Nasce il governo più a destra d'Europa

Nasce il governo più a destra d'Europa

Le elezioni austriache hanno avuto, stando agli ultimi exit poll, un esito leggermente diverso dal previsto. I popolari, ribattezzati per l'occasione «lista Kurz» dal nome del loro giovane e carismatico leader, hanno vinto puntualmente con oltre il 31% dei voti. Invece i nazionalisti anti europei di Strache, che speravano a un certo punto nella vittoria, sarebbero stati superati di pochi decimi dai socialisti del cancelliere Kern. Ma questo non modifica sostanzialmente la situazione, perché quello che conta è chi Kurz si sceglierà per formare il governo e una maggioranza parlamentare. La coalizione popolar-socialista che guidava il Paese da anni in una specie di grosse Koalition alla tedesca, ha perso da tempo la sua spinta propulsiva e perciò sarà difficilmente rinnovata. Un ritorno al passato è diventato anche più difficile dopo che Kurz ha impresso al suo partito, che guida da appena sei mesi, una forte sterzata a destra. Quasi tutti prevedono perciò un governo Kurz-Strache, che sarebbe il più a destra d'Europa. In fondo sarebbe anche una conclusione logica degli ultimi eventi dopo che l'anno scorso il nazionalista Hofer aveva perso la presidenza per un soffio.

Tuttavia non bisogna aspettarsi da parte dell'Unione europea una reazione come quella di 17 anni fa, quando sanzionò pesantemente l'Austria dopo che i popolari si erano alleati per la prima volta con la destra, allora guidato Haider. Ormai, dopo l'affermazione di Alternative für Deutschland in Germania, la continua avanzata dei partiti anti immigrazione in Scandnivaia e le posizioni sempre più xenofobe del gruppo di Visegrad, guidato dall'ungherese Orban, l'Europa si sta abituando, nonostante la sconfitta della Le Pen, alla avanzata di un certo nalzional-populismo quasi ovunque.

Che cosa aspettarsi a livello internazionale dal nuovo governo austriaco? Kurz, considerato una specie di enfant prodige della politica per la rapidità della sua ascesa, ha promesso una severa politica anti immigrazione, con rimpatrio di tutti gli irregolari, ma non è stato specifico sul resto salvo esprimere una forte volontà di rinnovamento. Strache, che si è visto sottrarre dai popolari molti dei suoi temi preferiti e ha bisogno di far dimenticare il suo passato neonazista, non dovrebbe spingere molto sul tasto dell'anti europeismo. Può darsi che torni una maggiore vigilanza al Brennero, può darsi che l'Austria si avvicini ideologicamente i Paesi dell'Europa orientale, ma al di là di questo da Vienna non dovrebbero arrivare guai.

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