Nuovo crollo dei consumi a luglio (-7%). E Fitch taglia le stime sul Pil a -10%

Ma l'Istat rimane ottimista: "Ci sono estesi segnali di ripresa"

Nuovo crollo dei consumi a luglio (-7%). E Fitch taglia le stime sul Pil a -10%

Crollano i consumi e il quadro recessivo rischia di peggiorare ulteriormente. Un'evenienza che l'agenzia di rating Fitch ha già messo in conto abbassando le stime sul Pil italiano nel 2020, anche se l'Istat ha dispensato qualche segnale di ottimismo relativamente al rimbalzo tecnico in corso.

Ieri il primo dato negativo, come detto, è giunto dalle vendite al dettaglio che su base tendenziale, a luglio, hanno registrato una diminuzione delle vendite del 7,2% in valore (-2,2% rispetto a giugno) e del 10,2% in volume, determinata soprattutto dall'andamento dei beni non alimentari (-11,6% in valore e -15,8% in volume). In calo anche le vendite dei beni alimentari (-1,1% in valore e -2,4% in volume). Rispetto a luglio 2019, il valore delle vendite al dettaglio ha segnato un calo del 3,8% per la grande distribuzione e dell'11,7% per le imprese operanti su piccole superfici. Le vendite al di fuori dei negozi hanno evidenziato un -7% mentre il commercio elettronico è ancora in crescita (+11,6%). Il dato è molto preoccupante anche se bisogna rilevare che quest'anno i saldi sono partiti ad agosto in quasi tutte le Regioni per cui le decisioni di acquisto potrebbero essere state posticipate. Ecco perché l'Ufficio studi di Confcommercio ha definito «presumibile» un rimbalzo statistico nei dati di agosto. «Va, comunque, sottolineato come la riduzione registrata dalle vendite su base annua sia in linea con le stime di una riduzione dei consumi di circa l'11% in volume nell'anno», ha concluso la confederazione guidata da Carlo Sangalli. Ancor più preoccupata Federdistribuzione secondo cui «per invertire questa rotta occorre lavorare non solo su azioni dirette a sostegno dei consumi ma anche sul fattore fiducia che deve essere rialimentato con un piano strutturale che preveda misure lungimiranti e di ampio respiro», ha spiegato il presidente Claudio Gradara.

L'agenzia di rating Fitch nel suo outlook di settembre ha confermato il quadro previsivo di Confcommercio stimando una contrazione dei consumi del 9,8% nel 2020 seguita da un rimbalzo a +5,6% il prossimo anno. Il tasso di disoccupazione dovrebbe salire all'11,4% nel 2020 e all'11,7% nel 2021. Di qui il peggioramento delle stime sul Pil quest'anno da -9,5% a .-10%, sebbene siano stato riviste al rialzo quelle sul 2021 (da +4,4% a +5,4%). «Se la ripresa negli Stati Uniti e in Europa dovesse proseguire al ritmo degli ultimi due mesi, il Pil tornerebbe molto presto ai livelli precedenti al virus», ha evidenziato Fitch, sottolineando tuttavia che si tratta di una previsione «troppo ottimistica» e che la ripresa dovrebbe «rallentare nel quarto trimestre».

Di segno diverso, invece, le indicazioni dell'Istat che ha rimarcato come «la caduta del Pil italiano nel secondo trimestre (-12,8%) è associata a estesi segnali di ripresa». A partire da maggio, si è registrato un miglioramento della produzione industriale e, da inizio giugno, progressi in ordinativi e export. Nella nota mensile di agosto l'istituto di statistica spiega che «dopo il crollo di marzo e aprile l'economia mondiale ha iniziato a mostrare segnali di progressivo miglioramento».

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