Nell'ospizio delle suore si ammalano in 24. Si teme l'effetto domino

Isolata la struttura. Forse un operatore che non sapeva di essere positivo la causa

Nell'ospizio delle suore si ammalano in 24. Si teme l'effetto domino

L'allarme non è più soltanto per le discoteche e per rientri dei giovani dall'estero. Torna anche la preoccupazione per i focolai nelle strutture per anziani. Ne è scoppiato uno in una casa di cura della capitale e adesso si teme di rivivere la catena di eventi che ha portato al disastro di marzo nelle Rsa di mezza Italia.

L'Unità di crisi Covid-19 della Regione Lazio ha parlato di un cluster con 24 pazienti positivi in una struttura di lungo degenza nell'Asl Roma 1, le Ancelle Francescane del Buon Pastore, via Vallelunga, nel quartiere Boccea. L'ennesimo balzo indietro di questa fase 3 in cui l'escalation di casi delle ultime settimane non accenna a rallentare.

L'ipotesi su cui si sta lavorando per tracciare i casi è che il focolaio sia partito con molta probabilità da un operatore sanitario, che non sapeva di essere positivo. La Asl è subito corsa ai ripari per cercare di frenare il diffondersi dell'epidemia tra i ricoverati e il personale. L'esperienza passata è per lo meno servita ad insegnare agli addetti ai lavori il modo più efficace per limitare i danni. La Asl ha fatto già partire l'indagine epidemiologica e sta valutando se predisporre eventuali trasferimenti dalla casa di cura prima che le infezioni si diffondano. Si sta anche verificando se siano state rispettate tutte le prescrizioni anti-pandemia per capire come sia stato possibile far entrare il virus all'interno. Verifiche sono in corso in tutta la struttura, che intanto è stata posta in isolamento. Nessuno dei familiari può entrare, ma la Asl che sta coordinando le operazioni ha dato disposizione di tenere costantemente informati della situazione i parenti dei ricoverati.

Negli ultimi giorni nel Lazio stanno aumentando i casi di contagio, per lo più dovuti dai rientri dalle vacanze dall'estero. Dei 68 casi registrati ieri nella regione, un terzo riguarda il cluster presso le Ancelle Francescane del Buon Pastore, mentre un terzo sono di importazione (7 da Malta, 3 dalla Croazia, 3 dall'Ucraina, 3 dalla Spagna, 3 dalla Grecia, 1 dalla Romania e 1 dal Libano). «Siamo tornati ai livelli di maggio», aveva detto due giorni fa l'assessore alla Sanità del Lazio, Alessio D'Amato. Anche il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, si è fatto sentire con un post su Facebook per invitare i cittadini a non abbassare la guardia: «Nelle settimane scorse ci sono stati messaggi sbagliati, come se il Covid fosse scomparso. Non è così e, nel ringraziare i tanti operatori della sanità che non hanno mai smesso di stare in trincea, dobbiamo essere chiari. Non possiamo lasciare solo sulle loro spalle la lotta al virus. Ora è tempo della mobilitazione della responsabilità, da parte di tutti».

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