Nella destra francese il duello è già ai colpi bassi

Juppé attacca Fillon sull'aborto, Bayrou sulle nozze gay. La replica: "Siete inqualificabili"

Nella destra francese il duello è già ai colpi bassi

Dal fair play ai colpi bassi. Dall'economia all'aborto. La corsa verso il ballottaggio sembrava svolgersi tra sorrisi e strette di mano tra i primi classificati alle primarie della destra. Invece Alain Juppé, staccato dall'avversario François Fillon di oltre 15 punti al primo turno, ha cominciato a scavare tra le righe, A fare allusioni, provocando il rivale a distanza ed esigendo risposte. Dai microfoni di Europe 1, chiede se Fillon sia in grado di «chiarire la sua posizione sull'interruzione volontaria di gravidanza». Il motivo? «Prima ha scritto che si tratta di un diritto fondamentale, poi è tornato sui suoi passi in un dibattito». Juppé ribadisce: «C'è una differenza tra noi, perché io considero l'aborto un diritto fondamentale». Fillon fervente sostenitore della famiglia tradizionale sì, ma non certo antiabortista è corso ai ripari a margine del suo meeting in Essonia: «Non avrei mai pensato che il mio amico Juppé cadesse così in basso». «Ho mai preso una posizione contraria all'aborto? Mai chiede lui ai giornalisti che lo interrogano sulla domanda del rivale Allora finiamola con queste polemiche inqualificabili che abbassano il livello della campagna, ridiamole dignità». Ieri è intervenuto anche il centrista François Bayrou, schierandosi contro un programma «pericoloso» di Fillon, che vuole modificare la legge sul matrimonio omosessuale. Ad attaccare Juppé favorevole invece al suo mantenimento e all'adozione per le coppie gay ci ha pensato Ludovine de La Rochère, presidente della trasversale Manif Pour Tous che in più di un'occasione ha portato in piazza milioni di persone. «Parlare della Manif come movimento da non frequentare, quando ci ha ricevuto più volte nel corso della campagna per le primarie, è sconvolgente», ha detto, invitando Juppé a vergognarsi, «soprattutto dopo essersi impegnato a lavorare su proposte comuni». Lunedì sera era partita la bordata: «Mi sento più vicino a Papa Francesco ha spiegato Juppé che non a Senso comune, il movimento politico dalle idee fortemente conservatrici che appoggia Fillon, o alla Manif Pour Tous». Domani il faccia a faccia tra i due. Sul piatto, i valori della destra, politica economica, estera e questioni sociali. Domenica il voto.

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