Migranti, così il governo lavora alla resa: ​via libera agli sbarchi delle Ong

Dal "modello Triton" ai dl Sicurezza: ecco le mosse del Conte Bis. Porti aperti alle Ong se parte dei migranti andrà altrove

Migranti, così il governo lavora alla resa: ​via libera agli sbarchi delle Ong

Si delinea la nuova rotta del governo italiano sui migranti. Una rotta diversa, se non opposta, a quella tenuta negli ultimi 14 mesi da Matteo Salvini. Con l'arrivo del prefetto Lamorgese alla guida del Viminale, Conte, il Pd e il M5S si preparano a smantellare quanto fatto dal leader della Lega.

Il primo obiettivo, scrive il Corriere, è quello di superare il trattato di Dublino (promessa però fatta da tutti e mai portata a termine). Ma soprattutto il desiderio è quello di "prendere le distanze dalla gestione all'attacco di Bruxelles voluta da Matteo Salvini". Alla Commissione Ue, dove Paolo Gentiloni avrà un ruolo (forse) di rilievo, il Conte Bis chiederà una regolamentazione degli sbarchi, ma potrebbe rendersi disponibile a far sbarcare in Italia i profughi ottenendo però una "distribuzione 'preventiva' dei migranti che arriveranno in Italia". Di più: secondo il quotidiano di via Solferino, il governo si prepara a "accettare gli sbarchi delle navi delle Ong e dei mezzi militari impegnati nei soccorsi nel Mediterraneo, con la garanzia che almeno una parte degli stranieri potranno trovare subito ospitalità negli altri Stati dell'Ue".

Si torna così a parlare di un "modello Triton", con la "gestione condivisa del controllo delle frontiere marittime". Un sistema che ha portato di fatto tutti i migranti in Italia, visto che l'accordo prevedeva che "tutte le unità navali che partecipano all’operazione e che operano sotto il comando di Roma sono state autorizzate dall'Italia a sbarcare sul suo territorio, in condizioni di sicurezza, le persone intercettate e salvate". In cambio il Viminale, insieme al ministero degli Esteri di Di Maio, potrebbe chiedere all'Ue la fissazione di quote di redistribuzione dei migranti. All'idea di quote obbligatorie, però, già in passato diversi Paesi hanno sempre risposto "picche". Il governo potrebbe allora accontentarsi anche della semplice "disponibilità degli altri Stati ad accogliere i migranti quando sono a bordo delle navi", come già avvenuto in passato. Con Salvini al governo, infatti, è già successo, grazie alle pressioni del Viminale e al blocco delle navi fuori dalle acque nostrane. E non senza difficoltà.

Sulla riammissione negli stati di partenza, l'obiettivo del governo sarebbe quello - scrive il Corriere - di assicurare una delega "delega alla Commissione europea per un accordo più ampio che coinvolga le strutture internazionali come l'Oim e l'Unhcr, proprio per ribadire la necessità di una strategia condivisa che non faccia tornare il nostro Paese ad essere 'l'unica porta d' Europa'".

Infine, anche se non da subito, il governo gialloverde lavorerà anche alla revisione del decreti sicurezza secondo le indicazioni del Quirinale. Una, in particolare, è la frase scritta da Matterella e che potrà essere utilizzata per scardinare dalla base i dl di Salvini: ovvero quando il Colle ricordava che andrebbero riviste le multe contro le Ong visto "l'obbligo di prestare soccorso a chi si trova in difficoltà» previsto dalle convenzioni internazionali".

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