Leggi il settimanale

Neonato muore in ospedale: 5 indagati

Gravidanza normale, l'ipotesi di problemi in sala parto

Neonato muore in ospedale: 5 indagati
00:00 00:00

Era stata una gravidanza normale, senza alcuna apparente complicazione, solo l'attesa del giorno del parto, durante il quale però qualcosa non sarebbe andato come previsto. Tanto che, a 28 giorni dalla nascita, il neonato è morto.

Sul dramma avvenuto nell'ospedale Miulli di Acquaviva delle Fonti, nel barese, lo scorso 13 gennaio, indaga la Procura di Bari, che ha aperto un'indagine per omicidio colposo. Sono stati i genitori del piccolo, devastati dall'accaduto, a chiedere l'intervento della magistratura per capire se ci sono responsabilità dei medici della struttura nella tragedia che gli ha portato via il figlio.

L'inchiesta ha già fatto i primi passi. Il pubblico ministero Maria Christina De Tommasi ha iscritto nel registro degli indagati cinque persone: due ginecologhe, due ostetriche e un anestesista. E ha disposto l'autopsia, che verrà effettuata al Policlinico di Bari, per chiarire le cause del decesso. L'incarico per gli accertamenti sul corpo del neonato è stato affidato al medico legale Biagio Solarino e al ginecologo Francesco Pascazio.

Il sospetto degli inquirenti, stando alle presunte responsabilità ipotizzate, è che le possibili cause che hanno determinato la sofferenza fetale e il decesso del neonato, a meno di un mese dalla nascita, siano da ricercarsi nelle fasi del parto, nella gestione del travaglio e nell'assistenza immediatamente successiva alla nascita.

La mamma era al termine di una gravidanza che fino a quel momento non le aveva dato alcun problema, quando è stata ricoverata per far nascere il bambino. Il neonato avrebbe manifestato i primi segni di sofferenza quando è venuto alla luce. E purtroppo dall'ospedale non è mai uscito. Dal giorno del parto le sue condizioni non sono mai migliorate, fino al triste epilogo, lo scorso 13 gennaio, a 28 giorni di distanza. E ora la famiglia vuole capire cosa è successo e se ci sono eventuali responsabilità professionali. Di qui l'iscrizione nel registro degli indagati per omicidio colposo dei cinque professionisti che hanno seguito le ultimi fasi della gravidanza e che erano in sala parto. L'indagine dovrà ricostruire nel dettaglio tutti i passaggi della vicenda. Solo gli accertamenti medico-legali e l'analisi della documentazione clinica potranno dire se la morte del neonato poteva essere evitata.

Una storia molto simile a quella accaduta a Brindisi un mese fa.

È stata una coppia di Ostuni a vivere lo stesso dramma presso l'ospedale Perrino, dove il loro secondogenito è venuto alla luce morto. Anche in questo caso la mamma, una donna di 30 anni, aveva avuto una gravidanza senza alcuna criticità. Indaga la Procura.

Commenti
Pubblica un commento
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette. Qui le norme di comportamento per esteso.
Accedi
ilGiornale.it Logo Ricarica