Naufraga l'alleanza Netanyahu-Gantz. Israele alle quarte elezioni in due anni

Niente accordo sul bilancio in Parlamento, alle urne a marzo. E spunta un'alternativa al premier: il polemico avvocato Saar

Naufraga l'alleanza Netanyahu-Gantz. Israele alle quarte elezioni in due anni

Gira a velocità supersonica il palcoscenico rotante israeliano. Tutti i cittadini sopra i 60 anni sono attaccati ai telefoni e ai computer per fissare il loro turno per ricevere il vaccino, ormai in distribuzione frenetica. Le star, dopo Netanyahu e il presidente Reuven Rivlin, fanno a gara per vaccinarsi in diretta. Però, intanto, il ministro della Sanità Yuli Edelstein annuncia un indispensabile lockdown: i contagiati di ieri sono 3.594, un numero altissimo per Israele. E mentre le maschere del sorriso di speranza e della disperazione occhieggiano surrealistiche l'una all'altra, un terzo e un quarto panorama confondono le idee: è partito dall'aereoporto Ben Gurion a Tel Aviv un volo speciale El Al per il Marocco portando dal re dignitari israeliani insieme a una delegazione americana capeggiata da Jared Kushner, il grande tessitore della pace mediorentale e genero di Trump. È un volo pieno di speranza per chiudere gli accordi di pace con Israele: entusiasti i marocchini di qui e gli ebrei di là, stavolta la pace è con un grande Paese musulmano che conta millenni di rapporti alterni col popolo ebraico, e che finalmente abbraccia lo Stato Ebraico.

Ma ecco lo scenario che su tutti è il più paradossale: ieri notte a mezzanotte è scaduto il termine per cui, privo di un voto di un bilancio approvato, il Parlamento deve necessariamente dissolversi. E così, fra contrazioni e sussulti, mentre fino all'ultimo Netnayahu e Gantz hanno cercato di evitare la valanga, si disfa la precaria alleanza Likud-Bianco e Blu tra Bibi Netayahu e di Benny Gantz, svanisce l'ipotesi della rotazione su cui la coppia si era costruita e Israele va alle elezioni per la quarta volta in due anni, il 23 marzo. Tre deputati di Gantz e due di Bibi spariti dalla circolazione più un paio di voti contro hanno spedito Israele alle urne. Colpa di Bibi che non ha voluto votare il bilancio mettendo a rischio la rotazione promessa? Colpa di Gantz che non ha accettato la promessa tardiva di ottemperare alle promesse?

Tutta Israele, e quasi tutto il governo hanno cercato, alla fine, di evitare un esito assurdo in un periodo in cui il Paese è intento alla pandemia, con l'aggiunta della variante inglese che chiude intanto gli aeroporti e che contribuirà al lockdown prossimo venturo. Le elezioni porteranno a un disastro per Gantz, che ha perso il controllo di un partito ormai crollato dai 30 seggi originari, si dice a 6 seggi; disturberanno, anche se in modo non decisivo, Netanyahu mettendo in prima fila Gideon Saar, un avvocato cinquantenne che si presenta come aggressiva e polemica alternativa a Bibi all'interno del Likud stesso; probabilmente smembreranno la sinistra; metteranno arabi e religiosi in una posizione spinosa e difensiva dopo la messa sotto accusa del periodo del coronavirus; difficilmente creeranno un'opposizione capace di battere la lunga gestione Netanyahu. Questo di fatto è il motivo per cui alla fine, benché Gantz e Bibi abbiano tentato di disinnescare la miccia, non ci sono riusciti. Una coalizione di parlamentari ha deciso di far fuori un governo con la parola d'ordine «qualsiasi cosa fuorché Bibi». Fino all'ultimo momento si è sperato che il governo potesse votare l'allungamento dei negoziati sul budget, ma i ribelli di ambedue i partiti hanno subito chiarito di non voler salvare la coalizione.

Sulle acque di Israele ha galleggiato nella crisi l'esplosivo della furia anti Bibi. Perché Netanyahu è al governo da 11 anni, e non è di sinistra, anche se è laico e liberale. Non importa se ha salvato la pace, l'economia, la pelle degli israeliani dai più terribili pericoli: l'odio settario lo perseguita. E la cosa curiosa, e alla fine ancora una volta, di nuovo, sarà lui a vincere le elezioni.