Migranti, scacco matto all'Ong: sequestrata la Mare Jonio

La nave di Mediterranea sbarca Lampedusa. Irregolarità a bordo. È accusata di favoreggiamento dell'immigrazione

Migranti, scacco matto all'Ong: sequestrata la Mare Jonio

È sbarcata a Lampedusa, ma non c'è nulla da esultare: la nave di Mediterranea Saving Humans è stata sequestrata dalla Guardia di Finanza. È per questo motivo, e solo per questo, che la Mare Jonio ha potuto avvicinarsi al porto italiano. Come fanno sapere fonti del Viminale, infatti, le Fiamme Gialle stanno procedendo a un "sequestro di iniziativa" avendo riscontrato irregolarità a bordo dopo il blitz di questa mattina.

Ricapitoliamo. Ieri la nave umanitaria ha caricato al largo della Libia 30 disperati partiti su un gommone. Tra loro anche una bambina piccola e una donna incinta. L'imbarcazione dell'Ong, invece di rivolgersi a Tripoli, ha subito fatto rotta verso il Belpaese. Destinazione: Lampedusa. Stamattina Mare Jonio si è presentata in acque territoriali italiane con la chiara intenzione di portare a termine l'operazione Sar facendo sbarcare gli immigrati in terra nostrana. All'alba, però, la Guardia di Finanza è salita a bordo per un blitz ispettivo (conseguenza anche della direttiva emanata dal Viminale nelle scorse settimane). Il "controllo di polizia", spiegano fonti del ministero, ha permesso di riscontrare alcune irregolarità a bordo. Per questo, non appena approdata a Lampedusa, è stata sequestrata dalle Fiamme Gialle e dalle Capitanerie di porto.

Uno smacco non da poco, per Mediterranea e i suoi sostenitori. All'inizio si pensava che potesse ripetersi quanto successo un paio di mesi fa: la Mare Jonio venne fermata al largo dalla Gdf per alcuni giorni. Poi sbarcò e il comandante Pietro Marrone e il capomissione Luca Casarini furono indagati dai pm di Agrigento per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. La nave venne prima sequestrata e poi riconsegnata. Oggi le cose sono andate diversamente. Quando sul suo canale Twitter l'Ong aveva annunciato di essere "partita" per fare "ingresso nel porto" siciliano, c'era già qualcuno che cantava vittoria. "Dal ministro Salvini arrivano solo Balle mediatiche - diceva il sindaco dem di Lampedusa Salvatore Martello - L'Italia è un paese in cui vengono rispettate le regole. E lo dimostra il fatto che è stato autorizzato l'attracco della nave Jonio al porto commerciale di Lampedusa. Viene rispettata la Costituzione. Regole Che non possono essere travisate da nessuno nè su Twitter nè su Facebook". Esultava anche il capomissione ed ex No Global Luca Casarini. "Porti chiusi non esistono". Tutto molto bello. Peccato che in realtà la Mare Jonio è stata scortata a vista dalla Guardia di Finanza e presto si ritroverà bloccata in porto.

L'Ong si dice sorpresa dalla notizia, trapelata dal Viminale, del sequestro: "Curioso che lo faccia via stampa prima che a noi - lamenta l'Ong - Nessuna notifica. Nessuna irregolarità riscontrata. Sequestro è atto per tentare di fermarci". La procura di Agrigento intanto ha aperto un fascicolo sul sequestro. L'indagine verrà formalizzata non appena le Fiamme gialle trasmetteranno gli atti ai magistrati. Successivamente la procura valuterà la convalida del sequestro all'esito della lettura degli atti. "Mi risulta che non entrerà in porto da nave libera - commenta Salvini - Non voglio portar via lavoro ai magistrati che stanno lavorando. Mi risulta che ci siano stati a bordo uomini della Finanza, e che abbiano fatto i rilievi del caso che hanno sottoposto all'autorità giudiziaria e quindi aspetto la soluzione positiva di questa vicenda".