Meno tasse e addio al rdc: così Azione e Italia Viva vogliono fare centro

Il programma della lista Azione-Italia Viva si basa sull'Agenda Draghi e prevede politiche di stampo 'macroniano'

Meno tasse e addio al rdc: così Azione e Italia Viva vogliono fare centro

Il programma della lista Azione-Italia Viva ha come punto di riferimento il 'macronismo', la Terza Via di stampo blairiana e, soprattutto, l'Agenda Draghi.

Ecco tutte le ricette del Terzo Polo su tasse e imprese

Azione e Italia Viva propongono di riformare l'Irpef introducendo “un minimo esente, inteso come maxi-deduzione corrispondente all’ammontare che viene giudicato essenziale per sopravvivere” e creando una“tassazione negativa” sul modello inglese che prevede che lo Stato integri “la retribuzione del lavoratore in misura crescente con la retribuzione stessa”. Promettono di semplificare la struttura delle aliquote, unificare “la detrazione per lavoro autonomo e quella per lavoro dipendente”, abolire l'Irap e di riformare sia l'Ires sia l'Iva. Intendono proseguire la lotta all'evasione fiscale, ridurre la tassazione del risparmio e concedere ai lavoratori autonomi che hanno un fatturato superiore ai 65mila euro “uno scivolo biennale di tassazione agevolata che accompagni gradualmente l’ingresso alla tassazione ordinaria Irpef”. Vogliono ripristinare Industria 4.0 ed estendere tale meccanismo anche per gli investimenti che riguardano la transizione ecologica, ma promettono anche di “potenziare gli ITS investendo 1,5 miliardi di euro”. Per quanto riguarda la riforma della concorrenza, infine, i centristi intendono liberalizzare il trasporto pubblico non di linea (Taxi/Ncc) e ultimare sia la riforma delle concessioni balneari avviata dal governo Draghi sia l'iter di privatizzazione di ITA e di ri-privatizzare l’ILVA. Infine, prevedono la messa a gara della gestione dei servizi pubblici locali, una volta scaduto il contratto di servizio.

Lavoro, addio al reddito di cittadinanza e sì al salario minimo

Il Terzo Polo intende“eliminare il reddito di cittadinanza dopo il primo rifiuto e ridurlo dopo 2 anni”, ma vuole“introdurre un salario minimo” e “combattere la precarietà promuovendo la flessibilità regolare”. Nel programma si mette in evidenza la necessità di detassare i premi di produttività ed eliminare le iniquità per ciò che riguarda i sussidi che, attualmente, non favoriscono le famiglie numerose e coloro che vivono nelle grandi città. Vi sono, poi, varie misure a favore dei lavoratori autonomi e dei liberi professionisti come il completamento della riforma sull'equo compenso. Ma non solo. La lista Azione-Italia Viva prevede che i lavoratori autonomi possano partecipare ai bandi nazionali e regionali come accade per le imprese. Propone, infine, di“potenziare la cassa integrazione per i professionisti e le politiche attive per gli autonomi” e di “istituire un sistema opzionale di mensilizzazione del versamento delle imposte dirette per i lavoratori autonomi”.

La visione garantista di Azione-Italia Viva

LA lista Azione-Italia Viva intende ripristinare la prescrizione, portare a termine la separazione delle carriere dei magistrati e riformare il Csm per superare il sistema delle correnti. Punta a diminuire la possibilità per i magistrati di appellarsi dopo l'assoluzione di un imputato. Vuole, inoltre, aumentare le misure alternative al carcere per cercare di risolvere il problema del sovraffollamento e riformare il sistema penitenziario per evitare che vi siano bambini che vivono insieme alle madre detenute. Intende riformare la custodia cautelare, incentivare i riti alternativi al dibattimento e contrastare il fenomeno dei processi mediatici, ribadendo il principio della presunzione d'innocenza. Ha, infine, in programma di riformare il processo di primo grado “attribuendo al giudice maggiori poteri di impulso e direzione ed unificando i riti di cognizione, al fine di ridurre significativamente i tempi della giustizia civile”.

