«Offende altre fedi», censurato canto di Natale

Roma«Mamme, papà e insegnanti salviamo il Natale». Matteo Salvini invoca la collaborazione delle famiglie italiane e delle istituzioni per «salvare le nostre tradizioni e la nostra storia» di fronte all'ennesimo caso di censura di una consuetudine cristiana tipica del Natale.Nel corso degli anni in molte scuole, non in tutte, si è assistito al progressivo smantellamento di tante piccole usanze che fanno parte della storia e del costume dell'Italia. Prima via i crocifissi dalle aule perché offendono le altre religioni. Poi niente presepe perché è una tradizione non condivisa da tutti i popoli. E ora c'è pure chi se la prende con le melodie natalizie. In una scuola infatti sarebbe stato censurato il brano Adeste Fideles perché sarebbe troppo cristiano. Alla banda parrocchiale di Casazza, in provincia di Bergamo, sarebbe stato chiesto di non cantare il brano natalizio che celebra la nascita di Gesù perché troppo legato alla religione. Il brano avrebbe dovuto concludere il tradizionale concerto di Natale che si tiene tutti gli anni il 19 dicembre presso l'Istituto comprensivo statale del paese.A censurare quello che forse è il più celebre canto di Natale sarebbe stata la dirigente scolastica, Maria Antonia Savio, che avrebbe chiesto alla banda di non cantare quel brano per non creare difficoltà ai numerosi alunni stranieri. Il coro finale infatti avrebbe dovuto essere eseguito da tutti i bambini e dunque avrebbe coinvolto anche i piccoli di religioni diverse.La denuncia è stata lanciata anche sui social network dalla consigliera della Lega Nord, Silvana Santisi Saita che ha raccolto l'indignazione di alcuni cittadini di Casazza che Adeste Fideles vogliono ascoltarlo, come tutti gli anni.«La scuola dovrebbe formare ed integrare -ha commentato la consigliera del Carroccio- E invece adesso dopo il Presepe si censura anche la musica». Sulla censura però si è creato un piccolo giallo. I componenti della banda parrocchiale confermano che è stato chiesto loro di non cantare quel brano «per non urtare la sensibilità di nessuno». Invece la dirigente scolastica, chiamata in causa, ha fornito un'altra versione. «Quel brano non è collegato al progetto didattico che si intitolava i Musicanti di Casazza ispirato ai Musicanti di Brema -spiega la Savio- Dobbiamo proporre progetti didatticamente coerenti e io non ho emesso alcun diktat sul canto di Natale».Una cosa invece è certa. Nessuna famiglia nè italiana, nè straniera che ha i figli in quella scuola aveva eccepito sulla scelta di Adeste Fideles quindi se di censura si tratta sarebbe pure non richiesta. Per Salvini «chi si dimentica delle nostra storia è complice» di chi vuole cancellarla. E dunque invita famiglie e insegnanti a «fare il Presepe e a cantare i canti di Natale» ricordando pure un altro episodio avvenuto nel bresciano dove è stato vietato di festeggiare Santa Lucia.

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