Ieri l'arrivo di Peter Thiel a Roma è stato accolto con uno striscione di "benvenuto" sul ponticello di fronte al Colosseo. All'ombra dell'altro simbolo della città, la cupola di San Pietro, l'umore è invece decisamente diverso. In Vaticano non hanno preso bene l'annunciato pit-stop romano del miliardario della Silicon Valley e soprattutto il suo ciclo di lezioni sull'Anticristo. In particolare, nei sacri palazzi si è guardato con fastidio al tentativo degli organizzatori di provare a mettere l'iniziativa sotto il cappello della Chiesa, prima cercando location religiose per lo svolgimento delle conferenze e poi organizzando una Messa d'apertura.
La segretezza dell'evento ha aiutato a nascondere le difficoltà che fino all'ultimo hanno riscontrato i promotori dell'Associazione culturale Vincenzo Gioberti a trovare una chiesa per celebrare la Messa annunciata agli invitati. Volevano una liturgia in rito antico ed avevano trovato la disponibilità della basilica di San Giovanni Battista dei Fiorentini (che, differentemente da quanto è stato scritto altrove, non è la chiesa abitualmente frequentata dal presidente della Camera Lorenzo Fontana) e di un sacerdote diocesano italiano. Il clamore della vicenda e la contrarietà del Vicariato hanno fatto fare marcia indietro (pubblicamente) al parroco don Roberto Paoloni. Gli organizzatori ci hanno provato proponendo anche la soluzione di una celebrazione in forma ordinaria, pare senza successo. La chiesa di via Giulia non è tradizionalista, ma ospita le Messe in latino di un istituto religioso che però non è in alcun modo coinvolto nell'iniziativa degli amici di Thiel. Anzi, le comunità legate al rito antico di Roma hanno vissuto con un certo fastidio la volontà di associare la cosiddetta Messa in latino al seminario del miliardario di origini tedesche, specialmente in una fase delicata dove si attende di capire cosa ne sarà delle restrizioni di "Traditionis custodes". È apparsa più una scelta ideologica che spirituale e dunque estranea alla mentalità dei fedeli "tradizionali". Letture superficiali hanno tirato in ballo un ruolo dei soliti vescovi Usa, ma la verità è che la campagna romana di Thiel non ha avuto alcuna sponda nel mondo cattolico di tendenza conservatrice, ben consapevole com'è di essere altra cosa rispetto ai discorsi visionari sull'Anticristo.
Ieri intanto c'è stata la prima delle tre lezioni pomeridiane di Thiel. Gli invitati hanno ricevuto la location top secret in mattinata: Palazzo Orsini Taverna, storico complesso nel cuore del rione Ponte. L'appuntamento era alle 3 ma il miliardario è arrivato più tardi, al termine di un momento conviviale tra gli ospiti selezionati. Un'ora di monologo nel quale ha detto di identificare l'Anticristo nelle spinte che esistono oggi per frenare lo sviluppo tecnologico. Spinte individuate in quelle che ha chiamato "visioni apocalittiche" tra le quali c'è l'ambientalismo incarnato da Greta Thunberg. Dando prova della sua fama di tecnoteologo, il fondatore di PayPal ha sostenuto che il progresso è un "precetto biblico" mentre tutto ciò che lo ostacola ritenendolo pericoloso sarebbe "l'Anticristo". Uno scontro su cui l'uomo della Silicon Valley non è ottimista, ritenendo che queste forze avverse stiano prevalendo come dimostra il fatto "oggi si costruiscono aerei più lenti di quelli che si costruivano qualche decennio fa". Per Thiel, dunque, non c'è una data certa per l'Apocalisse ma ritene che non sia lontano. Il miliardario ha parlato prima da solo, poi intervistato e infine ha risposto alle domande dei presenti.
Nel
programma è stata inserita anche una cena di gala con smoking obbligatorio per gli uomini. Per sapere la ricetta su come fermare l'Anticristo, però, i partecipanti dovranno aspettare la seconda lezione di oggi, sempre alle 15.