Netanyahu scioccato dal post di Trump, chieste spiegazioni
Il premier israeliano Benjamin Netanyahu e i suoi consiglieri sono rimasti "scioccati" dal post di Donald Trump in cui il presidente affermava che gli Stati Uniti hanno proibito a Israele di bombardare il Libano. Lo riporta Axios citando alcune fonti, secondo le quali Israele ha chiesto alla Casa Bianca chiarimenti.
Usa sanzionano le milizie irachene sostenute da Teheran
Gli Stati Uniti hanno imposto sanzioni a sette alti comandanti di milizie irachene sostenute dall'Iran, tra cui gruppi come Kataib Hezbollah e Asaib Ahl al-Haq , per aver presumibilmente pianificato ed eseguito attacchi contro personale statunitense e forze della coalizione nella regione. Secondo quanto affermato dai funzionari, la mossa rientra in un più ampio sforzo volto a contrastare l'influenza iraniana in Iraq e a scoraggiare ulteriori violenze contro gli interessi statunitensi. "Non permetteremo alle milizie terroristiche irachene, sostenute dall'Iran, di minacciare vite o interessi americani", ha dichiarato il Segretario del Tesoro Scott Bessent. "Coloro che rendono possibili le violenze di queste milizie saranno chiamati a risponderne".
Teheran, inaccettabile trasferire all'estero il nostro uranio arricchito
Il ministero degli Esteri iraniano afferma che il suo uranio arricchito non verrà trasferito altrove: "L'opzione di trasferire all'estero l'uranio arricchito dell'Iran è inaccettabile", afferma ai media iraniani il portavoce del ministero.
Media, funzionari Usa in Pakistan a breve, forse colloqui già lunedì
Funzionari americani potrebbero tornare in Pakistan entro pochi giorni per ulteriori colloqui con l'Iran finalizzati al raggiungimento di un accordo. Lo riporta la Cbs News, sottolineando che i negoziati potrebbero riprendere già lunedì. Citando "diverse persone a conoscenza dei colloqui", la Cbs afferma che l'Amministrazione Trump sta valutando la possibilità di inviare alti funzionari in Pakistan per riprendere i colloqui con l'Iran. Islamabad ha ospitato delegazioni statunitensi e iraniane per colloqui lo scorso fine settimana, quando però non è stato raggiunto un accordo di pace.
Media, una prima nave da crociera attraversa lo stretto di Hormuz
Una prima nave da crociera attraversa lo Stretto di Hormuz dall'inizio della guerra con l'Iran. Lo scrive Euronews. Il sito di tracciamento navale MarineTraffic ha affermato che una nave passeggeri battente bandiera maltese, presumibilmente senza passeggeri e diretta in Oman, è partita oggi da Dubai dopo essere rimasta ormeggiata per 47 giorni. Si prevede che la Celestyal Discovery arrivi in Oman domani. Poche ore prima, l'Iran e gli Stati Uniti avevano annunciato che la strategica via navigabile, di fatto chiusa dall'inizio della guerra, sarebbe stata completamente riaperta al traffico commerciale per tutta la durata del cessate il fuoco.
Centcom, blocco a Hormuz resterà in vigore per tutto il tempo necessario
Le forze armate statunitensi dispongono delle risorse necessarie per mantenere il blocco navale in entrata e in uscita dai porti iraniani nello Stretto di Hormuz "per tutto il tempo necessario", e il blocco "rimarrà in vigore finché il presidente lo riterrà necessario". Lo ha dichiarato oggi ai giornalisti l'ammiraglio Bradley Cooper, capo del Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom). Lo riporta la Cnn. "Le forze statunitensi tengono d'occhio ogni porto iraniano", ha affermato, anche attraverso la ricognizione aerea effettuata con droni MQ-9 e aerei da pattugliamento marittimo P8. "Siamo in grado di mantenere questa sorveglianza per tutto il tempo necessario", ha aggiunto.
Trump, la disputa su Hormuz è finita, una grande vittoria
La disputa dell'Iran sullo Stretto di Hormuz è "finita" ed è stata per gli Stati Uniti "una grande vittoria". Lo ha detto Donald Trump in un'intervista a Usa Today.
Centcom, 19 navi respinte da inizio blocco a Hormuz
"Dall'inizio del blocco, 19 navi hanno obbedito all'ordine delle forze statunitensi di invertire la rotta e tornare in Iran". Lo ha dichiarato su X il Comando Centrale degli Stati Uniti. "Nessuna imbarcazione è riuscita a eludere le forze statunitensi durante il blocco", si legge.
