Nell'hub dove i militari difendono la purezza dei vaccini

A Pratica di Mare lo stoccaggio dei sieri AstraZeneca e Moderna. "Essenziale preservare il freddo"

Nell'hub dove i militari difendono la purezza dei vaccini

Pratica di Mare. Nel cuore dell'hangar dove vengono stoccati i vaccini di AstraZeneca e Moderna, poi destinati ai centri di distribuzione delle varie Regioni. Tutto avviene sotto il controllo del Comando operativo di vertice interforze (Coi), che coordina le attività secondo piani prestabiliti. È Ciro Aprea, maggiore della riserva selezionata dell'Esercito, del corpo degli ingegneri, professore ordinario di tecnica del freddo al dipartimento di Ingegneria industriale dell'università di Salerno, a spiegarci come il lavoro dei militari sia fondamentale per garantire che la catena del freddo non sia interrotta affinché le dosi arrivino a destinazione alla giusta temperatura, per poi essere inoculate.

«C'è un tempo tecnico - spiega Aprea - tra l'arrivo delle confezioni di vaccino a bordo dei camion frigo delle case produttrici e la ripartenza delle stesse, in cui avvengono alcune operazioni fondamentali. In questo periodo le dosi vengono spacchettate e quindi inserite in appositi box al cui interno vengono piazzate delle lastre che sono portate a temperatura, ovvero a -2 oppure -20 gradi a seconda del tipo di vaccino, attraverso un macchinario che le raffredda grazie all'azoto liquido». Nel macchinario le lastre vengono inserite in una sorta di carrello porta vassoi. Ne entrano 130 alla volta e vengono refrigerate in breve tempo per un pronto utilizzo. I container dentro cui vengono posizionate le scatole sono delle vere e proprie celle frigo permanenti.

«All'interno del box - chiarisce il maggiore - viene inserita anche della plastica da imballaggio, utile a far sì che le confezioni non si schiaccino tra loro». Ogni volta che arriva il piano di distribuzione da Invitalia, i cui addetti collaborano a stretto contatto con i militari, una quarantina in tutto a turno, le dosi vengono inserite in dei frigo e quindi su dei camion Actl dell'Esercito oppure di Sda, la compagnia di trasporto di Poste, e trasportate a destinazione. Unica eccezione le isole e i luoghi più distanti, dove il trasporto avviene via aereo. Ad esempio alcuni giorni fa un C-27J dell'Aeronautica militare ha trasportato il carico sanitario in Sardegna.

«In questo hub nazionale - spiega ancora Aprea - arrivano tutti i vaccini, eccetto quelli di Pfitzer che sono a bassa temperatura». Mercoledì sera ne sono arrivati 299mila, ieri sera altri 199mila, che entro breve tempo saranno trasportati a destinazione per essere poi distribuiti e inoculati.

«La procedura - spiega l'ufficiale dell'Esercito - è molto importante, perché consente la giusta conservazione. Da puntualizzare che le piastre, una volta che i vaccini sono stati consegnati, vengono riportate indietro per essere nuovamente refrigerate». Il lavoro puntuale degli uomini e delle donne in divisa è fondamentale, poiché serve a velocizzare le operazioni di distribuzione. Per questo all'interno della macchina organizzativa sono stati inseriti anche esperti del settore, come Aprea, in grado di supervisionare che l'intero processo avvenga senza intoppi. L'impegno dei militari per l'emergenza Covid continua in prima linea sin dai primi giorni della pandemia.

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