Matteo apre il fronte congiunti. "Follia dirmi chi devo vedere"

Il leader Iv all'attacco: "Non può decidere il governo". Deputato leghista positivo, nuova psicosi alla Camera

Matteo apre il fronte congiunti. "Follia dirmi chi devo vedere"

«Non ho fatto la battaglia per togliere i pieni poteri a Salvini e per darli a Conte». Matteo Renzi non placa lo scontro con Palazzo Chigi e sul tema «congiunti» apre un nuovo fronte nel governo: «È un errore - ha detto a Stasera Italia in onda su Rete4 - Il governo non può decidere chi si può vedere e chi no. Posso incontrare un cugino ma non il mio migliore amico... Siamo alla follia». Ci sarà la crisi? «Mi sembra un'analisi politica surreale. A me non interessa stare a parlare di Conte o altri, mi interessa che il governo dia soldi ai lavoratori e dia delle regole ma lasci libere le persone. Si facciano delle scelte coraggiose che non sono state fatte. Bisogna darsi una mossa».

Ma se a Palazzo Chigi si ragiona di Fase 2, a Montecitorio è il contagio a spaventare ancora. La rivolta dei parlamentari è esplosa ieri in apertura dei lavori dell'Aula e dopo la notizia di un altro collega (il deputato della Lega Diego Binelli) risultato positivo al Covid-19, con il presidente Fico finito «sotto processo». Salgono a sette, dunque, i parlamentari contagiati: Edmondo Cirielli, Anna Ascani, Luca Lotti, Cluadio Pedrazzini, Pierpaolo Sileri e Chiara Gribaudo, Diego Binelli. Mentre per altri sette, che hanno avuto contatti con Binelli, scatta il periodo di quarantena.

Il nuovo caso getta nel panico il Parlamento. Il rischio è che l'Aula possa trasformarsi con le prossime sedute in un focolaio. Timori contenuti in una lettera (sottoscritta da 66 deputati) inviata a Fico per chiedere norme più stringenti per garantire una maggiore sicurezza. Tra i firmatari del testo c'è Alessandro Fusacchia (Misto) che ieri in apertura dei lavori ha sollevato la questione sicurezza. Chiedendo al presidente Fico «se il funzionamento del palazzo si basa solo sul principio del buon senso».

Il primo cambiamento si vedrà già a partire dalla seduta parlamentare di oggi: i deputati saranno collocati anche sulle tribune solitamente destinate al pubblico. Da queste nuove postazioni potranno votare con un tablet, in modo da avere un più ampio distanziamento. Ma altre misure sono al vaglio del collegio dei Questori della Camera dei deputati. Tra cui l'ipotesi di adottare sanzioni per i parlamentari che si rifiutano di abbandonare l'Aula in caso di temperatura corporea superiore a 37.5.

Si riaffaccia la richiesta di poter votare a distanza. Ieri si è svolto il pre-collegio dei Questori: sarà modificato il sistema di misurazione della temperatura ai deputati. Il Pd chiede che si ricorra all'utilizzo di altre sale del palazzo per le sedute dell'Aula. Il parlamentare dem Emanuele Fiano insiste sulla necessità di ricorrere al voto telematico, addossando al centrodestra e al M5s (che avrebbero bocciato la sua proposta) la responsabilità delle difficoltà che si stanno verificando: «Bisogna ricordarsi del perché si è arrivati a questa situazione».

Ma sull'ipotesi del ricorso al voto telematico è stata sollevata una riserva di incostituzionalità. C'è un altro problema: il plenum dell'Aula. Come garantirlo? Dunque, l'ipotesi più concreta resta quella di collocare i parlamentari in altre sale di Montecitorio. Il deputato di Fdi Riccardo avanza un'altra proposta: «Lavorare sette giorni su sette in Parlamento e fisicamente, senza porre alcun limite. Poi, fisicamente, se questo Parlamento non riesce ad organizzarsi, non si dica che le opposizioni non si sono rese disponibili a lavorare». L'ultima parola spetta al presidente Fico e al collegio dei Questori.

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