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"Occidente a rischio per l'alleanza tra islam e sinistra"

Lo studioso Mathieu Bock-Côté: "L'attentatore un pazzo? Così si ignora il nemico"

"Occidente a rischio per l'alleanza tra islam e sinistra"
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Mathieu Bock-Côté è una delle voci più autorevoli del panorama conservatore francese, originario del Quebec nei suoi libri ha trattato il tema dell'identità, della crisi dell'Occidente e del multiculturalismo, soffermandosi sulla mancata integrazione delle seconde generazioni di immigrati.

La sinistra italiana ha derubricato l'attentato di Modena al gesto di un folle tacendo il fatto che è stato compiuto da un immigrato di seconda generazione, perché la sinistra nega il problema della mancata integrazione di una parte degli immigrati islamici?

"Per una semplice ragione: non può accettare che l'incontro tra culture possa andare storto. Se lo riconoscesse, sarebbe costretta ad ammettere che le persone non sono intercambiabili, che le masse umane, su scala storica, si confrontano, che cercano di imporre i propri sistemi culturali sui territori che controllano. Né può accettare l'idea che l'islamismo cerchi di annientarci, di soggiogarci. Quindi individualizza ogni storia, si preclude la riflessione sociologica, storica e politica e si rifugia in una sorta di sociologia del lamento".

In Francia quanto accaduto a Modena è stato considerato un attentato terroristico come quelli che avete già vissuto ad esempio a Nizza?

"Sì, ma state pur certi che questa tendenza a patologizzare gli attacchi islamisti esiste anche in Francia. Non riusciamo più a comprendere la figura del nemico, che vuole farci del male, soggiogarci o annientarci. Quindi ci resta un'unica soluzione: dichiararlo pazzo".

In Francia, il legame tra l'islam radicale e l'estrema sinistra è ormai una realtà, pensa possa rappresentare un pericolo per la democrazia?

"Non solo un pericolo per la democrazia, ma per la civiltà occidentale. L'islamo-sinistrismo si basa sull'alleanza tra una potente ideologia islamista e la complicità di una sinistra radicale ipnotizzata dalla sua volontà conquistatrice. È il potere del debole che vuole farsi possedere dal forte, e che vede in questo potere esterno la forza in grado di porre fine alla propria civiltà, che rifiuta, che non tollera più. Non bisogna sottovalutare l'impulso autodistruttivo che attraversa le nostre nazioni. D'altra parte, se bisogna temere l'islamismo come ideologia, bisogna anche, e soprattutto, temere l'islamizzazione, che è un fenomeno demografico. Credo che le nostre società siano permeabili all'islamismo: lo vedono solo come una manifestazione tra le altre della diversità, ma possono resistergli. Credo soprattutto che l'ondata migratoria sia il pericolo maggiore, lo ripeto, perché è essa la causa della nostra islamizzazione".

Il prossimo anno si terranno le elezioni comunali a Roma ed è nato un partito islamico chiamato MU.RO (Musulmani Roma), cosa ne pensa della proliferazione di partiti politici islamici in Europa?

"Non è una sorpresa, è una nuova tappa di un processo che, storicamente, sarà paragonabile a una conquista. Gli islamisti si sono prima insediati nei partiti della sinistra radicale, poi cercano di rendersi autonomi.

Le elezioni comunali sono ovviamente privilegiate, perché in alcune città il cambiamento demografico è già avvenuto, il che permette ai partiti identitari stranieri di affermarsi. A livello storico, del resto, la conquista di un paese o di una civiltà avviene una città alla volta. Come si dice, le città cadono. Lo abbiamo visto in Francia con Saint-Denis".

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