Iran, se Usa continuano il blocco navale adotteremo misure reciproche
"Un blocco navale è considerato una violazione del cessate il fuoco. Se il blocco navale statunitense continua, la Repubblica Islamica dell'Iran adotterà le necessarie misure reciproche". Lo afferma il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baqaei, citato dall'agenzia Irna su X. In precedenza Donald Trump aveva avvertito su Truth che nonostante lo Stretto di Hormuz fosse "completamente aperto e operativo", il blocco navale americano sarebbe rimasto "pienamente in vigore" fino al termine dei negoziati con l'Iran "al 100%".
Aoun, non cederemo pezzi del nostro territorio
"Vi assicuro, con giuramento e promessa, che non ci sarà mai un accordo che violi i nostri diritti nazionali, diminuisca la dignità del nostro popolo resiliente o abbandoni anche un solo lembo della nostra patria". Lo ha affermato il presidente libanese, Joseph Aoun. "Il nostro obiettivo è chiaro e proclamato - ha aggiunto - fermare l'aggressione israeliana contro la nostra terra e il nostro popolo, ottenere il ritiro di Israele, estendere l'autorità dello Stato su tutto il suo territorio con le proprie forze, garantire il ritorno dei prigionieri e permettere alle nostre famiglie di tornare alle loro case e ai loro villaggi in sicurezza, libertà e dignità".
Teheran a Usa, impegni si rispettano o si paga
Seyyed Mehdi Tabatabaei, numero due per le comunicazioni dell'ufficio del presidente iraniano Masoud Pezeshkian, si scaglia contro la "retorica", le "dichiarazioni infondate del nemico" sostenendo l'obiettivo sia "privare gli iraniani della sensazione di orgoglio per le grandi vittorie ottenute con la potente difesa". E, in un post su X rilanciato dall'agenzia iraniana Mehr, aggiunge che "la riapertura con condizioni e limitata di una porzione dello Stretto di Hormuz è un'iniziativa puramente iraniana, che comporta responsabilità e serve a testare il rispetto degli impegni da parte della controparte". "Se non rispetteranno gli impegni, faranno i conti con conseguenze gravi", prosegue il post.
Media statali Iran criticano il post di Araghchi su Hormuz
I media statali iraniani hanno espresso rare e dure critiche al ministro degli Esteri Abbas Araghchi e alla squadra negoziale dopo che questi aveva annunciato la riapertura dello Stretto di Hormuz, affermando che la mossa ha creato confusione e ha dato a Trump l'opportunità di rivendicare la vittoria. Lo scrive Iran International. "In linea con il cessate il fuoco in Libano, il passaggio di tutte le navi commerciali attraverso lo Stretto di Hormuz è dichiarato completamente aperto per il restante periodo di cessate il fuoco, sulla rotta coordinata già annunciata dall'Organizzazione portuale e marittima della Repubblica islamica dell'Iran", ha annunciato Araghchi su X. Il post del ministro è stato ampiamente criticato dagli intransigenti e dai loro organi di stampa, tra cui l'agenzia di stampa statale Mehr News, che ha affermato che il tweet di Araghchi "ha offerto a Trump la migliore opportunità per andare oltre la realtà, dichiararsi vincitore della guerra e celebrare la vittoria". "È chiaro che i negoziati relativi al cessate il fuoco non sono gestiti esclusivamente dal ministero degli Esteri. Pertanto, è naturale che in queste circostanze l'intera squadra debba spiegare collettivamente le decisioni prese", ha affermato Mehr News. L'agenzia di stampa Tasnim ha descritto il post come un "tweet scadente e incompleto che ha creato ambiguità fuorvianti sulla riapertura dello Stretto di Hormuz".
Trump, accordo renderà sicuro Israele, ne uscirà alla grande
L'eventuale accordo tra Stati Uniti e Iran contribuirà a "rendere sicuro Israele", che "ne uscirà alla grande". Lo ha assicurato ad Axios il presidente americano Donald Trump, ribadendo il proprio avvertimento a Israele sul fronte libanese: "Devono fermarsi. Non possono continuare a far saltare in aria edifici. Non lo permetterò".
