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Il "Monaldi" sospende due medici che operarono al cuore Domenico

C'erano tre box-trapianti ma i chirurghi non sapevano dove fossero. Incomprensioni in sala a causa dell'inglese

Il "Monaldi" sospende due medici che operarono al cuore Domenico

La domanda che tutti ci facciamo sulla tragedia del piccolo Domenico e del suo trapianto di cuore fallito è: si poteva evitare tutto questo? Sì, si poteva evitare. L'ospedale Monaldi ha annunciato ieri sera di avere sospeso "due dirigenti medici coinvolti nella grave e dolorosa vicenda del piccolo Domenico". Ma la risposta alla domanda arriva soprattutto dalle carte della Procura di Napoli, che rivelano una serie infinita di facilonerie. Cominciamo da Bolzano e dal ghiaccio secco. Perché è stato utilizzato? Non ce n'era dell'altro, più adatto alla conservazione di un cuore? "Sì - risponde un sanitario presente in sala operatoria - Avevamo ghiaccio sterile aggiuntivo per il raffreddamento e anche ghiaccio non sterile (triturato) per il confezionamento, ma non ci è stato richiesto". Ma qui arriva il peggio. Come mai il ghiaccio non è stato richiesto? "La comunicazione era limitata a causa della barriera linguistica (ndr, tra l'équipe di medici italiani e quelli di Innsbruck): solo il secondo chirurgo espiantatore parlava un po' di inglese". L'inglese è stato un ostacolo anche durante l'intervento. Un membro dell'équipe austriaca dichiara: "Io e il mio collega abbiamo più volte fatto presente alla cardiochirurga che doveva ampliare l'incisione di scarico. Glielo abbiamo detto entrambi in inglese. Lei non ha reagito: o non ha capito o era sopraffatta, non posso dirlo". "Poichè non lo ha fatto, il dottor Stefan Scheidl ha dovuto aprire la vena cava inferiore in addome per salvare gli organi addominali (...) Al cuore potrebbe essere accaduto ciò che è successo al fegato, cioè un sovraccarico di sangue e soluzione di perfusione a causa della mancata incisione di scarico.

Passiamo a Napoli, dove l'équipe "aveva i polpastrelli bruciati" per cercare di estrarre (in 20 minuti) il cuore arrivato e incastrato in un blocco di ghiaccio. Dalla relazione inviata dalla Regione Campania al Ministero della Salute emerge inoltre che l'ospedale Monaldi aveva in dotazione tre dispositivi per il trasporto organi "Paragonix", conformi alla normativa vigente e acquistati nel 2023, ma l'équipe che si è recata a Bolzano per prelevare il cuore non ha utilizzato questo dispositivo medico, perché non sapeva della loro esistenza. Martedì si terrà l'incidente probatorio davanti al gip di Napoli. Intanto la Procura sta conducendo accertamenti su altri due trapianti eseguiti al Monaldi: uno risale al 2021 e l'altro in epoca precedente.

Al momento non si tratta di vere e proprie indagini ma di approfondimenti investigativi disposti dalla VI sezione lavoro e colpe professionali (coordinata dal procuratore aggiunto Antonio Ricci) legati alla vicenda. Gli ultimi dieci anni del Monaldi raccontano di errori, infezioni e di un anno nero, il 2014, in cui su nove bambini trapiantati, ne morirono nove.

MaS

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