“Noi spostati per far spazio ai rom”

A Bologna revocata l’autorizzazione ad un banchetto di Forza Italia per far passare il corteo nazionale dei nomadi. Il consigliere regionale Bignami: "Una scelta politica del Pd"

“Noi spostati per far spazio ai rom”

I rom possono sfilare, Forza Italia no. La libertà di espressione della comunità nomade viene prima di quella dei cittadini di Bologna: lo ha deciso il sindaco Virginio Merola, volto noto del Pd emiliano e nazionale, più volte in odore di ministero.

Sabato 16 maggio si svolgerà nel capoluogo emiliano il raduno dei rom e dei sinti di tutta Italia. Come ogni fine settimana da 20 anni, anche Forza Italia ha fatto richiesta di occupazione di suolo pubblico al comune: un banchetto su via Indipendenza per chiedere più sicurezza in una città martoriata da furti, spaccio e degrado. In occasione del raduno Rom, però, la questura ha comunicato che tutte le vie toccate del corteo non potranno essere consegnate per altre iniziative. Il sindaco Merola ha colto allora la palla al balzo, revocando le autorizzazioni a Forza Italia con la scusa della sicurezza. E poco importa se i luoghi delle due manifestazioni distano ben più di un chilometro e queste sarebbero state anche in due momenti diversi, una di mattina e l’altra nel pomeriggio. Per il Pd, quella di Forza Italia non s’ha da fare.

“Una scelta politica che non alcuna logica legata alla sicurezza”, ha detto il consigliere regionale di Forza Italia Galeazzo Bignami. Un colpo basso che però è rivolto presto contro il sindaco bolognese. Dopo giorni di protesta, infatti, la questura ha comunicato che il divieto diramato dai suoi uffici riguardava solo una piccola parte della lunga via Indipendenza che attraversa il centro città. Per capirlo bastava il buon senso, quello che è mancato a Merola. Oppure (ed è peggio) il sindaco era in malafede: “È dovuta intervenire la questura per obbligare Merola a ridarci quanto ci aveva tolto indebitamente - dice Bignami - non è possibile che siamo noi a doverci spostare per permettere ai rom di manifestare”. Alla fine è suonato il “dietrofront compagni”: Merola è stato costretto dal questore a concedere l’autorizzazione per il presidio forzista. Il banchetto si farà, anche se in un’altra piazza, perché Fi ha deciso di rendere più facile il lavoro della polizia e di evitare ai commercianti un’inutile giornata di stress.

I rischi per la sicurezza infatti sono elevati. Bignami dice di aver ricevuto messaggi da persone appartenenti ai gruppi extraparlamentari di sinistra che lasciano intendere la possibilità di scontri: “Il mio compito sarà quello di evitare contatti”, scrive un militante di sinistra al consigliere, presupponendo che vi saranno persone intenzionate a cercare lo scontro fisico. Il percorso scelto dai rom per il corteo, infatti, è provocatorio: partirà dal campo nomadi dove venne aggredito Salvini, passerà per la Bolognina, uno dei quartieri più colpiti dal degrado, e poi finirà in stazione. Tutti luoghi in cui gli sforzi della polizia per riportare l’ordine sono ingenti.

Al fianco degli zingari ci saranno Sel, Cgil, Cisl e Uil. Ma non solo: è probabile che anche gli antagonisti anarchici possano infilarsi. Solo qualche giorno fa, infatti, è stata sgomberata un’aula delll’Università occupata da 20 anni. I centri sociali non l’hanno presa bene e non è detto che non sfoghino la loro rabbia sabato, quando Forza Italia sarà comunque in piazza. Nonostante i rom e nonostante il Pd di Merola, cavalcatore di “allarmi sicurezza” per colpire gli avversari politici.

Commenti