Migranti, Boldrini: "Grazie a chi salva vite, no al filo spinato"

Il post pubblicato su Facebook: "Grazie a tutti quelle che incessantemente stanno salvando vite umane nel mare Mediterraneo"

Migranti, Boldrini: "Grazie a chi salva vite, no al filo spinato"

La presidente della Camera torna sul tema migranti, stavolta con un post condiviso su Facebook. "Grazie - scrive Laura Boldrini -. Un grazie sentito a tutti gli uomini e alle donne di tanti Paesi europei che incessantemente stanno salvando vite umane nel mare Mediterraneo. È questa l’Europa che ci piace. Quella della solidarietà, della collaborazione e dell’agire comune. Quella che si fa carico dei problemi e li affronta a testa alta, senza costruire chilometri di muri, ergere barriere di filo spinato o schierare l’esercito ai confini. Quella che non è indifferente di fronte a famiglie inermi in cerca di pace e sicurezza".

Le parole della Boldrini sono in linea con il pensiero più volte espresso dalla presidente della Camera, fin dai tempi in cui era portavoce dell'Unhcr. Parole che, ovviamente, innescheranno nuove polemiche visto che, al di là del dovere di soccorrere chi si trova in pericolo di vita in mare aperto, è lecito porsi qualche domanda sull'efficacia, o meno, delle politiche italiane ed europee sull'immigrazione. Ed è lecito chiedersi se non sia il caso di provare a disciplinare l'afflusso, arginando le migrazioni di massa che finiscono solo con l'arricchire i trafficanti di vite umane, con i loro pericolosi viaggi della speranza sui barconi. La Boldrini, però, parla solo di accoglienza. Senza se e senza ma.

"L’Europa che vogliamo - prosegue - è quella capace di non voltare le spalle a quanti chiedono protezione, come ha anche coraggiosamente ribadito in queste ore la cancelliera tedesca Angela Merkel, condannando con forza l’ostilità nei confronti dei rifugiati. Una presa di posizione tanto significativa anche perché la Germania, nei primi sette mesi dell’anno, ha ricevuto quasi 200mila domande d’asilo, ovvero circa la metà di tutte le richieste avanzate nei 28 paesi europei, tra cui le 30mila presentate in Italia. L’Europa che vogliamo - insiste - è quella capace di affrontare questo tema avviando immediatamente una politica comune sull’asilo perché sull’immigrazione i singoli Stati dell’Unione non possono fare da soli, ma devono suddividersi responsabilità e oneri, attraverso una condivisione di sovranità. Più integrazione politica non è utopia, ma un passo in avanti necessario e indifferibile verso gli Stati Uniti d’Europa".

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