Mattarella, allarme terrorismo Ma sui migranti fa il buonista

Il messaggio al meeting di Cl: «La violenza fondamentalista può generare la terza guerra mondiale. I profughi? Più umanità». La replica di Salvini: «E gli italiani?»

RomaUn colpo alla Chiesa, uno allo Stato: l'attivismo ferragostano di Matteo Salvini non conosce requie, e dopo aver animato la polemica coi vescovi sull'immigrazione il leader della Lega non risparmia neppure il presidente della Repubblica.

Reo di avere, dal Meeting di Rimini, perorato la causa dell'accoglienza verso chi cerca rifugio nel Vecchio Continente. «L'umanità che mostreremo nell'accogliere i profughi disperati, l'intelligenza con cui affronteremo i fenomeni migratori, la fermezza con cui combatteremo i trafficanti di esseri umani - afferma Sergio Mattarella nel messaggio inviato alla kermesse di Comunione e Liberazione, che oggi prenderà il via a Rimini - saranno il modo con cui mostreremo al mondo la qualità della vita democratica. La democrazia si esporta con la cultura e con l'esempio». Pronta la risposta via Twitter di Salvini: «Mattarella chiede “umanità” per i profughi. Ma un po' di umanità per gli italiani massacrati da clandestini e tasse, no?».

In difesa del presidente della Repubblica insorge la vicesegretaria del Pd, Debora Serracchiani: «Diventa sempre più chiaro che nella questione dell'immigrazione Salvini è un problema per l'Italia, non certo una soluzione», afferma. E si appella al gruppo dirigente della Lega: «Se in loro rimane traccia di senso di responsabilità - dice - smettano di evocare situazioni apocalittiche. Non siamo davanti a un'invasione nemica e l'Italia non è un Paese sottosviluppato. Prendersela con il Capo dello Stato, con la Chiesa o con il mondo intero, farà guadagnare a Salvini e Maroni la soddisfazione di un titolo o il brivido dell'accerchiamento. Ma non aiuterà in nessun modo gli italiani a stare meglio».

Le fa eco, sempre dal Pd, Matteo Colaninno. «Guai - sottolinea - a cedere ai facili populismi che mirano solo a strumentalizzare i problemi e non a risolverli».

Nessun riferimento a Salvini o alle polemiche leghiste, invece, nel breve tweet del ministro degli Esteri Paolo Gentiloni, che rilancia il messaggio del presidente della Repubblica: «Umanità verso i migranti e responsabilità contro il terrorismo. Il richiamo di Mattarella interpella tutti», scrive. Nel suo messaggio al Meeting, il capo dello Stato inquadra l'emergenza immigrazione in uno scenario più vasto di scontro epocale tra culture e religioni, e lancia un allarme inquietante: «Il terrorismo, alimentato anche da fanatiche distorsioni della fede in Dio, sta cercando di introdurre nel Mediterraneo, in Medio Oriente, in Africa i germi di una terza guerra mondiale». Sta «alla nostra responsabilità», spiega, fermare la minaccia. «Dalla capacità di dialogo, di comprensione reciproca, di collaborazione tra le religioni monoteiste dipenderà la pace nel mondo», aggiunge prima di sottolineare il compito «di grande rilievo» dell'Europa «perché il dialogo tra religioni monoteiste può svilupparsi già all'interno delle nostre società, divenute plurali e multietniche».

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