Media, raid drone israeliano sul sud, un morto
Una persona è rimasta uccisa in un raid di un drone israeliano che ha preso di mira un'auto e una moto nel sud del Libano, tra le località di Kounine e Beit Yahoun. Lo riferisce il giornale libanese L'Orient Le Jour, dopo il "cessate il fuoco di dieci giorni" tra Israele e Libano annunciato ieri con un post su Truth dal presidente americano Donald Trump. "Iraele non bombarderà più il Libano. Gli Stati Uniti glielo hanno vietato", ha scritto poco fa, sempre su Truth, il presidente degli Stati Uniti. Per ora, evidenzia il Times of Israel, non ci sono per ora notizie da parte delle forze israeliane (Idf) che dal 2 marzo sono state impegnate in nuove operazioni contro gli Hezbollah libanesi.
Trump, probabile incontro nel weekend, accordo entro 2 giorni
I negoziatori di Stati Uniti e Iran "si incontreranno probabilmente nel fine settimana", con l'obiettivo di raggiungere un accordo "entro un paio di giorni". Lo ha detto ad Axios il presidente americano, Donald Trump, ribadendo di non voler "revocare il blocco navale prima che venga raggiunto un accordo".
Trump, non ci sono punti critici, l'accordo con l'Iran è vicino
"Non ci sono punti critici": l'accordo con l'Iran è "molto vicino". Lo ha detto Donald Trump in un'intervista alla Afp.
Trump, riporteremo senza fretta uranio arricchito negli Usa
Il presidente statunitense Donald Trump ha dichiarato in un’intervista a Reuters, citata da Sky News, che Washington e Teheran stanno lavorando insieme per rimuovere le mine dallo Stretto di Hormuz e ha ribadito che l’uranio arricchito iraniano sarà trasferito negli Stati Uniti. "Andremo in Iran senza fretta, con grandi macchinari, e inizieremo a scavare… la riporteremo negli Stati Uniti", ha detto a proposito della "polvere nucleare", sostenendo che il materiale verrà recuperato "molto presto".
Trump, Iran ha accettato di sospendere il suo programma sul nucleare
L'Iran ha accettato di sospendere il proprio programma nucleare a tempo indeterminato e non riceverà alcun fondo congelato dagli Stati Uniti. Lo ha detto Donald Trump in un'intervista a Bloomberg, sottolineando che l'accordo per mettere fine alla guerra è quasi completo. "Molti dei punti sono stati definiti. Procederà piuttosto rapidamente", ha osservato il presidente negando che la moratoria sul programma nucleare iraniano scadrà dopo 20 anni. Alla domanda se il programma si fermerà completamente, Trump ha risposto: "Niente anni, illimitato".
Media Teheran, blocco navale Usa sarà considerato violazione tregua
"Se il blocco statunitense continuerà, sarà considerato una violazione del cessate il fuoco e lo Stretto di Hormuz resterà chiuso". Lo ha detto una fonte iraniana alla Fars, ribadendo che dopo la riapertura della via marittima, le navi potranno transitare solo a precise condizioni: dovranno essere esclusivamente commerciali, seguire rotte designate dall’Iran e coordinarsi con le forze iraniane.
Giorgetti: "Riapertura Hormuz cambia scenario, non significa che la situazione è risolta"
“Ogni giorno lo scenario cambia, quindi vuol dire che l'incertezza – che è il tratto dominante delle discussioni di questi giorni – volge oggi al bello, ma questo non significa che la situazione sia risolta”, ha dichiarato il ministro dell’economia Giancarlo Giorgetti alla notizia della riapertura totale dello Stretto di Hormuz. Giorgetti, che è stato a Washington DC per gli Spring Meetings del Fondo Monetario Internazionale, ha parlato con i giornalisti al termine del suo viaggio istituzionale per fare un punto della situazione dopo i giorni trascorsi nella capitale americana.
Israele: revocate le restrizioni imposte per la guerra
In Israele annunciata la revoca delle restrizioni imposte nel Paese in relazione al conflitto, dopo il "cessate il fuoco di dieci giorni" annunciato ieri con un post su Truth dal presidente americano Donald Trump, che ha sentito il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, e il capo di Stato libanese, Joseph Aoun. Tutto Israele torna al livello di "attività completa, senza restrizioni", riporta il sito di notizie Ynet, precisando che l'ultima limitazione che vieta raduni con più di mille persone nella zona nord di Israele, al confine con il Libano, verrà revocata domani sera.
