Leggi il settimanale

Nicole, la mamma vittima. Gli amici: "Straordinaria". Ma il governo: "Terrorista"

Osservatrice delle operazioni anti migranti, lascia tre figli, uno di 6 anni

Nicole, la mamma vittima. Gli amici: "Straordinaria". Ma il governo: "Terrorista"
00:00 00:00

Familiari e amici ne sono certi: non era un'attivista pro-immigrazione, ma una "osservatrice legale" delle operazioni dell'Ice, l'agenzia federale Immigration and Customs Enforcement, responsabile dell'applicazione delle leggi sull'immigrazione negli Usa. Nessuna delle persone che la conosceva riferisce di averla mai vista partecipare a proteste contro le politiche dell'amministrazione Trump. Eppure Renee Nicole Good, 37 anni - che nel suo profilo Instagram si descriveva come "poeta, scrittrice, moglie, mamma e una pessima chitarrista del Colorado" - è stata uccisa da un agente federale a Minneapolis mentre cercava di allontanarsi con la sua auto da un raid anti-migranti, a pochi isolati dalla sua abitazione e dal luogo in cui cinque anni fa venne soffocato da un poliziotto George Floyd, la cui morte scatenò violente proteste in tutti gli Stati Uniti. Per questo i funzionari del governo americano la dipingono come una terrorista interna, che ha tentato di investire gli agenti.

Quel che è certo, nella discordia di ricostruzioni totalmente contrastanti, è il destino tragico che accomuna l'afroamericano Floyd come l'americanissima Nicole, madre di tre figli di 15, 12 e 6 anni, tra cui il più piccolo, nato dal secondo matrimonio, resta orfano per la seconda volta, dopo la morte del padre, il comico Tim Macklin con cui la donna in passato aveva condotto un podcast, avvenuta tre anni fa, quando lui aveva 36 anni.

Originaria di Colorado Spring, cristiana devota, Nicole si era trasferita da un anno da Kansas City, Missouri, allo Stato del Minnesota. Al momento dell'uccisione mercoledì - secondo l'ex marito - aveva appena lasciato il più piccolo a scuola e stava tornando a casa con la nuova compagna quando ha incontrato gli agenti dell'Ice. Un testimone racconta alla Cnn di aver visto la partner con il volto coperto del sangue della vittima, gridare ai federali: "Avete ucciso mia moglie".

Per la madre, Donna Ganger, e per gli amici Nicole "si è presa cura delle persone per tutta la vita. Era amorevole, comprensiva e affettuosa. Una persona straordinaria". Che in quei tragici minuti era "probabilmente terrorizzata", poiché - ripete la signora - non è mai stata coinvolta in azioni violente o di piazza.

Commenti
Pubblica un commento
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette. Qui le norme di comportamento per esteso.
Accedi
ilGiornale.it Logo Ricarica