Ambiente, energia e trasporti. Ecco le idee del Terzo Polo

Il Terzo Polo, per ridurre la dipendenza energetica dal gas russo, considera urgente ultimare la costruzione dei due rigassificatori galleggianti e vuole potenziare gli impianti esistenti. Al contempo punta sulle energie rinnovabili e sullo sviluppo dell'idrogeno. Vuole introdurre un “price cap” europeo del gas e intervenire anche sul prezzo della CO2 a carico delle imprese. Sempre per venire incontro alle aziende, i centristi puntano a una diminuzione dei costi della bolletta elettrica “incentivando con garanzia statale la produzione di energia rinnovabile per autoconsumo (inclusi i sistemi di accumulo)”. Nel medio periodo, Azione e Italia Viva intendono “ridurre del 55% le emissioni di CO2 entro il 2030 con fonti rinnovabili”, mentre nel lungo periodo hanno l'obiettivo di sfruttare il nucleare per arrivare ad “emissioni zero” entro il 2050. Per arrivare a una reale transizione ecologica ha in programma varie misure, tutte tese a migliorare l'efficienza energetica, ridurre l'uso dei mezzi privati inquinanti e a rilanciare la filiera del legno. Si prefigge, inoltre, di risolvere il problema del dissesto idrogeologico e di realizzare nuovi invasi per uscire dall'attuale crisi idrica. Per incentivare lo sviluppo dell'economia circolare, i centristi hanno in mente di“creare un sistema di premialità per i Comuni che riducono la quota di rifiuti non inviati a riciclaggio” e di “realizzare un piano di investimenti per nuovi impianti di trattamento dei rifiuti”.

Azione e Italia Viva promettono di sostenere il settore agricolo attraverso Agricoltura 4.0 e offrendo varie “garanzie statali per facilitare l'accesso al credito”. Si propone di aumentare la forza lavoro ripristinando anche il sistema dei voucher e puntano sulla transizione energetica, ossia sul biogas, il biometano e l'agri-voltaico. Intende, infine, potenziare la “blue economy” e il turismo, riducendo la pressione fiscale e potenziando i trasporti. A tal proposito, i centristi vogliono completare alcune opere strategiche come la Brescia-Padova, il Terzo Valico, la Tav Torino-Lione, la Salerno-Reggio Calabria e la Napoli-Bari. Ma non solo. Puntano anche a “migliorare il sistema di sicurezza delle reti ferroviarie" e “sviluppare l'intermodalità per ridurre lo stress autostradale e nelle aree urbane”.

I centristi sostengono la famiglia e i diritti civili

Il Terzo Polo vuole portare avanti il Family Act e aumentare l’importo dell’assegno unico. Intende dare“un sussidio decrescente alle famiglie con ISEE tra i 25.000 e 40.000 euro” e garantire asili nido gratis per i nuclei familiari che hanno un ISEE inferiore a 25mila euro. Prevede anche rimborsi per spese di vario genere: dalla baby-sitter alle rette delle scuole paritarie fino alle attività culturali e sportive. I centristi puntano a favorire il ritorno al mondo del lavoro a tutte le donne aumentando il congedo parentale per i padri e fornendo agevolazioni sia alle imprese sia alle neo-mamme. Propongono un sostegno al reddito post-maternità per le lavoratrici che riprendono il lavoro entro il primo anno d'età del proprio figlio. Tale aiuto economico sarà “pari al 30% della retribuzione mensile al primo figlio, con tetto a 5.000 euro, al 35% al secondo figlio, con tetto a 6.500 euro e al 40% dal terzo figlio, con tetto a 8.000 euro e durerà fino a 30 mesi”.

Azione e Italia Viva ritengono“necessario approvare quanto prima una legge contro l’omotransfobia, istituire l’Autorità Nazionale Indipendente per la Tutela dei Diritti Umani, e adottare iniziative di prevenzione e contrasto di ogni linguaggio d’odio”. Vogliono “assicurare il rispetto dei diritti e doveri da parte del genitore non collocatario nel caso di coppie separate” e tutelare le persone disabili attraverso varie misure tra cui la creazione di “un fondo per il sostegno del ruolo di cura e di assistenza”.

Riforme, i renziani rilanciano il sindaco d'Italia

La lista Azione-Italia Viva vuole superare il bicameralismo perfetto e attuare un federalismo responsabile, basato su tre centri decisionali: Comuni, Regioni e Stato. Ognuno di questi avrà tasse e fondi propri di modo tale che il cittadino potrà sapere come e da chi vengono spesi i suoi soldi. Le province saranno enti di secondo livello che fungeranno da “centri servizi” dei Comuni. I centristi spingono anche per una maggior fusione tra i vari Comuni. Propongono il ‘sindaco d’Italia’, ossia l’elezione diretta del premier che presupporrebbe anche l'approvazione di una nuova legge elettorale. Promettono, infine, di “consentire il voto per studenti e lavoratori fuori sede”.