Netanyahu, con Hezbollah non abbiamo ancora finito
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha dichiarato che Israele ha accettato un cessate il fuoco temporaneo in Libano "su richiesta del mio amico presidente Trump", ma ha aggiunto che la campagna contro Hezbollah non è ancora conclusa. Netanyahu ha affermato che Israele ha distrutto circa il "90%" degli arsenali missilistici e missilistici di Hezbollah, ma ha aggiunto che "non abbiamo ancora finito" con lo smantellamento del gruppo.
Israele, Hezbollah ha violato tregua, 6 soldati feriti
Israele ha accusato Hezbollah di aver violato l'accordo di cessate il fuoco. Lo riferiscono fonti israeliane secondo le quali sei soldati sono rimasti feriti, due dei quali in modo grave, nel sud del Libano a seguito dell'esplosione di un ordigno. Tutti i soldati sono stati evacuati per ricevere cure mediche aeguate e le loro famiglie sono state informate delle loro condizioni.
Trump, ho vietato a Israele di bombardare il Libano
Gli Stati Uniti hanno "vietato" a Israele di bombardare il Libano. Lo ha scritto il presidente americano Donald Trump sul suo Truth social, aggiungendo che Washington avrebbe aiutato Beirut a "occuparsi" di Hezbollah. "Israele non bombarderà più il Libano. Gli Stati Uniti glielo hanno vietato. Basta!!!", ha dichiarato Trump il giorno dopo aver annunciato la tregua di 10 giorni tra Israele e il Libano.
Axios, progressi Usa-Iran su un memorandum di tre pagine
Gli Stati Uniti e l'Iran hanno fatto progressi nelle trattative sul memorandum of understanding di tre pagine per mettere fine alla guerra. Lo riporta Axios citando funzionari americani.
Trump, Iran ha accettato di non chiudere mai più Hormuz
"L'Iran ha accettato di non chiudere mai più lo Stretto di Hormuz. Non verrà più utilizzato come arma contro il mondo". Lo ha detto Donald Trump sul suo social Truth.
Trump ringrazia il Pakistan, una grande giornata per il mondo
Donald Trump ringrazia il "Pakistan e il suo grande premier". Poi, sempre sul suo social Truth, afferma: "Una giornata grande e splendida per il mondo". Una messaggio criptico: non è infatti chiaro a cosa esattamente si riferisca il presidente.
Tv Iran, solo navi civili autorizzate dai Pasdaran possono attraversare Hormuz
La televisione di stato iraniana, citando un alto ufficiale militare, ha affermato che "solo le navi civili saranno autorizzate ad attraversare lo Stretto di Hormuz attraverso rotte designate e con il permesso della Marina del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche". "Il passaggio di navi militari attraverso lo stretto rimane vietato", si legge nel comunicato.
Trump, nessun scambio di denaro con Teheran per nucleare
"Gli Stati Uniti riceveranno tutta la 'polverè nucleare prodotta dai nostri grandi bombardieri B-2. Non ci sarà alcuno scambio di denaro, in nessuna forma o modo". È quanto scrive in un post sul social Truth il presidente degli Stati Uniti Donald Trump.
Trump, l'Iran sta rimuovendo le mine in mare con l'aiuto degli Usa
"L'Iran, con l'aiuto degli Stati Uniti, ha rimosso o sta rimuovendo tutte le mine" in mare. Lo ha detto Donald Trump sul suo social Truth.
Trump, la Nato stia alla larga da Hormuz, sono stati inutili
Donald Trump torna ad attaccare la Nato, definendola una "tigre di carta" e dicendole a chiare note di "stare fuori" da Hormuz. "Ora che la situazione nello Stretto di Hormuz si è risolta, ho ricevuto una telefonata dalla Nato in cui" gli alleati "mi chiedevano se avessimo bisogno di aiuto. Ho detto loro di starne fuori, a meno che non vogliano semplicemente riempire le loro navi di petrolio. Sono stati inutili nel momento del bisogno: una tigre di carta", ha detto sul suo social Truth.
Trump, Hormuz aperto ma il nostro blocco resta in vigore
"Lo Stretto di Hormuz è completamente aperto, operativo e pronto per il pieno transito. Tuttavia, il blocco navale rimarrà pienamente in vigore ed efficace esclusivamente nei confronti dell'Iran, finché la nostra transazione con l'Iran non sarà completata al 100%". Lo afferma Donald Trump sul suo social Truth.
