Nuova rissa, Alfano si sveglia: stop ad altri profughi a Milano

Lite notturna, due filippini accoltellati. Il ministro da Sala: presto 150 militari. L'ira di Fi: ennesima passerella

Nuova rissa, Alfano si sveglia: stop ad altri profughi a Milano

Milano Almeno 250 furti e otto rapine al giorno. Ma «i reati a Milano sono diminuiti del 36 per cento in dieci anni e del 7% negli ultimi tre. Non c'è allarmismo, è una città sicura, più di tante altre in Italia». Figurarsi le altre, appunto. Il ministro dell'Interno Angelino Alfano è arrivato ieri intorno alle 10 (con un plico di dati alla mano) nell'ufficio del sindaco di Milano Giuseppe Sala per garantire che dalla prossima settimana potrà contare su 150 soldati in più sulle strade del capoluogo, «erano 400 nel 2013, con quelli già in forze arriveranno a ottocento». Sala aveva lanciato l'appello al governo otto giorni fa, dopo l'omicidio di un domenicano di 37 anni, Antonio Rafael Ramirez, in piazzale Loreto. Un'aggressione mortale alle 19 di sabato nelle vie dello shopping. E Alfano arriva a poche ore da un'altra tragedia sfiorata. Venerdì sera, nel piazzale coperto della Regione Lombardia, un litigio per futili motivi tra due gruppi di filippini (i primi, giovanissimi, rimproverano altri per aver urinato nelle aiuole) è sfociato in una rissa violenta.

Un 17enne e un 18enne sono stati feriti con coltelli e colli d bottiglia e trasportati all'ospedale in codice rosso. L'intervento immediato dei Carabinieri ha permesso di fermare subito dieci persone. Cinque giovani sono stati arrestati per rissa aggravata e a uno di loro, un filippino incensurato e regolare, viene contestato anche il tentato omicidio, gli altri cinque, minorenni, sono stati denunciati a piede libero. L'ennesimo fatto di cronaca che porta il centrodestra a definire «una bufala» i dati del ministro Alfano, «dimostrare che il numero dei reati è diminuito è un esercizio lodevole, ma inutile, perché tra le persone perbene il grado di sfiducia si è talmente innalzato che i reati minori non vengono neanche più denunciati» avverte l'assessore Fdi al Territorio della Regione Viviana Beccalossi. Il governatore Roberto Maroni («non invitato» al tavolo sulla sicurezza in Comune, come ha tenuto a puntualizzare) afferma che «di fronte al nuovo episodio di violenza il Governo è costretto a prendere atto che la gestione della sicurezza e dell'immigrazione che ha fatto finora è fallimentare». Anche la promessa di inviare 150 nuovi soldati «è una risposta tardiva, temo non sarà sufficiente a risolvere tutti i problemi». E con un presidio organizzato nel pomeriggio in piazzale Loreto, Forza Italia e Fdi hanno chiesto «almeno 500 militari». Giovanni Toti e Mariastella Gelmini hanno criticato «l'ennesima passerella, il governo ha fallito anche sulla sicurezza». A Milano operano 8.041 tra agenti, Cc, finanzieri. Ai soldati assegnati alle pattuglie miste (due militari accompagnati da un poliziotto o carabiniere) il questore assegnerà funzioni di pubblica sicurezza. Il totale dei reati è diminuito del 7% in un anno, ma se ne registrano già 105.488 tra gennaio e fine settembre, e calano meno i furti (2.049 casi, -3%) e le rapine (67.724 in 9 mesi, -4%). Solo 7 omicidi invece contro i 13 del 2015 (il 42% in meno).

Con l'inverno freneranno gli sbarchi e Alfano può garantire a Sala che «salvo emergenze, diamo lo stop a nuovi profughi a Milano. Ma solo 30 Comuni su 134 della ex provincia accolgono, invito tutti i sindaci a fare la propria parte per non sovraccaricare gli altri». Il segretario Matteo Salvini replica per conto dei leghisti: «A differenza di Sala e compagni razzisti, i nostri si occupano degli italiani e degli immigrati regolari. Con i clandestini non abbiamo tempo e soldi da perdere. Stop sbarchi, espulsioni di massa».

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