Niente più riviste dal parrucchiere. Dentro i negozi solo senza febbre

Le regole Inail per le attività commerciali: barbieri e centri estetici aperti anche il lunedì, postazioni distanziate e conversazioni solo allo specchio. Palestre, la riapertura slitta al 25

Niente più riviste dal parrucchiere. Dentro i negozi solo senza febbre

L'Inail riscrive il metronomo delle nostre relazioni. Prescrizioni minuziose sotto forma di raccomandazioni per abbassare l'asticella del rischio. Capitolo dopo capitolo, comparto dopo comparto, l'Italia si prepara alla fine del lockdown. E i tecnici sfornano le linee guida per le più diverse attività: dopo bar, ristoranti e spiagge, tocca ora a parrucchieri ed estetisti, ma sono in rampa di lancio anche i negozi che peraltro dovrebbero alzare le saracinesche già lunedì 18. E che contano i giorni, perché la chiusura sta provocando danni economici gravissimi. In più di un caso irreversibili.

Negozi

Le indiscrezioni sono sempre le stesse. Mascherine e guanti per il personale, mascherine d'ordinanza per la clientela, più guanti usa e getta se si acquistano cibi e bevande. In un locale di 40 metri quadri puó farsi avanti una sola persona, gli altri aspetteranno fuori. E proprio all'ingresso ci sarà, non obbligatorio ma suggestivo, il cartello «liberi da febbre». Questo significa che per accedere alla serie A del retail ci si dovrà sottoporre alla misurazione della temperatura. Una pratica ormai comune e affrontata con disinvoltura in molte realtà.

Ma questo, se si vuole, sarà un optional. Di rigore invece i dispenser con il disinfettante, ormai parte del paesaggio, e la pulizia degli ambienti due volte al giorno. Una fatica in più per il settore dell'abbigliamento: sarà sempre possibile provare i vestiti, ma questi dovranno poi essere lavati seguendo procedure rigorose. E mettendo in conto, soprattutto, di rovinare i capi. Per questo gli esercenti protestano, ma gli esperti sono inflessibili. Non si cambia. Ma potrebbero esserci orari più lunghi e sette giorni su sette per lo shopping. Va da sè, per chi potrà.

Parrucchieri e centri estetici

Niente riviste da sfogliare sotto il casco. Si chiude una stagione e il virus si porta via il gossip, condimento necessario di vaporose messe in piega e tagli strategici della chioma. Anche barbieri, parrucchieri e centri estetici si adeguano all'emergenza ed eliminano la carta. Esattamente come i menu che i ristoratori faranno migrare su app e lavagne.

Forbici, pettini e spazio. Almeno due metri fra le postazioni, nei limiti del possibile porte aperte e ingresso solo su appuntamento. Per questo gli esperti dell'Inail e dell'Istituto superiore di sanità raccomandano di aprire anche al lunedì, così da spalmare la clientela sul calendario.

Insomma, clima composto e un tantino austero. Distanziamento e mascherine non favoriscono la conversazione e il cicaleccio che da sempre anima le botteghe.

Il 18 maggio anche su questa prima linea del contatto umano inizia una nuova epoca. Con il personale schierato e bardato: non solo protezione per bocca e naso, ma anche visiera obbligatoria per schermare gli occhi, altra porta d'ingresso dell'infezione.

Un passo indietro, tanti accorgimenti in più per scongiurare una seconda fase anche per il virus: si vuole evitare in tutti i modi che la cabina e un trattamento al viso o alle gambe diventino il cavallo di Troia del contagio, facendoci tornare indietro alle settimane più cupe dell'epidemia.

Chi lasciava su una mensola o su una sedia borse, borselli e spese dimentichi il passato: infilerà tutti i suoi oggetti in un sacchetto monouso che recupererà solo alla fine. Prima di fare ciao ciao con la mano e dopo aver pagato, naturalmente con carte contactless. Le banconote, a sentire il tandem Inail-Istituto superiore di sanità, possono tranquillamente andare in pensione. Con buona pace di chi ha predicato per anni la libertà del contante.

Infine, i tecnici, sempre zelanti, suggeriscono caldamente di conversare con lo specchio. O meglio, attraverso il vetro, perché il dialogo faccia a faccia di questi tempi é un esercizio temerario.

Attenzione: in Lombardia il Governatore Attilio Fontana, prudente e preoccupato, potrebbe spostare solo per i maestri delle spazzole e delle creme la ripartenza più in là di qualche giorno.

Palestre

Il ministro Vincenzo Spadafora annuncia la riapertura di palestre e centri sportivi entro il 25 maggio. Un altro gradino sulla scala del ritorno alla normalità. Anche se abitudini e comportamenti non saranno più quelli di prima.

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