Sale la tensione tra Usa e Iran. Donald Trump entra a gamba tesa sulle proteste in corso nella Repubblica islamica e afferma che gli Stati Uniti sono "pronti a intervenire" se il governo di Teheran ucciderà i manifestanti. Le dichiarazioni del presidente americano arrivano il giorno dopo che i media statali e gli attivisti iraniani hanno dato notizia di almeno una persona uccisa negli scontri tra manifestanti e forze di sicurezza, mentre i funzionari cercano di contenere le dimostrazioni fomentate dalla crisi economica. E da allora, le vittime sarebbero salite ad almeno tre. "Se l'Iran sparerà e ucciderà i manifestanti pacifici, come è sua abitudine, gli Stati Uniti andranno in loro soccorso", avverte il tycoon in un post su Truth: "Siamo pronti a intervenire e pronti a partire".
Parole che rappresentano una forte escalation e non sono piaciute a Teheran. "Trump dovrebbe sapere che qualsiasi ingerenza americana in una questione interna equivarrebbe a destabilizzare l'intera regione e a danneggiare gli interessi degli Usa", tuona su X Ali Larijani, consigliere della Guida Suprema iraniana. "Che stia attento ai suoi soldati", prosegue Larijani, a capo della massima autorità di sicurezza in Iran, avvertendo che qualsiasi intervento di Washington costituirebbe una "linea rossa" e scatenerebbe una "ritorsione". Mentre il ministro degli Esteri Abbas Araghchi definisce "sconsiderate e pericolose" le parole del comandante in capo. "Il messaggio di Trump, probabilmente influenzato da coloro che temono la diplomazia o credono erroneamente che sia inutile, è sconsiderato e pericoloso", ripete su X, sottolineando che le proteste sono state per lo più pacifiche e ricordando il dispiegamento della Guardia Nazionale da parte dello stesso The Donald in diverse città Usa.
Le manifestazioni, sono iniziate nelle principali città iraniane a causa dell'impennata dei prezzi e del crollo della valuta, che hanno scosso l'economia e spinto molti cittadini in difficoltà ancora più gravi (con l'inflazione annuale salita al 42,2% a dicembre), poi si sono poi estese anche a centri più piccoli. Diversi agenti di sicurezza sono rimasti feriti durante le proteste, secondo le autorità, e giovedì organi di stampa semiufficiali e un'organizzazione per i diritti umani hanno riferito di scontri e vittime durante le dimostrazioni nella città occidentale di Lordegan, sebbene i resoconti non siano stati confermati in maniera indipendente. Dopo l'avvertimento di Trump che gli Stati Uniti sono "pronti all'azione", il capo del Parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf spiega su X che "tutte le basi e le forze americane nell'intera regione saranno obiettivi legittimi" se Washington interferirà con i loro affari interni.
Le dichiarazioni dell'inquilino della Casa Bianca giungono quasi sei mesi dopo gli attacchi aerei americani contro diversi impianti nucleari iraniani, e dopo che nell'incontro con il premier israeliano Benjamin Netanyahu questa settimana, Trump ha promesso che gli Usa appoggeranno gli attacchi dello Stato ebraico contro la Repubblica islamica se quest'ultima continuerà con il suo programma missilistico balistico e nucleare.