Politica Estera, il filo-europeismo è il 'faro' del Terzo Polo

La lista Azione-Italia Viva ha un carattere fortemente europeista e riconosce all'Unione Europea di aver svolto un ruolo fondamentale durante la pandemia, ma ritiene sia necessario modificare i Trattati per evitare che la Commissione europea ricopra solo il ruolo di “guardiano” dei conti pubblici dei singoli Stati. Il Terzo Polo punta, dunque, ad abolire l'unanimità in sede di Consiglio Europeo, una regola che “consente a piccoli Stati - anche in materia fiscale o di gestione dei flussi migratori - di tenere in ostaggio il resto dell’Unione” e che, pertanto, deve essere superata. Vuole, inoltre, adottare una linea di politica estera comune affinché l'Ue parli con una voce sola, ma, vista l'impossibilità di mettere d'accordo 27 Paesi, Azione e Italia Viva propongono di avviare delle trattative solo con i Paese interessati per poi arrivare a “un’integrazione più consolidata dell’esercito e della difesa comune”. Intendono “completare il processo di riconoscimento dei titoli di studio nell’Unione” per evitare disuguaglianze tra le varie università europee. Si propongono di “semplificare le procedure per consentire agli italiani all’estero di votare”.

Immigrazione, Azione e Italia-Viva vogliono lo Ius Scholae

La lista Azione-Italia Viva si propone di “combattere l'immigrazione clandestina favorendo ingressi regolari e programmati”, “accordi di cooperazione con i Paesi di origine e di transito” e ristabilendo “una distinzione tra profughi umanitari e migranti economici”, i quali potrebbero entrare nel mondo del lavoro italiano solo con un permesso di soggiorno ad hoc. Intende“favorire politiche di integrazione dei migranti dei rifugiati e delle loro famiglie” regolarizzando i migranti già residenti in Italia che hanno un lavoro e introducendo lo Ius Scholae “per chi abbia frequentato per almeno 5 anni un percorso di formazione in Italia”. Vuole “concedere la cittadinanza a tutti gli studenti stranieri che hanno svolto e completato gli studi universitari in Italia”. I centristi sono favorevoli a“superare il trattato di Dublino e creare un Sistema europeo comune di asilo che, dopo una breve fase di registrazione negli Stati alle frontiere esterne, distribuisca i richiedenti asilo negli Stati membri dell’UE”. Puntano a espandere i corridoi umanitari e a “garantire il salvataggio in mare, coordinato e finanziato a livello europeo”. Prevedono, infine, di istituire un ministero per le migrazioni.

Le idee dei centristi per i giovani e per la scuola

La lista di Calenda e Renzi propone di incentivare l'imprenditorialità giovanile sfruttando una parte dei 200 milioni di euro del Pnrr destinati al rilancio dei Centri per l’Impiego (CPI) e non ancora allocati. Intende approvare una detassazione totale per gli under 25 (dimezzata fino ai 29 anni) e aiutare gli under 35 che aprono una nuova attività, assicurando loro l'esenzione dalle tasse per i primi tre anni di vita della loro azienda. Tra le altre misure in programma vi è la riforma di “garanzia giovani”, la regolamentazione dei tirocini curriculari, lo sviluppo dello strumento della previdenza complementare e il proposito di investire nelle competenze digitali dei giovani.

Per quanto riguarda il mondo della scuola, i centristi propongono non solo di estendere l'obbligo da 16 a 18 anni e il tempo pieno a tutte le classi primarie. Promettono, inoltre, di lottare contro il fenomeno dell'abbandono scolastico e di valorizzare gli insegnanti, aumentando significativamente i loro salari. Ma non solo. Hanno anche in programma di “riqualificare in dieci anni tutti gli edifici scolastici” e migliorare il livello di istruzione degli istituti tecnico-professionali. Vogliono difendere la libertà di scelta educativa consentendo alle famiglie di iscrivere i propri figli nelle scuole, anche pubbliche, che ritengono migliori. Hanno in programma di “far conoscere la Capitale d’Italia tramite un viaggio gratis per tutti gli under 25” e di “facilitare l'accesso ai luoghi della cultura tramite un carnet con 10 ingressi gratuiti”, ma intendono aiutare finanziariamente le librerie a organizzare corsi di lettura e il settore cinematografico e audiovisivo attraverso i crediti d'imposta. Azione e Italia Viva, per quanto riguarda l'Università, desiderano “supportare gli studenti fuori sede”, “aumentare l'attrattività a livello internazionale” e “trasformare gli atenei in fondazioni di diritto privato a capitale interamente pubblico”.

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