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Meloni in Armenia per il summit Cpe. Con vista sugli Usa

Donald convitato di pietra. La premier: relazioni transatlantiche imprescindibili

Meloni in Armenia per il summit Cpe. Con vista sugli Usa
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nostro inviato a Yerevan (Armenia)

Su Yerevan, la capitale dell'Armenia che oggi ospita l'ottava riunione della Comunità politica europea, Donald Trump incombe allo stesso modo del biblico monte Ararat, il più alto della Turchia che si staglia al punto di essere uno dei panorami più belli di questa elegante città dall'architettura sovietica. É il presidente americano, infatti, il convitato di pietra del forum voluto nel 2022 dal presidente francese Emmanuel Macron e che tiene insieme i Paesi dell'Europa allargata. Quindi non solo i Ventisette, ma anche il Regno Unito, le ex repubbliche sovietiche (Ucraina compresa), la Turchia. E oggi, per la prima volta, parteciperà come ospite esterno anche il Canada, una presenza dal forte valore simbolico e che conferma l'avvicinamento in corso tra Ottawa e l'Europa, che ha avuto una decisa accelerazione dopo le tensioni dell'ultimo anno tra il Canada e l'amministrazione Trump.

Il summit si svolgerà sotto il titolo "Building the future: unity and stability in Europe". Ed è chiaro a tutti i 47 Paesi presenti che il futuro va declinato considerando quanto imprevedibili possano essere le mosse di Washington, che fino a ieri era garanzia di stabilità e soprattutto un alleato affidabile. Non è un caso che il primo ministro della Polonia Donald Tusk ieri auspicasse che dal vertice di Yerevan parta "un segnale chiaro" sul fatto che "i legami transatlantici e l'amicizia tra Europa e Stati Uniti sono una nostra responsabilità" e "non c'è alternativa a questo" perché "abbiamo bisogno gli uni degli altri più che mai".

Parole che Giorgia Meloni - arrivata in Armenia ieri sera per una missione in due tappe che si chiuderà nel vicino Azerbaigian per affrontare il nodo dell'approvigionamento energetico - sottoscriverebbe. Nonostante le tensioni dell'ultimo mese, infatti, la premier resta convinta che sia interesse dell'Europa e ovviamente dell'Italia salvaguardare il legame con gli Stati Uniti, anche e nonostante l'approccio muscolare di Trump. Che, come accaduto al Consiglio Ue informale di Cipro di una decina di giorni fa, sarà il principale argomento di confronto dei leader presenti in Armenia. Le sortite sul ritiro delle truppe statunitensi, con affondi riservati a Spagna, Germania e anche l'Italia, sono infatti solo l'ultimo atto di una tensione che in questi mesi è diventata un crescendo. Che potrebbe trovare il suo culmine nel G7 francese di Évian il 15 giugno, visto che la diplomazia americana ha fatto sapere che Trump potrebbe snobbare il summit e limitarsi ad un collegamento da remoto (che più o meno equivale a non esserci). E pensare che Macron aveva anche spostato di un giorno il vertice proprio per evitare di impattare sull'ottantesimo compleanno dell'ex tycoon (il 14 giugno).

Meloni è ben consapevole di quanto la situazione sia complessa ormai da molti mesi, tanto che al Cpac che si è tenuto a Dallas a metà marzo Fratelli d'Italia ha preferito essere presente in maniera discreta, evitando buona parte dei panel. Allo stesso modo, la premier è convinta che - a prescindere dalle tensioni e da chi siede nello Studio Ovale - il rapporto transatlantico vada salvaguardato a ogni costo. Ed è proprio in questa ottica di disgelo che la prossima settimana Meloni potrebbe incontrare il segretario di Stato americano Marco Rubio. Il bilaterale non è in agenda ma la diplomazia americana avrebbe richiesto espressamente l'incontro a Palazzo Chigi. Di certo, Rubio sarà a Roma e giovedì incontrerà Papa Leone XIV e il cardinale Pietro Parolin, mentre venerdì pranzerà a Villa Madama con il ministro degli Esteri Antonio Tajani e il titolare della Difesa Guido Crosetto. Un faccia a faccia che nasce da una lunga telefonata tra Tajani e Rubio una quindicina di giorni fa.

Ed è proprio venerdì mattina - prima che Meloni parta per Milano dove nel pomeriggio è attesa alla Triennale per partecipare a un'iniziativa di Confagricoltura - che ci sarebbe lo spazio per un faccia a faccia a Palazzo Chigi.

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