Iran: Trump "conferma" annuncio Teheran, Hormuz aperto al traffico
"L'Iran ha appena annunciato che lo Stretto d'Iran (lo Stretto di Hormuz, ndr) è completamente aperto e pronto per il transito". Lo ha scritto su Truth il presidente americano Donald Trump riprendendo quanto annunciato dal ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi.
"Usa valutano accordo con Iran, 20 miliardi in cambio dell'uranio"
Gli Stati Uniti e l'Iran stanno negoziando un piano di tre pagine per mettere fine alla guerra che prevede, fra l'altro, lo sblocco da parte degli Usa di 20 miliardi di dollari di fondi iraniani congelati in cambio della rinuncia da parte di Teheran delle proprie scorte di uranio arricchito. Lo riporta Axios citando alcune fonti.
Teheran, dopo il cessate il fuoco in Libano Hormuz è completamente aperto
"In linea con il cessate il fuoco in Libano, il passaggio per tutte le navi commerciali attraverso lo stretto di Hormuz è dichiarato completamente aperto per il periodo residuo del cessate il fuoco sulla rotta coordinata come già annunciata dall'organizzazione Porti e organizzazione marittima della repubblica Islamica dell'Iran". Lo annuncia su X il ministro degli esteri iraniano Seyed Abbas Araghchi.
Iran: Araghchi, Hormuz aperto per tutta la durata della tregua
"In linea con il cessate il fuoco in Libano, il passaggio di tutte le navi commerciali attraverso lo Stretto di Hormuz è dichiarato completamente aperto per il restante periodo di cessate il fuoco, lungo la rotta coordinata già annunciata dall'Organizzazione portuale e marittima della Repubblica islamica dell'Iran". Lo ha annunciato su X il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi.
Pahlavi: "Basta negoziare con i terroristi, paese libero porterà opportunità economiche"
“Bisogna fermare un regime che minaccia il traffico via acqua e bisogna mostrare coraggio. Questo regime non cambierà. Basta ricatti, basta prendere ostaggi, basta negoziare con i terroristi. Immaginate che un Iran liberato si impegnerebbe immediatamente a riportare la stabilità regionale, a collaborare con i propri Paesi vicini, con gli israeliani e con i sauditi. Non dovrete più fare attività di polizia nel Medio Oriente perché a quel punto si apriranno le porte anche a opportunità economiche, a una prosperità. Qualcosa che porterà quindi a un mondo più stabile”. Lo ha dichiarato il principe Reza Ciro Pahlavi, figlio dello scià deposto dalla rivoluzione del 1979, durante un incontro ieri organizzato presso il Centro studi americani di Roma, in occasione della sua visita in Italia. “Ed è questo che è in gioco - ha aggiunto Pahlavi - gli iraniani sono pronti a fare la loro parte, ma abbiamo bisogno di aiuto dall'esterno. Questo dovrebbe essere il nostro focus. Dovremmo sfruttare questa opportunità d'oro che forse non si ripresenterà per decenni in futuro. Qual è il costo di consentire che questo accada rispetto invece a mettere fine a questo regime? Contemporaneamente questo eliminerà ogni problema che avete avuto sin dall'inizio del regime: la minaccia nucleare, il supporto delle organizzazioni proxy e il terrorismo radicale che si diffonde in Occidente, l'instabilità regionale, la belligeranza rispetto ai paesi vicini”. In merito alla chiusura dello stretto di Hormuz, Pahlavi ha dichiarato: “Tutti sono nervosi in merito alla stabilità economica e all'aumento del prezzo del petrolio. Tutti ce ne rendiamo conto ma c'è un prezzo ancora più alto da pagare. Se la situazione prosegue in questo modo, le conseguenze saranno peggiori di quanto possiate immaginare. C’è un animale ferito che ora farà rappresaglie per vendicarsi e questo non può essere consentito. L’alleanza fra Teheran e Mosca è uno degli elementi fondamentali di cui preoccuparsi. Non so quale sia la posizione della Cina, credo abbia una prospettiva molto a lungo termine sui processi globali. Generalmente alla Cina non interessa che tipo di regime deve affrontare, a patto che i propri interessi economici siano conservati. È soltanto una questione di calcolo. Per i paesi democratici l'approccio è diverso e la cosa migliore è esprimere solidarietà con i popoli che hanno le stesse visioni e gli stessi valori”.
