Cronache

Minaccia turca, ora la Grecia si arma

Atene acquista 18 caccia dalla Francia per 5 miliardi. Per l'esercito 15mila nuove reclute

Minaccia turca, ora la Grecia si arma

Una nuova corsa al riarmo per affrontare le sfide della geopolitica mediterranea. La Grecia, che passa da cenerentola d'Europa e nuovo gas-hub, annuncia l'accordo con la Francia per 18 caccia Rafale, in attesa di due fregate stealth Bellrà tra cinque anni: un doppio affare da quasi 5 miliardi di euro che, al netto della consistenza dell'esborso, capovolgerà i rapporti di forza nel mare nostrum dopo le reiterate provocazioni della Turchia.

È stato il premier Kyriakos Mitsotakis dalla Fiera di Salonicco a dare l'ufficialità ad una notizia che circolava già da settimane: nel maggio 2021 arriveranno i primi caccia multiruolo destinati a sostituire i Mirage all'interno di un programma per la difesa definito ambizioso e che comprende anche 15mila nuove reclute professioniste. La notizia si intreccia con le nuove alleanze euromediterranee coagulatesi nella crisi del gas tra Grecia, Turchia e Cipro. Già da tempo la Francia, dopo l'accordo tra Erdogan e Al Serraj in Libia, aveva lasciato intendere di voler fermare le ambizioni neo-ottomane di Ankara: per questa ragione ha inviato la portaerei Charles de Gaulle per supportare Atene e Nicosia nel respingere le intrusioni turche. «La Turchia non è più un partner nel Mediterraneo orientale - ha detto due giorni fa Macron, in occasione del meeting in Corsica a cui hanno preso parte anche Grecia, Italia, Spagna, Cipro, Malta e Portogallo Noi europei dobbiamo essere chiari e severi con il governo del presidente Erdogan, che ora è impegnato in un comportamento inaccettabile. La Turchia ha firmato accordi inaccettabili con il governo di un accordo nazionale libico, negando alla Grecia i diritti legali».

La mossa dell'Eliseo si somma alla strategia di Tel Aviv e del Cairo, già partner di Grecia e Cipro in ottica energetica nel gasdotto Eastmed, e che in questo mese caratterizzato dalle continue provocazioni in acque internazionali delle navi da ricerca turche ha giocato un ruolo non esiziale quanto a esercitazioni e manovre dissuasive. Proprio la nave da ricerca turca Oruc Reis ha cambiato rotta nella notte di sabato, lasciando la ZEE cipriota, rientrando nel Golfo di Antalya. Il tutto mentre nelle stesse ore il Segretario di Stato americano Mike Pompeo in visita a Cipro aveva espresso ancora preoccupazione «per le attività in corso della Turchia nel Mediterraneo orientale, nelle aree in cui la Grecia e Cipro hanno giurisdizione».

Un messaggio chiaro da parte della Casa Bianca, che non gradisce nuove iniziative prima delle elezioni di novembre, mentre lo stesso Erdogan ha annunciato provocatoriamente di essere pronto ad invadere l'isola greca di Kastellorizo, dove Salvatores girò «Mediterraneo». Un puzzle articolato che non può essere compreso senza una visione a 360 gradi della macro area e che si somma all'interesse per Atene degli Emirati Arabi: Abu Dhabi si sta ritagliando uno spazio nel quadrante del Mediterraneo orientale. Pochi giorni fa al telefono con il premier greco, lo sceicco Mohamed bin Zayed Al Nahyan ha promesso nuove relazioni privilegiate con Atene, anche alla luce dell'Accordo di pace con Israele, che riveste un peso specifico per tutti i paesi a cavallo tra l'euromediterraneo e il Medioriente.

Ma non è tutto, perché il nuovo programma tra le difese di Israele, Grecia e Cipro potenzia ulteriormente quell'alleanza mediterranea contro le tensioni geopolitiche causate dalla Turchia. Tel Aviv e Atene godono anche del lavoro di tessitura fatto dal Forum Israeliano-Ellenico, fondato da B'nai B'rith, senza dimenticare che il padre del premier greco Kyriakos Mitsotakis, l'ex premier Konstantinos Mitsotakis, nel 1990 decise di riconoscere lo stato ebraico.

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