"No a nomi dal centrodestra". Poi Letta fa un passo indietro

Enrico Letta ha provato a sovrastare il centrodestra nella proposta dei nomi per il dopo Mattarella durante la riunione dei grandi elettori Pd. Poi ha voluto "chiarire"

"No a nomi dal centrodestra". Poi Letta fa un passo indietro

A meno di 24 ore dall'inizio del voto per eleggere il prossimo presidente della Repubblica, Enrico Letta ha convocato i grandi elettori del Partito democratico e dopo il passo indietro di Silvio Berlusconi ha provato a fare la voce grossa col centrodestra. "Ulteriori candidature di centrodestra faranno la stessa fine di quella di Berlusconi", ha detto il segretario del Pd, millantando una posizione di dominio che, attualmente, non occupa nello scacchiere della corsa al Quirinale. Ma, non pago, Letta ha aggiunto: "L'ultimo mese è stato sui generis. Il dibattito è stato tutto avvitato intorno a un grande abbaglio, che il centrodestra avesse i numeri per fare il presidente da solo. Non capisco perché ci sono cascati".

Mentre il Cavaliere, da una parte, ha scelto di sottrarsi alla candidatura al Quirinale per il bene del Paese, come emerso dalla riunione dei grandi elettori del centrodestra, dall'altra parte si intavola una battaglia politica sul nome del prossimo presidente della Repubblica che a tutto può portare, tranne che a un beneficio per l'Italia. Le parole del segretario del Partito democratico sono detonate negli ambienti del centrodestra e hanno irrigidito l'umore dei leader, soprattutto quello di Matteo Salvini, che dopo aver elogiato l'atteggiamento di Silvio Berlusconi, ha stigmatizzato l'atteggiamento tutt'altro che responsabile di Enrico Letta a meno di 24 ore dal voto.

"Ringrazio il presidente Berlusconi per la generosità, che ha tolto il campo da veti e no pregiudiziali. Sto raccogliendo una serie di proposte di uomini e donne di assoluto spessore, mi spiace da Letta arrivino dei no pregiudiziali", ha dichiarato il leader della Lega, spazientito per la sparata di Enrico Letta. Matteo Salvini ha poi aggiunto: "Dire 'no a qualsiasi proposta che arrivi dal centrodestra non è il miglior modo per eleggere un presidente in maniera veloce. Il centrodestra ha il diritto e il dovere di fare queste proposte senza che nessuno metta dei no pregiudiziali, ideologici. Noi abbiamo un approccio più umile".

Davanti alla risposta di Matteo Salvini, Enrico Letta ha rimodulato il suo atteggiamenton e, dopo la chiusura, ha aperto a un dialogo con il centrodestra: "Domani incontrerò Salvini e mi metterò a ragionare insieme a lui". Consapevole delle conseguenze delle sue parole di poche ore prima, nel salotto di Fabio Fazio ha aggiunto: "Con questi numeri c'è bisogno di trovare un nome condiviso, la migliore figura super partes, istituzionale. Diciamo al centrodestra 'non candidate uno di voi. Noi non candidiamo uno di noi'".

Al momento a Montecitorio non c'è stato nessun incontro tra Enrico Letta e Matteo Salvini, che si vedranno domani, come annunciato. Oggi, il segretario della Lega ha sentito Berlusconi. Domani alle ore 11 si incontreranno nuovamente Letta, Speranza e Conte, successivamente ci sarà l'incontro tra Salvini e il segretario dem. "Il primo punto della mia conversazione su Salvini sarà per capire se il loro no a Draghi è definitivo", ha detto Letta. Il segretario dem ha dichiarato che sul tavolo verrà posta anche l'ipotesi del Mattarella bis: "Per noi sarebbe il massimo, la soluzione ideale e perfetta: sarà anche questo uno dei temi con cui parlerà con Salvini domani".

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