Migranti, Onu (se ci sei) batti un colpo

La vergogna delle Nazioni Unite: con oltre 4,5 miliardi di budget incapaci di allestire una nave per i soccorsi

Migranti, Onu (se ci sei) batti un colpo

Nazioni Unite, se ci siete, battete un colpo. Ve lo chiediamo a nome dei 139 migranti del mare ritrovati ieri nelle fosse comuni della Malesia. E delle decine di migliaia ancora alla deriva in quel Mar delle Andamane dove thailandesi e malesi si rifiutano di soccorrerli. Ma ve lo chiediamo anche a nome dei 1500 affondati davanti alle coste libiche nel 2015. E dei 20mila che li hanno preceduti negli ultimi 14 anni. Ma ai bisognosi d'aiuto aggiungeremmo anche le migliaia di siriani di Palmira che rischiano di aggiungersi ai 300 decapitati delle ultime 48 ore. Per tutti costoro non state muovendo un dito. Eppure potreste, o meglio, dovreste. Per il solo 2015 disponete di un budget da 4 miliardi e mezzo di euro. Senza contare i 7 miliardi per le operazioni di peacekeeping e le centinaia di milioncini raggranellati dalle vostre agenzie. E l'Italia è, nel caso l'aveste dimenticato, tra i primi sette paesi che contribuiscono a metter insieme quel gruzzolo.

Anche per questo vorremmo sapere dove finiscano i 120 milioni di euro che vi regaliamo ogni anno. Certo, i dipendenti sono un problema. E voi ne avete più di 50mila, cioè un intero esercito. Un esercito a cui non garantite solo il pane quotidiano, ma anche eleganti alloggi, auto blu e telefonini nel cuore di New York, Ginevra e delle principali capitali internazionali. Nonostante ciò, riesce difficile capire come mai non riusciate a metter insieme i fondi necessari a noleggiare un paio d'imbarcazioni di salvataggio, issarci la bandiera azzurra e mandarle a ripescare i profughi Rohingya alla deriva tra i flutti delle Andamane. I pescatori della zona guadagnano meno del vostro ultimo dipendente, ma ne hanno salvati da soli quasi 1500. Voi neppure uno.

A proposito di vostri dipendenti noi conosciamo Carlotta Sami, la portavoce dell'Alto Commissariato per le Nazioni Unite. Ad ogni ecatombe di migranti l'ascoltiamo distribuire accuse sull'insufficienza dei soccorsi e delle navi impiegate. Eppure, care Nazioni Unite, i primi a lavarsene le mani, nonostante i 120 milioni che vi passiamo ogni anno, siete voi. Dal 2011 non avete mosso un dito per assistere i migranti in arrivo in Libia e nel 2014, tanto per finire in bellezza, avete perfino cancellato la missione in quel paese. Sul fronte dei soccorsi non vi siete mai presi la briga di allestire una o più navi soccorso con cui andar a raccattare i naufraghi. Msf, un'organizzazione privata e con bilanci incommensurabilmente più bassi dei vostri, lo sta facendo. Voi invece parlate e condannate, ma intanto lasciate le operazioni di salvataggio al buon cuore di un'Italia che già contribuisce al 4,5 per cento del vostro intero bilancio. E visto che dalla Libia arrivano i profughi in fuga dalle grandi crisi del Continente Nero vorremmo anche chiedervi a cosa servano le migliaia di Caschi Blu reclutati e pagati per mantenere 8 missioni di peacekeeping tra Darfur, Congo Costa d'Avorio Sud Sudan e altri inferni africani. Evidentemente a nulla perché quegli inferni continuano a bruciare e gli africani a cercar di abbandonarli. Quanto alle vostre condanne vi sentiamo spesso rimproverarci la mancanza di generosità nei confronti dei profughi siriani. In genere il vostro argomento migliore è il raffronto tra le poche migliaia di siriani arrivati nel nostro Paese e il milione e 700mila presenti in Turchia o il milione e centomila ospitati in Libano. Su questo permetteteci un consiglio. La prossima volta che vi ritrovate con qualche migliaio di profughi siriani da sistemare rivolgetevi ad Arabia Saudita e Qatar. Se non ve ne siete accorti, sono stati loro a finanziare e armare i tagliagole responsabili degli orrori siriani. Eppure continuano a rifiutarsi di accogliere un solo profugo. Nel fragoroso e deferente silenzio dei vostri inviati e funzionari.

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