore, ma non era mai uscito il filmato dell'interrogatorio, al quale hanno preso parte anche una donna e Andrea Varriale, il sottufficiale che era con Cerciello e ha lottato con Hjorth mentre Elder uccideva il collega con 11 coltellate. Proprio a dicembre sono state chiuse le indagini relative a questo interrogatorio, durante il quale Hjorth è stato ascoltato senza avvocato e ora in due rischiano il processo. Il primo carabiniere è Fabio Manganaro, accusato di aver bendato l'americano, una misura di rigore non consentita dalla legge, mentre il collega Silvio Pellegrini di abuso di ufficio e pubblicazione di immagini di persona privata della libertà per aver scattato la foto del giovane californiano e averla poi diffusa su almeno due chat, arrecando al giovane statunitense «un danno ingiusto».

Sul fronte della procura militare, sempre a Silvio Pellegrini è stato notificato un avviso di conclusione delle indagini per l'accusa di «divulgazione di notizie segrete o riservate» per quello scatto. «Il video - commentano i legali di Hjorth, Francesco Petrelli e Fabio Alonzi - documenta in maniera evidente non solo il trattamento umiliante e contrario alla dignità della persona, ma anche l'insostenibilità delle giustificazioni fornite da più parti al momento della pubblicazione della foto del bendaggio».