Pahlavi: "Potrei guidare governo di transizione, no a vendette"
“Quello che mi mette nella posizione di svolgere il ruolo di leader per la transizione, in attesa che il popolo iraniano scelga il proprio futuro, è il sostegno di milioni di iraniani. Prima che interrompessero la connessione internet, in tutte le province del paese veniva citato un solo nome: il mio. Non ho iniziato ora, lo faccio da 46 anni. Considerati la mia posizione e il mio passato, le persone mi chiamano a milioni per le strade dell'Iran, chiedendomi di prendere la guida. Una volta che ci si sveglierà al mattino con il regime crollato e si entrerà in una nuova fase, penso che il mio primo atto sarà un appello al popolo, alla calma, alla disciplina affinché il processo di transizione si possa verificare. La cosa più importante che chiederò ai miei connazionali è di fidarsi del processo e di non reagire duramente sulla base della necessità di trovare vendetta o ritorsione, ma consentire al processo di svolgersi”. Lo ha dichiarato il principe Reza Ciro Pahlavi, figlio dello scià deposto dalla rivoluzione del 1979, durante un incontro organizzato ieri presso il Centro studi americani di Roma, in occasione della sua visita in Italia. Alla domanda sui rapporti con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, Pahlavi ha risposto: “Se mi ha abbandonato? Non sono io l’oggetto del contendere. L'attenzione va sul popolo iraniano, devono essere loro a votare e scegliere il proprio futuro. Non sono io che mi candido alla carica. Qualunque leader, Trump o Meloni, non deve dimenticarsi di essere a favore della democrazia e del diritto del popolo iraniano a determinare il proprio futuro”. “Quello che sto cercando di fare è unificare il popolo su quattro principi fondamentali - ha proseguito Pahlavi - Innanzitutto l'integrità territoriale dell'Iran, che è molto importante per noi. Il secondo principio è la chiara separazione della religione dal governo, che è una condicio sine qua non per la democrazia. Il terzo elemento è il principio di uguaglianza di tutti i cittadini ai sensi della legge a prescindere dall’etnia o dalla religione. Posso guidare un governo transitorio dal giorno del crollo del regime fino all’elezione di un’assemblea costituente dove si terrà il dibattito politico. Sarà la maggioranza degli iraniani a decidere il futuro del paese, si tratti di una repubblica democratica o di una monarchia costituzionale. La mia posizione è assolutamente neutrale, il progetto costituzionale dovrà essere redatto, presentato e ratificato tramite referendum. Sostenere questo processo è il modo più veloce per avere una transizione stabile, ma soprattutto un esito democratico”.
Pahlavi: "Serve supporto esterno per abbattere regime, come per Mandela"
“Voglio fare un appello a tutti i governi, compreso quello italiano: fate sentire la vostra voce affinché gli arresti e le esecuzioni si fermino. Mentre tutti attendono l'esito dei negoziati, in Iran non c'è stato un cessate il fuoco da parte del regime rispetto al popolo iraniano. Siamo disposti a sacrificare la nostra vita per liberarci ma è importante capire che storicamente nel mondo i regimi sono stati abbattuti grazie al supporto esterno. È accaduto con Nelson Mandela e con Solidarnosc ad esempio. Gli iraniani meritano lo stesso sostegno. C’è inoltre una comunanza di interessi con il presidente Zelensky e con l’Ucraina, loro lottano contro un occupante straniero, noi contro un occupante interno”. Lo ha dichiarato il principe Reza Ciro Pahlavi, figlio dello scià deposto dalla rivoluzione del 1979, durante un incontro organizzato presso il Centro studi americani di Roma, in occasione della sua visita in Italia. “Il regime cerca di prendere tempo - ha spiegato Pahlavi - sa che sta affrontando due leader molto forti, che sono pronti a intervenire. Sto parlando del primo ministro Netanyahu e del presidente Trump. Come iraniani non pensiamo che Israele o gli Stati Uniti o qualunque altro paese debba fare il lavoro per noi. Tutto quello che abbiamo chiesto è: aiutateci ad avere un situazione di parità. Perché di fronte a un regime che utilizza gli omicidi è molto difficile per noi superare quell'approccio. Nel frattempo continuano gli arresti, le torture, le detenzioni e gli omicidi. Nessuno presta attenzione a questo aspetto. Il fatto che il popolo iraniano stia soffrendo è assente dalle discussioni. Il popolo iraniano deve essere liberato e bisogna ripristinare l’accesso a internet. Si tratta di elementi importanti perché gli iraniani non devono rimanere fuori dell'equazione. A quel tavolo non hanno voce, voi potete essere la loro voce al tavolo dei negoziati”.
