Monito di Draghi a Salvini sui vaccini "Appello a non farli è appello a morire". Lega isolata in Cdm

Lo schiaffone a Matteo Salvini si materializza poco dopo le otto di sera, durante la conferenza stampa che segue il Consiglio dei ministri che ha appena approvato le misure anti-Covid.

Monito di Draghi a Salvini sui vaccini "Appello a non farli è appello a morire". Lega isolata in Cdm

Lo schiaffone a Matteo Salvini si materializza poco dopo le otto di sera, durante la conferenza stampa che segue il Consiglio dei ministri che ha appena approvato le misure anti-Covid. È il culmine di una giornata tesa, soprattutto nella gestione del rapporto con una Lega che ha provato fino all'ultimo a ridimensionare l'applicazione del green pass. Inutilmente, perché sul punto Mario Draghi non ha avuto esitazione alcuna. Tanto che ci tiene a sottolineare come il governo abbia approvato un certificato verde «su base piuttosto estensiva». Con una precisazione, evidentemente rivolta a chi in questi giorni ha sollevato dubbi, da Salvini a Giorgia Meloni. «Il green pass non è un arbitrio, ma la condizione per non chiudere le attività produttive», dice l'ex numero della Bce. Draghi, dunque, tira dritto. E non cede neanche sulle discoteche, battaglia cara al Carroccio. Durante il Consiglio dei ministri, Giancarlo Giorgetti pone il tema. Il titolare dello Sviluppo economico viene però respinto con perdite sul fronte di una possibile riapertura, ma riesce a portare a casa la rassicurazione del ministro dell'Economia, Daniele Franco, che per il settore ci saranno i necessari ristori. Mentre Massimo Garavaglia chiede lumi in Cdm sul Gran premio di Monza, dalla Lega veicolano una certa soddisfazione per alcune «richieste accolte» dal Consiglio dei ministri. «Nessun divieto per i viaggi su treni, aerei e autobus e nessun obbligo per i lavoratori», tutte questioni - assicurano dall'entourage di Salvini - che il governo ha «rinviato a settembre». Passano poco più di tre ore e Draghi la butta lì quasi per caso in conferenza stampa: «Il decreto di oggi era già molto complicato così. Scuola, trasporti e lavoro sono rimasti fuori. Ma saranno affrontati molto rapidamente, forse già la settimana prossima o quella successiva». Insomma, molto prima di settembre.
Dopo aver rimbalzato la Lega come la palla magica sul green pass, dunque, il premier continua ad affondare il colpo e lascia chiaramente intendere che anche sui trasporti si andrà nella stessa direzione. Probabilmente anche sul lavoro, anche se sull'eventualità dell'obbligo vaccinale per i lavoratori Draghi ci tiene a muoversi di concerto con i sindacati. «È una questione complessa e che va discussa con loro», spiega.
Ma il vero schiaffo a Salvini arriva sulla questione vaccini. Perché la domanda che fanno al premier in conferenza stampa è proprio sulla posizione prudente - per non dire scettica - del leader della Lega, che nei giorni scorsi aveva più volte sottolineato come, a suo giudizio, i vaccini non siano fondamentali per gli under 40 e inutili per i giovanissimi. La risposta di Draghi non lascia spazio a dubbi o interpretazioni, anche perché il premier sa bene di parlare in diretta tv e ci tiene a dare un messaggio chiaro e inequivocabile su un tema che ritiene centrale. Per la salute pubblica, ma anche per l'economia che «è in via di ripresa». «L'appello a non vaccinarsi - scandisce l'ex numero uno della Bce - è un appello a morire. Non ti vaccini, ti ammali, muori. Oppure fai morire. Non ti vaccini, ti ammali, contagi, qualcuno muore». «E mi fermo qui», aggiunge il premier, come a lasciare intendere di non voler aprire un fronte diretto con Salvini. Fronte che è però nei fatti, perché Draghi è stato tranchant come poche volte gli è capitato da quando è a Palazzo Chigi. Non è un caso che, perfino un abile comunicatore come Salvini, ci abbia messo quasi due ore a reagire. Con una replica, veicolata dal suo entourage, un po' da pugile suonato: «Nella Lega c'è sorpresa per le parole di Draghi».

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