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Il trionfo delle Olimpiadi alla fermata dell’autobus

Siamo arrivati ai Giochi col fiatone e con qualche cantiere aperto, ma alla fine sta andando tutto bene. E se avessimo lo spirito olimpico tutto l’anno?

Il trionfo delle Olimpiadi alla fermata dell’autobus
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Alla fine queste Olimpiadi funzionano, come sempre ci capita. Ci arriviamo a cantieri aperti e siamo sempre bravi a nasconderlo. E poi c’ un’arma infallibile, che ci rende nel mondo medaglie d’oro nella specialità: il sorriso. Sorridono tutti: i volontari, soprattutto. Ma anche gli atleti, e perfino gli autisti dei bus recuperati in tutta Italia per far sì che le cose funzionino. E funzionano.

Credeteci insomma, anche se leggerete da qualche parte qualche illustre opinionista che - fermo alla sua scrivania - ci racconta che la passione a Milano si sente solo nei palazzi dove si disputa il curling. Che è a Cortina. E pazienza che la sua testata online poi scriva che gli stranieri sono tutti impazziti della città e delle sue abitudini: noi siamo sempre un po’ cos’, dobbiamo lamentarci per forza. Anche quando le cose vanno bene.

Hanno vinto tutti, invece: l’organizzazione, gli atleti, le istituzioni sportive, la politica che si è messa d’accordo per una volta in un progetto così diffuso, i volontari a cui bisogna dire solo grazie e tutti quelli che sono andati a vedere le gare, che hanno fatto spettacolo pure loro. Mancano ancora sei giorni, e qualche imprevisto è sempre dietro l’angolo.

Però è anche il momento di guardare avanti, e allora il momento simbolo è stato a Cortina, alla fermata di un autobus che era annunciato alle 10.03. E’ arrivato, alle 10.03 in punto. Vogliamo l’Olimpiade tutto l’anno, adesso.

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