Così resuscitano il Pci

La ricostruzione avverrà circolo Arci di San Lazzaro di Savena, non molto distante dalla Bolognina

Così resuscitano il Pci

Dopo 25 anni ritorna il Pci. Tra un mese lo storico partito della sinistra rivivrà col simbolo che lo ha reso celebre. Giuridicamente si tratta di un soggetto nuovo e anche i numeri sono diversi, e formalmente, come spiega il politologo Gabriele Maestri nel suo sito, si sta assistendo alla creazione di un nuovo partito, nato "dall’Appello dell’Associazione per la ricostruzione del Partito Comunista, dallo scioglimento e dall’adesione al progetto del Partito Comunista d’Italia e dalla confluenza e adesione di comuniste e comunisti del PRC e di tante e tanti – donne e uomini, ragazze e ragazzi - che avevano abbandonato la politica attiva o che vi aderiscono per la prima volta".

Nel documento congressuale Ricostruiamo il partito comunista si spiega che: "C’è bisogno di comunismo, c’è bisogno delle comuniste e dei comunisti, c’è bisogno di Partito Comunista. Cadute presto le promesse di benessere e democrazia della narrazione borghese del 1989, il capitalismo mostra, senza veli, il suo volto distruttivo. Un pugno di ricchi, che gestisce lo sfruttamento di enormi masse umane e dell’ambiente, è disposto - pur di non cedere, neppure parzialmente, potere e privilegi insopportabili - a provocare una guerra generalizzata e a correre il rischio di desertificare il pianeta”. “Il socialismo, cioè la proprietà e il controllo sociale dei mezzi di produzione, di scambio, d’informazione e delle risorse essenziali per la vita umana” e il comunismo, inteso “come liberazione integrale e sviluppo onnilaterale delle donne e degli uomini” sono i punti cardine da cui ripartire.

La costituente comunista è stata fissata dal 24 al 26 giugno e si svolgerà al circolo Arci di San Lazzaro di Savena, a soli 17 minuti di distanza da via Tibaldi 17 di Bologna, quartiere Navile-Bolognina, dove il 12 novembre 1989 Achille Occhetto annuncia la svolta che porterà il Pci a diventare Pds. Di quella storia, naturalmente, fa parte anche il simbolo che non si discosta molto dall’originale anche se ci sono dei piccoli particolari che cambiano per “dare il senso di rinnovamento nella continuità”, spiega Maestri. Scelta non condivisa dai comunisti storici tanto che il 18 maggio è nato una pagina Facebook dal titolo inequivocabile: "Il nome e il simbolo del Pci non si toccano".

"Una sala di qualche decina di persone e pensano di essere il ‪#‎Pci.

Ma come possono pensare davvero che questi 4 gatti siano il Pci? come pensano di potersi appropriare di un simbolo e una storia che appartiene a tutti? Ma davvero pensano che siano all'altezza di ‪#‎Berlinguer, di ‪#‎Natta, di ‪#‎Ingrao, etc? Fermiamoli! La storia del Pci appartiene a tutti i lavoratori italiani!", scrivono i promotori della pagina. Ora toccherà vedere se questa operazione politica avrà un seguito o sarà stoppata dal senatore Ugo Sposetti ultimo legale rappresentante dei Ds, giuridicamente proprietari del nome e del simbolo.

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