Niente elezioni comunali in primavera. Ma spunta la data X

Sembra ormai certo lo slittamento delle elezioni comunali previste per la primavera alla scadenza naturale del mandato: individuata la data

Niente elezioni comunali in primavera. Ma spunta la data X

A maggio sono previste le elezioni comunali in alcune grandi città come Milano, Roma, Napoli, Torino e Bologna. È previsto che vadano al voto milioni di italiani per rinnovare le amministrazioni locali di alcune delle metropoli più grandi e importanti del Paese. È un voto strategico fondamentale ma è anche un passaggio democratico obbligato, che però rischia di slittare di molti mesi, anche fino a settembre/ottobre, per colpa della pandemia. È quanto rivela Marco Antonellis su Italia Oggi, secondo il quale sarebbe già stata individuata una data: 19 settembre.

Il dossier è sulla scrivania di Mario Draghi ed è uno di quelli con la massima priorità. Il governo è chiamato a una decisione nel più breve tempo possibile, anche perché se venisse confermata la chiamata alle urne a maggio, ai candidati dev'essere dato il tempo materiale di organizzare e condurre la campagna elettorale. Ma i dubbi sono tanti, e crescono con l'andare dei giorni alla luce dell'aumento dei contagi. Inoltre, se davvero si andasse al voto per le elezioni comunali a settembre, cadrebbe la ragione per la quale Sergio Mattarella all'inizio del mese ha dichiarato di non voler sciogliere le Camere e andare al voto per paura dei contagi. La questione è sul tavolo e i quesiti tanti. C'è anche l'ipotesi che si possa slittare fino a ottobre per il voto, una differita di 5 mesi rispetto alla scadenza naturale del mandato.

Il Quirinale, proprio in virtù delle parole di Sergio Mattarella nel giorno del dichiarato fallimento dei tentativi di Roberto Fico di arrivare al Conte ter, è maggiormente orientato sullo slittamento. Far trascorrere l'estate, sperando che la combinazione tra vaccini e alte temperature abbatta i contagi sembra essere la strada preferita del Colle, secondo il quale non sarebbe ora sostenibile il rischio di assembramenti in campagna elettorale. Il governo di Mario Draghi sembra voler tenere la stessa identica linea ma finchè non ci saranno decisioni ufficiali tutto è ancora possibile. I partiti sono ora in fermento: per loro avere la data è fondamentale, anche perché ancora non sono stati individuati i candidati nelle città principali. Nel caso in cui si dovesse andare al voto a maggio, i partiti dovranno decidere il prima possibile a chi affidare la corsa per il posto più ambito alla guida delle città. La decisione è attesa nei prossimi giorni: i leader sono alla finestra in attesa delle decisioni di Mario Draghi e di Sergio Mattarella.

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