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Minacce all'Italia. Si salda il fronte con gli attivisti greci

Da quel giorno gli epigoni di Alfredo Cospito, per cui è stato esteso il regime del 41-bis, hanno rialzato la testa, si sono compattati e hanno iniziato a organizzarsi

Minacce all'Italia. Si salda il fronte con gli attivisti greci
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L'asse italo-greco degli anarchici torna a compattarsi. Ieri pomeriggio l'appuntamento sotto l'ambasciata italiana in Grecia per ricordare Sara Ardizzone e Alessandro Mercogliano, i due anarchici morti a Roma mentre progettavano una bomba che facesse esplodere la stazione di polizia del Tuscolano e in nome dei quali è nato un nuovo gruppo anarcoinsurrezionalista.

Da quel giorno gli epigoni di Alfredo Cospito (foto), per cui è stato esteso il regime del 41-bis, hanno rialzato la testa, si sono compattati e hanno iniziato a organizzarsi. Infatti, come si legge sul noto blog di area "lanemesi" lanciano l'appello a restare uniti: "Ci ritroveremo insieme sulle strade del fuoco. Lotta per la rivoluzione in tutto il mondo. Siamo noi che custodiremo la loro memoria, perché conosciamo l'importanza delle loro scelte nella lotta continua contro lo Stato e il capitale". I toni sono minacciosi: "Laddove la narrazione dominante vede terroristi sanguinari, noi riconosciamo, dietro sguardi cospiratori, la decisione di un attacco senza remore allo Stato, con ogni mezzo".

Questo link tra il mondo nostrano e quello ellenico è sempre più forte, la Grecia ha notoriamente una lunga tradizione anarchica e spesso è accaduto che le azioni compiute in Grecia siano state emulate nel nostro Paese. Il pericolo è concreto, gli anarchici greci sono noti per fare un ampio uso di esplosivi e non è un caso che Ardizzone e Mercogliano vengano omaggiati con tale enfasi. In questa cornice non vanno sottovalutati i movimenti degli anarchici greci, che non più tardi di qualche settimana fa hanno effettuato "un'espropriazione in una banca" a Kato Tithorea, nella Grecia centrale con un commando di otto (o più) persone allo scopo di reperire fondi. Sono azioni che nel nostro Paese sono state compiute in passato per mano di gruppi terroristici come le Brigate Rosse, che utilizzavano la stessa terminologia, lo stesso concetto di "esproprio", che quindi non è del tutto sconosciuto ai gruppi che ancora sopravvivono nel nostro Paese. Non è stato ancora scoperto quale fosse l'obiettivo a cui Ardizzone e Mercogliano volevano dedicare il loro ordigno, e probabilmente si scoprirà mai. Ma il filo rosso che attraversa il mare e dall'Italia arriva in Grecia non può lasciare indifferenti.

"Le espropriazioni delle banche sono un altro tassello del mosaico della lotta anarchica", rivendicano ora dalla Grecia. Un proclama che richiama troppo da vicino gli anni Settanta e Ottanta che, evidentemente, non sono stati affidati alla storia.

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