Un conflitto di interessi plateale, che vede due ex magistrati diventati parlamentari occuparsi di vicende che riguardano direttamente il loro passato in toga: così, da mesi, il capogruppo di Forza Italia Maurizio Gasparri definiva la presenza nella Commissione Antimafia del senatore Roberto Scarpinato (foto in basso) e del deputato Federico Cafiero de Raho (foto sopra), entrambi del M5s. Ed entrambi rimasti tranquillamente al loro posto nonostante la Commissione stesse indagando sulle vicende che li coinvolsero non marginalmente. Dopo mesi di battaglie di Gasparri arriva la risposta del ministro Nordio: che si impegna ad accelerare i tempi di approvazione del progetto di legge governativo che costringerà i parlamentari dell'Antimafia ad astenersi dai lavori quando sul tavolo della Commissione ci saranno vicende dove emerga "il loro coinvolgimento, originario o sopravvenuto, nelle attività oggetto di indagine".
La reazione dei 5 Stelle è durissima, "prima di parlare di Scarpinato e De Raho - dicono i capigruppo grillini Luca Pirondini e Riccardo Ricciardi - Nordio e Gasparri devono sciacquarsi la bocca". Il ministro replica "non mi sono mai espresso su Scarpinato e de Raho, non so di cosa stiano parlando i 5 Stelle": la risposta all'interpellanza di Gasparri, spiega l'entourage del ministro, riguarda l'intero tema dei conflitti di interesse, e non solo il caso dei due grillini. Ma è chiaro che a fare esplodere il tema sono stati proprio i casi in cui i due parlamentari M5S in Commissione avevano un doppio ruolo: la "fabbrica dei dossier" instaurata in seno alla Procura nazionale antimafia proprio quando il capo era Cafiero de Raho, e la vicenda che riguarda Scarpinato, scoperto a suggerire la linea difensiva all'amico ed ex collega Gioacchino Natoli, indagato per favoreggiamento alla mafia nelle indagini bis sulla strage di via D'Amelio. Quando Natoli viene convocato dalla Commissione Antimafia, Scarpinato gli dispensa consigli su come comportarsi, anticipandogli persino le domande che gli porrà.
I contenuti del dialogo vengono definiti "gravissimi e inquietanti" nell'interrogazione presentata da Gasparri, al quale nella sua risposta Nordio ricorda che in Parlamento c'è un disegno di legge sull'obbligo di astensione dei membri della Commissione Antimafia in conflitto di interessi: una misura, dice il ministro, "non più surrogabile" vista "l'esigenza di assicurare la terzietà e l'indipendenza" della Commissione "anche in relazione" a "componenti che abbiano rivestito precedenti incarichi".