Conte attacca Salvini e Meloni Loro lo zittiscono: "Regime"

Il premier attacca in tv le opposizioni: "Falsi, irresponsabili". La dura replica di FdI e Lega. FI: "Mancanza di rispetto"

Conte attacca Salvini e Meloni Loro lo zittiscono: "Regime"

Nel corso della sua conferenza stampa Giuseppe Conte ha risposto agli attacchi ricevuti da Matteo Salvini e Giorgia Meloni in merito alla vicenda legata al Meccanismo europeo di stabilità (Mes).

Riepilogo degli ultimi episodi. All'indomani di un Eurogruppo infuocato, che sulla carta ha decreto la sconfitta della linea cullata dal premier, l'opposizione si è scatenata contro il presidente del Consiglio. Il grave errore dell'esecutivo italiano, in sede di trattativa, è quello di averla lasciata vinta al fronte dei rigoristi, i quali hanno respinto l'ipotesi degli Eurobond e offerto lo strumento del Mes in formato light, ossia senza condizionalità solo per le spese mediche.

Conte, stretto all'angolo, ha provato a difendersi: "L'Italia non ha bisogno del Mes" e "all'Eurogruppo non si è attivato" alcunché. "Noi ci stiamo battendo per avere un ventaglio di nuovi strumenti", afferma Conte. "Gli altri Paesi hanno dovuto ammettere di lavorare già per lo strumento degli Eurobond".

Poi l'attacco a Salvini e Meloni: "Sul Mes vedo che in Italia sin da questa notte si è levato un dibattito assai vivace che è importante ma è importante che si sviluppi con chiarezza e senza falsità. Con le menzogne rischiamo di compromettere la nostra forza negoziale, non si indebolisce il presidente del Consiglio Conte ma l'Italia".

A questo punto il premier alza il tiro: "Il Mes esiste dal 2012, non è stato attivato la scorsa notte come falsamente è stato dichiarato da Matteo Salvini e Giorgia Meloni. Stavolta devo fare nomi e cognomi. Questo governo non lavora nel favore dell'ombra delle tenebre ma guarda negli occhi tutti gli italiani". In ogni caso, ha concluso Conte, "il governo informerà il Parlamento" sul Mes e il pacchetto di misure dell'Eurogruppo.

Salvini e Meloni rispondono

Su Facebook Matteo Salvini ha però replicato duramente: "USARE la tivù di Stato per dire falsità e fare un comizio contro Salvini e contro le opposizioni è roba da REGIME, roba da Unione Sovietica. Perché non hanno bloccato il MES? Perché il PD vuole la tassa patrimoniale? Perché i 5Stelle vogliono ancora bloccare la TAV? Perché Leu vuole tassare la casa e i risparmi degli italiani? Dov’è la cassa integrazione promessa? Quando arrivano davvero i soldi? Che fine ha fatto il blocco dei mutui per chi è in difficoltà? Cosa fanno per aiutare chi non ce la fa a pagare affitti, rate e bollette? Perché non aiutano davvero partite IVA e autonomi? Quando arriveranno i soldi promessi alle imprese? Sempre colpa di salvini??? Altro che “collaborazione”, che delusione signor Conte". Poi l'affondo: "Chiamerò Mattarella".

Anche Giorgia Meloni non le manda a dire: "Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, indice una conferenza stampa pochi minuti prima dell'edizione più vista dei tg, trasmessa in diretta sulla prima rete del servizio pubblico, per accusare l'opposizione di dire menzogne, senza possibilità di replica e senza contraddittorio. Credo non si sia mai vista una cosa del genere nella storia della democrazia, e la dice lunga sulla tracotanza di questo Governo. Mi aspetto che la Rai mi dia possibilità di replica alla stessa ora, con lo stesso tempo e con la stessa visibilità. Il Presidente della Repubblica Mattarella non ha nulla da dire su questi metodi degni di un regime totalitario?". Ora tra governo e opposizioni è scontro totale. Anche Forza Italia sottolinea la cadiuta di stile del premier con le parole della capogruppo al Senato, Anna Maria Bernini: "Mentre gli italiani trascorreranno la Pasqua senza avere ricevuto un euro di quanto da lui promesso, il Presidente Conte preferisce buttare la palla in tribuna ed attaccare l'opposizione. Non più tardi di qualche settimana fa, il premier evocava Churchill chiedendo a tutti noi di collaborare nell'ora più buia e di essere responsabili nell'interesse del paese. Ci abbiamo creduto, e abbiamo portato con entusiasmo in parlamento le nostre migliori soluzioni: tutte respinte con perdite. Ora, a reti unificate, dopo avere annunciato tempi difficili e decisioni severe per il Paese, perde l'aplomb e si lancia in polemiche politiche di sapore personalistico. Una grave mancanza di rispetto nei confronti degli italiani. Dov'è finito l'interesse del Paese?". Dura, infine, anche la replica di Antonio Tajani, vicepresidente di Forza Italia: "In questo momento bisogna far prevalere l'interesse nazionale, il buon senso e il lavoro per tutelare la salute e lavoro degli italiani. Quando si svolge un ruolo istituzionale è bene non fare polemica politica. Se io fossi stato presidente del Consiglio non avrei attaccato l'opposizione. In questo momento delicato bisogna dare prova di buon senso e dell'affidabilità. Gli italiani stanno vivendo un momento difficile e tutti dobbiamo dare prova di serietà e diventare dei punti di riferimento per i cittadini", ha affermato ai microfoni di 'Zapping'su Radio uno.