Nuova missione governo-Eni sul gas africano. Attesi accordi per altri 5 miliardi di metri cubi

Oggi e domani Di Maio, Cingolani e Descalzi in Congo e Angola. Il metano estratto sarebbe liquefatto in loco dal big italiano e trasportato via nave

Nuova missione governo-Eni sul gas africano. Attesi accordi per altri 5 miliardi di metri cubi

Prosegue la campagna d'Africa dell'Italia a caccia di nuovo gas che possa sostituire le forniture russe. Nel mirino Angola, Congo e (più avanti) anche il Mozambico. Il tour si svolgerà oggi e domani e dopo la già collaudata intesa algerina, toccherà al ministro degli Esteri Luigi Di Maio, a quello per la Transizione ecologica Roberto Cingolani e all'ad dell'Eni Claudio Descalzi portare a casa il risultato.

Il premier Mario Draghi - che ha dovuto dare forfait all'ultimo per essere risultato positivo al Covid - ha comunque già avuto un colloquio telefonico con il Presidente della Repubblica del Congo, Dénis Sassou N'Guesso, in vista della missione a Brazzaville dei suoi ministri che definiranno tra oggi e domani il partenariato bilaterale.

Gli accordi dovrebbero essere tutti sanciti e definiti domani e se il governo avrà un ruolo di rappresentanza sarà l'Eni il braccio operativo e industriale della missione. L'obiettivo è quello di assicurare al nostro Paese almeno 5 miliardi di metri cubi aggiuntivi entro l'anno prossimo, sviluppando anche un progetto già avviato da Eni in Congo e provando così a rendere indipendente l'Italia dalle forniture di Gazprom prima ancora che, in sede europea, si trovi una posizione unica sul pagamento delle forniture.

Secondo indiscrezioni per il 2023-2024 Eni potrà avere Lng addizionale che arriverà dal progetto Eni in Congo, che potrà contribuire gradualmente a fornire fino a circa 5 miliardi di metri cubi all'anno. Poi Eni avrà la possibilità di avere altri volumi di Lng da Angola e Mozambico. Il gas estratto in loco verrà liquefatto dagli impianti di Eni in loco e trasportato via mare dalle navi che lo porteranno nei rigassificatori (per ora tre) italiani dove sarà riconvertito in gas e immesso nella rete nazionale.

Guardando nel complesso alla situazione del gas, la prima produzione addizionale arriverà dall'Algeria dal sistema di gasdotti tunisino e algerino, mentre altra capacità aggiuntiva potrebbe poi arrivare attraverso il Greenstream dalla Libia. In Algeria e in Libia Eni potrà essere più rapida e svolgere anche operazioni tecniche in grado di aumentare la produzione da progetti già avviati. Questa produzione (Algeria e Libia) potrà aiutarci già dal prossimo inverno e arrivare progressivamente fino a 9-11 miliardi di metri cubi/anno. Altro Lng arriverà poi da Egitto e Qatar che contribuiranno per circa 3 miliardi di metri cubi nel 2022 (dall'Egitto sono stati annunciati 3 miliardi di metri cubi nel 2022 complessivi per Italia ed Europa, la parte che arriverà in Italia dipenderà però dalla capacità di rigassificazione e dalla domanda effettiva del Paese) e circa 5 miliardi di metri cubi nel 2023. Infine, c'è la produzione nazionale che si sta cercando di aumentare di circa 2 miliardi di metri cubi all'anno.

Sul fronte prezzi, ieri il gas ha chiuso in calo in Europa, con l'arrivo delle temperature primaverili mentre imperversa la guerra in Ucraina e l'incertezza sul pagamento in rubli delle forniture russe. Ad Amsterdam le quotazioni si sono concluse a 93,77 euro al Mwh, in calo dell'1,9% e dopo aver toccato un minimo di giornata a 84 euro.

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