Pasdaran: "Silenzio sul campo di battaglia ma abbiamo dito sul grilletto"
Le Guardie rivoluzionarie iraniane hanno affermato che le forze armate dell'Iran hanno "il dito sul grilletto" in quello che hanno definito un "silenzio sul campo di battaglia", avvertendo di essere pronte a rispondere a qualsiasi attacco. Lo riporta Iran International. L’esercito e i Pasdaran sono pronti a dare una "risposta potente e decisiva" a qualsiasi azione ostile, hanno affermato i Guardiani della rivoluzione in una dichiarazione in occasione della Giornata dell'esercito, descrivendo appunto la situazione attuale del cessate il fuoco come un "silenzio sul campo di battaglia" e avvertendo però che qualsiasi escalation comporterebbe "duri colpi" e una "umiliante sconfitta" per gli avversari.
Trump, 'la guerra una piccola deviazione, dovevamo farlo
Per il presidente americano Donald Trump la guerra degli Stati Uniti contro l’Iran è stata una 'piccola digressionè dal corso del suo secondo mandato: intervenuto ad un evento a Las Vegas, in Nevada, dove ha sostenuto la validità della misura "No Tax on Tips" divenuta legge nel 2025 all'interno del suo"One Big Beautiful Bill", la legge di riforma fiscale approvata lo scorso anno, il presidente si è vantato dei risultati economici ottenuti dal suo ritorno alla presidenza nel 2025. "Durante il mio primo mandato abbiamo avuto la migliore economia nella storia del nostro Paese. E ora stiamo andando alla grande... E questo nonostante la nostra piccola deviazione verso l'adorabile Paese dell'Iran, un posto incantevole", ha detto Trump alla folla di sostenitori. "Ma dovevamo farlo, perché altrimenti sarebbero potute accadere cose brutte, cose davvero brutte”, ha continuato, riferendosi al potenziale nucleare dell'Iran.
Trump, giornata storica, stanno succedendo cose positive
Il presidente Usa, Donald Trump, ha definito "una giornata storica" quella del cessate il fuoco fra Israele e Libano. "Potrebbe essere stata una giornata storica per il Libano. Stanno succedendo cose positive!!!", ha scritto in un post sul suo social Truth. Precedentemente, anche parlando a Las Vegas aveva parlato di "giornata storica" e aveva aggiunto: "Direi che la guerra in Iran sta procedendo senza intoppi. Dovrebbe concludersi molto presto".
Trump, 'ho diritto di essere in disaccordo col Papa, non serve incontrarlò
"Ho il diritto di non essere d'accordo con il Papa. Non ho nulla da obiettare al fatto che il Papa possa dire ciò che vuole, ma io posso essere in disaccordo". Lo ha detto Donald Trump, secondo il quale non c'è alcuna necessità di un incontro con Papa Leone XIV per appianare le divergenze.
Trump, Italia non c'era per noi, noi non ci saremo per loro
"L'Italia non c'era per noi, noi non ci saremo per loro". Lo ha scritto il presidente degli Stati Uniti Donald Trump su Truth, postando un articolo del 'Guardian' del 31 marzo, intitolato 'L'Italia nega l'uso della base aerea in Sicilia agli aerei americani che trasportano armi per la guerra in Iran'.
Trump, Iran pronto a consegnare l'uranio arricchito ++
L'Iran ha accettato di consegnare il suo uranio arricchito. Lo ha detto Donald Trump, secondo quanto riferito dal Wall Street Journal. Il presidente si è anche detto pronto a volare a Islamabad in caso in un accordo fra i due paesi."È molto probabile che raggiungeremo un accordo con l'Iran. Sarà un buon accordo", ha osservato il presidente. (ANSA).
Trump, speriamo che Hezbollah si comporti bene durante la tregua ++
"Spero che Hezbollah si comporti bene durante questo importante periodo di tempo". Lo afferma il presidente americano Donald Trump sul suo social Truth, riferendosi al cessate il fuoco fra Israele e Libano. (ANSA).